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Sabato, 16 Maggio 2020 15:49

Pescara, inaugurato il Covid Hospital: disponibili i primi 32 posti letto. Marsilio: "Un modello". M5s: "Lavori in alto mare"

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Sono disponibili da oggi i primi 32 posti del nuovo Covid Hospital di Pescara.

Questa mattina, il Presidente Marco Marsilio e l'assessore alla sanità Nicoletta Verì, accompagnati dal Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dal direttore generale della Asl di Pescara Antonio Caponetti, hanno inaugurato e visitato la struttura sanitaria, che dovrà essere ultimato, secondo il capitolato, entro i prossimi 60 giorni nel padiglione ex Ipav.

Finora è stato realizzato, dopo 30 giorni di lavoro, il 40% del progetto.

Il costo complessivo dell’opera pubblica è di circa 11 milioni di euro, finanziato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile (7 milioni di euro) e dalla Banca d'Italia (3 milioni di euro). "La realizzazione di questo progetto rappresenta un modello - le parole del Presidente Marco Marsilio - La Città e la Asl pescarese riceveranno in eredità una struttura importante e strategica, anche quando l'emergenza Covid sarà terminata, poiché sarà utilizzata per le esigenze della rete sanitaria abruzzese. Nei prossimi giorni - ha proseguito Marsilio - saranno trasferiti nella struttura i malati di coronavirus, e così il resto dell'ospedale potrà tornare alla funzione ordinaria. Questo progetto serviva inoltre a mettere in sicurezza anche la Fase 2, e qualora dovessero tornare a crescere i contagi, noi siamo pronti ad affrontare l'emergenza. Con questa esperienza abbiamo dimostrato - ha osservato ancora Marsilio - come in Italia si possono realizzare opere pubbliche in maniera veloce, economiche e trasparenti. E' un messaggio che lancio al Parlamento e al Governo, visto che le norme sulla semplificazione sono state tolte dal 'Decreto Rilancio', e si preannuncia quindi un nuovo decreto sul tema, ma posso affermare che abbiamo un 'modello Pescara' che possiamo promuovere ed esportare".

L'assessore alla sanità Nicoletta Verì ha voluto esprimere "gratitudine agli operatori sanitari e ai dirigenti amministrativi della Asl di Pescara per il lavoro svolto durante l'emergenza epidemiologica. L'azienda pescarese ha dovuto gestire in Abruzzo i 2/3 dei malati di coronavirus", ha ricordato Verì. Già domani, secondo quanto comunicato dalla ditta esecutrice dei lavori, la Omnia Servitia Srl, saranno riconsegnati altri 18 posti. "Questa inaugurazione non avviene per caso, dietro c'è una programmazione - ha osservato l'assessore Verì -. Abbiamo avuto la capacità di moltiplicare i posti di terapia intensiva durante l'emergenza per curare i malati Covid. La Regione Abruzzo ha saputo dare risposte efficaci. Gli ospedali Covid sono fondamentali, soprattutto nella Fase 2, perché dobbiamo consentire alle strutture sanitarie di tornare a svolgere l'attività ordinaria: immaginate la cura dei malati di tumore. Non possono ancora attendere. All'inizio della pandemia si era ipotizzato di realizzare strutture provvisorie all'esterno degli ospedali - ha aggiunto l'assessore -, io mi sono opposta perché il malato di coronavirus ha bisogno di cure particolari. E siamo stati i primi a istituire le Usca sul territorio regionale come punto di riferimento ai malati di coronavirus. Voglio ricordare che non siamo ancora usciti dalla pandemia - ha concluso - e pertanto dobbiamo fare attenzione e rispettare i protocolli sanitari".

Il piano finanziario della struttura sanitaria

Il Presidente Marco Marsilio ha ricordato, durante la cerimonia, anche i passaggi fondamentali dell'iter amministrativo attivato per la realizzazione del Covid Hospital di Pescara, nel padiglione ex Ipav.

Alla gara per la costruzione dell'opera pubblica hanno partecipato 11 operatori economici: la procedura è stata gestita interamente dall'Aric, attuale centrale di committenza della Regione Abruzzo.

I finanziamenti: degli 11 milioni di euro previsti, 7 milioni provengono dal fondo emergenza del Dipartimento di Protezione Civile nazionale, 3 milioni di euro sono stati erogati (contributo liberale) dalla Banca d’Italia e 1.124.000 euro sono i fondi aziendali recuperati nell'ambito della spesa per l'emergenza Covid-19.

