Lunedì, 27 Luglio 2020 13:06

Migranti positivi al Covid a Pettorano, la prefettura: "Nessuna criticità". Lega annuncia esposto in procura

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Il prefetto dell'Aquila Cinzia Torraco Il prefetto dell'Aquila Cinzia Torraco

Situazione sotto controllo e nessuna criticità da rilevare nel centro d'accoglienza di Ponte d'Arce a Pettorano sul Gizio, dove sono ospitati gli otto migranti di nazionalità tunisina risultati positivi al Covid.

A scriverlo, in una nota, è la prefettura dell'Aquila, le cui rassicurazioni si aggiungono a quelle fornite, due giorni da, dalla Asl provinciale.

La nota della prefettura

"La situazione legata alla positività al Covid-19 di otto migranti alloggiati nel Centro d’Accoglienza di Ponte d’Arce a Pettorano sul Gizio, rimane costantemente monitorata con un proficuo e continuo raccordo tra la Prefettura, l’amministrazione comunale di Pettorano e la direzione della Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila e, al momento, non si rilevano criticità oltre la norma che possano far insorgere preoccupazioni".

"Gli otto migranti, di nazionalità tunisina, come noto sono risultati positivi all’esame effettuato nelle strutture della Asl, mentre gli altri quattro connazionali facenti parte del contingente arrivato da Lampedusa nel centro di accoglienza aquilano, sono risultati negativi".

"Per tutti è stato disposto l’isolamento fiduciario all’interno della struttura, senza possibilità di contatti esterni, in attesa del secondo controllo di sicurezza che verrà effettuato al termine del periodo di quarantena".

"Già al loro arrivo da Lampedusa nella giornata di giovedi 16, peraltro, la Prefettura aveva provveduto all’isolamento interno dei tunisini, sotto la sorveglianza del gestore della struttura e con l’osservazione delle prescrizioni di sicurezza da adottare per tutti gli operatori".

"La Asl continua intanto, in completa sicurezza secondo quanto disposto dalle normative vigenti, a monitorare la situazione e, nella giornata odierna, verrà effettuato il test con tampone anche per i 5 operatori del Centro di Accoglienza: in attesa del responso saranno comunque  garantiti i servizi essenziali ai migranti, grazie all’apporto di un operatore addetto alla mensa che resterà in isolamento fiduciario interno con gli ospiti tunisini".

"L’area all’esterno del centro è in totale sicurezza grazie al rafforzamento dei presidi di vigilanza fissa garantiti dalla Polizia, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza".

D'Eramo (Lega): "Esposto in procura, vicenda grave"

"Ho dato mandato di presentare un esposto alla Procura della Repubblica".

Lo annuncia il coordinatore regionale della Lega Abruzzo, Luigi D'Eramo.

"La vicenda è grave e preoccupante - spiega D'Eramo -: i migranti sarebbero risultati negativi al momento della partenza dai centri di provenienza e per questa ragione ritengo doveroso si faccia chiarezza sulle modalità di esecuzione dei tamponi e dei test sierologici, sia per avere certezza della riferibilità degli esami, sia sulle modalità stessa di scelta dei migranti da trasferire. In primo luogo per la tutela della incolumità degli stessi migranti che, laddove positivi o peggio malati, devono essere ricoverati con urgenza. In secondo luogo per i piccoli Comuni dove vengono trasferiti, i cui residenti sono esposti senza alcuna cautela da parte di chi ci governa a rischi enormi".

"È essenziale - spiega D'Eramo - che venga accertato il reale stato di salute di queste persone, anche perché in caso di positività al Covid devono essere ospitati in strutture idonee che abbiano modo di accudirli, curarli e sostenerli. In particolare nel caso in cui non vengono limitati nella libertà personale nei centri di accoglienza e quindi possono costituire in qualunque momento pericolo di contagio con la libertà di circolazione che viene garantita. Ho dato mandato già a professionisti per promuovere un esposto alla procura della Repubblica competente, al fine di valutare l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato in relazione alla condotta sopra descritta e, in ipotesi, di chiedere di valutare se sussistano i reati di epidemia colposa ovvero altri reati anche dolosi che dovessero essere riscontrati nel caso in cui non si desse luogo ad alcun accertamento preventivo alla partenza o, ipotesi peggiore, nel caso in cui i test siano del tutto omessi o carenti o non riferibili agli attuali ospiti della struttura di accoglienza” conclude il segretario regionale.

Ultima modifica il Lunedì, 27 Luglio 2020 20:22

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