Mercoledì, 19 Agosto 2020 11:53

Poligono di tiro a San Vittorino: ricorso al Tar ed esposto alla Corte dei Conti

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Quasi 9 ettari di terra ad uso civico a ridosso del Teatro e dell'Anfiteatro Romano di San Vittorino concessi ad un privato al canone di soli 500€ l'anno per realizzare un poligono di tiro.

Sono queste le motivazioni che hanno spinto il Comitato per tutela di S.Vittorino Amiterno a presentare un ricorso al TAR ed un esposto alla Corte dei Conti, impugnando i provvedimenti con cui la Regione Abruzzo, il Comune dell’Aquila e il Comune di Pizzoli hanno concesso ad un soggetto privato Colle San Mauro, territorio di uso civico che quindi, per definizione, dovrebbe essere destinato ad attività agro-silvo-pastorali o ad altre attività di interesse collettivo. Il mutamento di destinazione d'uso, pure possibile, è una categoria eccezionale determinata, solo e soltanto, da un motivato interesse pubblico dei cives che non può ravvedersi, di certo, in un poligono di tiro gestito da una associazione privata.

Una battaglia avviata dall'indimenticato Giovanni Cialone che, sulla vicenda, scrisse diversi articoli per NewsTown: "ci manca la sua passione, la sua tenacia, la possibilità di delegare a lui scelte importanti", le parole commosse di Alessia Salvemme, rappresentante del Comitato, che ha introdotto la conferenza stampa tenuta, stamane, nella sede dell'Amministrazione del Dominio collettivo di Preturo alla presenza dell’avv. Fausto Corti, del prof. Fabrizio Marinelli, Ordinario dell’Università dell’Aquila, e di Nello Alfonsetti, vice presidente dell'ADUC.

"L'operazione effettuata da Comune dell'Aquila, Comune di Pizzoli e Regione Abruzzo – ha spiegato l'avvocato Fausto Corti - oltre a violare i diritti dei naturali di San Vittorino, poiché consente ad un privato di godere in via esclusiva di un ampio compendio territoriale che per legge è destinato all'uso collettivo dei cives di San Vittorino, interferisce negativamente anche sull'eccezionale patrimonio dell'area, stante il fatto che il poligono si trova a ridosso dell'Anfiteatro di Amiternum".

Di qui il ricorso al Tar che sarà discusso il prossimo 17 settembre e che già sviluppa gli elementi centrali dell'esposto alla Corte dei Conti. "Appare evidente il rilevante danno contabile prodotto con la concessione disposta in favore dell'associazione privata "Amiternum Academy" dal Consiglio Comunale di Pizzoli e dalla Giunta dell'Aquila, accettando alla cieca l'irrisorio canone offerto, e cioé 500€ annui, con la motivazione che questa avrebbe dovuto eseguire opere costose per installare il proprio poligono di tiro", ha sottolineato Corti. "Tale esigenza avrebbe dovuto essere indifferente per i Comuni di Pizzoli e L'Aquila perché riguardava le infrastrutture necessarie al privato per svolgere la sua altrettanto privata attività, sicché non avrebbe potuto incidere sull'ammontare del canone di concessione".

In sostanza, l'affondo di Corti, "i comuni di Pizzoli e L'Aquila hanno accettato di finanziare con denaro della collettività, mediante lo sconto del canone concessorio, le opere necessarie alla realizzazione del poligono di tiro, attuando una condotta oggettivamente lesiva degli interessi patrimoniali degli enti che essi rappresentavano”.

Ma come mai sono coinvolti i comuni di Pizzoli e L'Aquila? La vicenda è piuttosto lunga, ed intricata.

L'abitato di San Vittorino è stato una frazione del comune di Pizzoli dall'Unità d'Italia e fino al 1927, quando venne aggregato al Comune dell'Aquila. Nel compiere tale operazione, una parte dell'agro civico storicamente appartenente agli abitanti di San Vittorino è rimasto, dal punto di vista amministrativo, all'interno del territorio comunale di Pizzoli, incluso il compendio dato in concessione alla "Amiternum Academy". Il trasferimento di una sola parte del territorio civico di San Vittorino nella sfera territoriale del Comune dell'Aquila ha creato la peculiare condizione per cui all'interno dei confini amministrativi di Pizzoli è presente una insula di uso civico di proprietà degli abitanti di una frazione di un altro comune, Pizzoli per l'appunto, il quale può esercitare su di essa poteri di gestione. E sul punto, pende, ad istanza dei cives di San Vittorino, il diudizio dinanzi al Commissario per gli Usi civici che vede contrapposti il Comune di Pizzoli e il Comune dell'Aquila che, tuttavia, nel gennaio scorso ha deciso di non costituirsi per la difesa dei suoi cittadini.

Fatto gravissimo, non era mai successo. Ancora più grave perché nella stessa seduta, per una causa riguardante problemi legati agli usi civici di Camarda, il Comune dell’Aquila aveva presentato invece regolare costituzione.