Oltre ai lavori di recupero dell'immobile, per i quali l'aggiudicazione della gara ammonta a 3.614.544,73 euro (iva esclusa), di cui 164.548,28 euro per oneri per la sicurezza, per un ribasso del 29,57%, sono stati acquisitati letti, attrezzature e strumenti sanitari per rendere operativa la struttura: 40 letti elettrici per rianimazione e terapia intensiva e 141 letti elettrici di tipo degenza (678.685,51 euro); fornitura di 4 ecotomografi ColorDoppler e un ecografo (spesa complessiva di 177mila euro); fornitura di 12 elettrocardiografi (19.488 euro); fornitura di 2 centrali di montaggio telemetria, 8 monitor posto-letto e 60 telecamere (spesa complessiva di 245.900 euro); fornitura di 3 sollevatori elettrici per pazienti (14.185,20 euro). Le attrezzature sono state in parte già consegnate.

L'Aric ha comunicato che i ribassi e le economie provenienti dagli sconti applicati ai beni acquistati saranno disponibili per i nuovi interventi.

M5S: "Abruzzo come la Lombardia: inaugurazione in pompa magna per lavori in gran parte in alto mare"

"Più che un’inaugurazione sembra una festa per l’avvio dei lavori quella che abbiamo visto oggi a Pescara. Il Presidente Marsilio e la sua Giunta hanno deciso di tagliare il nastro in pompa magna, per 32 posti letto dei 181 previsti e il reparto di terapia intensiva sembrerebbe ancora in lavorazione e quindi assolutamente lontano dall’essere operativo per il pubblico. Fortunatamente oggi i posti nei reparti di Terapia Intensiva in tutti gli ospedali della Regione non sono in sovrannumero, anzi, gli ospedali abruzzesi sono pronti ad accogliere eventuali pazienti, a dimostrazione che quanto da noi affermato, ovvero che questo ospedale sarebbe arrivato tardi rispetto al picco dell’emergenza, è confermato dai numeri".

Lo ha detto il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, che ha aggiunto: "oltre che fuori tempo massimo questa struttura, a mio parere, risulterà inutile fin quando non sarà attuata una massiccia assunzione di personale dedicato tra Medici, Infermieri e Operatori Socio Sanitari. Personale indispensabile per rendere un edificio, in cui a quanto si può osservare dai video diffusi dalla stessa Regione Abruzzo è stata fatta una restaurazione parziale, con i posti letto a blocchi di sei sistemati in aperture nei corridoi, un vero e proprio ospedale operativo in caso di un nuovo picco di contagi Covid. Non abbiamo bisogno di quelle che potrebbero diventare cattedrali nel deserto, non abbiamo bisogno di strutture impacchettate a fretta per giustificare un taglio di nastro, ma quella che oggi è stato inaugurata sembra proprio esserlo. Una tendenza forse comune al centro destra, basta pensare all’inaugurazione spot organizzata da Fontana per l’Ospedale Covid in Lombardia".

Sia chiaro – ha aggiunto Pettinari - "non siamo e non saremo mai contro la costruzione di nuovi ospedali, ma questi devono essere un valore aggiunto per i cittadini abruzzesi, non un’occasione di propaganda. E’ evidente che un nuovo ospedale covid dovrebbe essere il tassello di un mosaico che, per rappresentare una sanità funzionante, non può prescindere da un’adeguata forza lavoro, che renda davvero operativa la struttura, e la valorizzazione e revisione della medicina territoriale che rappresenti una rete di assistenza per tutta la regione. Una rete che, in caso di emergenza, potrà beneficiare di un polo regionale come quello di Pescara. Ma per far sì che questo avvenga siamo assolutamente in ritardo. La carenza di personale e i gravi problemi della medicina territoriale sono sotto gli occhi di tutti. I problemi che c’erano ci sono ancora, ed esplodono in questo momento con più forza: distretti sanitari senza adeguata strumentazione, medici generali che non sono messi a sistema con guardie mediche e assistenza sanitaria domiciliare. Tutte funzioni che la medicina territoriale dovrebbe svolgere per evitare che i pazienti arrivino in ospedale. Senza un intervento del genere anche la migliore delle strutture diventa una cattedrale nel deserto. Tante parole sono state dette, ma di fatti ne abbiamo visti ben pochi. Noi non abbiamo mai fatto sconti a nessuno e mai lo faremo. Non posso, quindi, non evidenziare che questo intervento arriva tardi e, senza adeguato lavoro sul personale che dovrà gestirlo e senza una rete sanitaria che lo renda davvero una soluzione, non potrà mai rappresentare un valore aggiunto per la nostra regione".

Ultima modifica il Sabato, 16 Maggio 2020 16:28

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