Negli anni passati, i sindaci di qualsiasi appartenenza politica hanno sempre difeso i diritti dei naturali aquilani sui terreni collettivi. Due casi, tra gli altri: la montagna di Santogna, nel Comune di Leonessa, castello fondatore dell’Aquila che, dopo anni di causa, è stato riconosciuto come proprietà civica dei cittadini aquilani, un’isola amministrativa, una grande area naturalistica in un comune distante che dovrebbe gestire L’Aquila e che oggi purtroppo è in uno stato di completo abbandono; il Castello di Vio e Spitillo, confinante con il lago di Campotosto e caso simile a quello della montagna di San Mauro, rivendicato dal Comune di Pizzoli: una sentenza della Corte di Appello di Roma (Sezione Usi Civici) alcuni anni fa ne ha riconosciuto definitivamente l’uso civico ai cittadini del comune dell’Aquila.

Non solo. 

Il Comune di Pizzoli aveva autorizzato la concessione nel novembre 2016 a titolo gratuito, dietro l'assunzione da parte della "Amiternum Academy" dell'obbligo di bonificare l'area. Al fine di proseguire la sua attività privata, l'Associazione - nel gennaio 2019 - ha chiesto il rinnovo della stessa per ulteriori 9 anni, offendosi, come detto, di pagare un canone mensile di 500 euro stante le spese ancora da sostenere per completare le opere necessarie all'attività. E l'Ente, con delibera del marzo 2019, ha espresso parere favorevole. A quel punto, si sono mossi gli abitanti di San Vittorino che, oltre ad ottenere l'apertura del giudizio pendente innanzi al Commissario per gli Usi civici, ha fatto sì che l'Ufficio Usi civici del Comune dell'Aquila chiedesse alla Regione di sospendere in autotutela il procedimento istruttorio avviato dal Comune di Pizzoli per il mutamento di destinazione d'uso dell'area, ritendendo necessario un approfondimento sulla titolarità di Colle Mauro. 

Una presa di posizione clamorosamente smentita dalla Giunta comunale dell'Aquila che, con delibera 134 del marzo 2020, ha espresso parere favorevole alla concessione alla "Amiternum Academy" impegnandosi, per di più, a mantenere i termini dell'accordo qualora il giudizio demaniale dovesse riconoscere le ragioni del Comune capoluogo. 

Una decisione incredibile e, aggiungiamo, illegittima se è vero che sugli Usi civici la competenza è del Consiglio comunale che comunque, a maggioranza, ha bocciato un ordine del giorno presentato dal consigliere d'opposizione Antonio Nardantonio che chiedeva la costituzione del Comune.

D'altra parte, sull'uso civico dei terreni di cui stiamo discutendo - ha ribadito il Prof. Fabrizio Marinelli - non ci sono dubbi, stante la sentenza del Commissario per gli usi civici del 24 febbraio 1988 con la quale è stata disposta, tra l'altro, la definitiva chiusura delle cave che si trovano abusivamente su tali beni. "Si tratta soltanto di stabilire se il demanio in questione appartiene ai naturali di Pizzoli, dell’Aquila o, come appare maggiormente fondato, ai naturali di San Vittorino. Ma, a prescindere da tale aspetto, e a tacer d’altro, l’autorizzato mutamento di destinazione chiesto dai Comuni di Pizzoli e dell’Aquila, ed autorizzato dalla Regione Abruzzo, è sicuramente illegittimo, quanto meno perché difetta l’interesse pubblico che è presupposto, appunto, del mutamento di destinazione".

La conferenza stampa si è conclusa con l’intervento di Nello Alfonsetti che ha parlato degli effetti della nuova legge sugli usi civici, la L168 del 2017. "Un Dominio Collettivo dei naturali di San Vittorino si rende opportuno - ha sottolineato, e sul punto il Comitato sta lavorando - perché il riconoscimento come ordinamento giuridico primario della comunità originaria dotato di capacità di autoformazione e di autonomia statutaria pone il Dominio su un piano di parità e non di subordinazione rispetto al comune e Regione. Dalla comunità organizzata e dall’opera dell’amministrazione dipenderà la corretta gestione del patrimonio del Demanio con la prerogativa di conoscere, usare, amministrare e difendere il bene ed il vincolo di destinazione".

"San Vittorino è un luogo magico - hanno concluso gli esponenti del Comitato - abbiamo il teatro, l’anfiteatro, l’acqua, le antenne, i terreni per il pascolo. Sono tutte ricchezze che devono essere valorizzate e devono essere investite per la collettività di San Vittorino. Siamo davvero amareggiati per l’indifferenza e l’arroganza mostrata dai Comuni dell'Aquila e di Pizzoli e dalla Regione Abruzzo nei confronti delle istanze presentate da alcuni residenti della piccola frazione. Si spera che, almeno attraverso la giustizia, i nostri diritti vengano riconosciuti".

Ultima modifica il Domenica, 13 Settembre 2020 19:36

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