Sabato, 29 Agosto 2020 21:08

Dall'Olanda in Abruzzo in bici: l'impresa di Pierangelo Calderoni

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Dall’Olanda in Abruzzo in bici per lanciare una sfida a se stesso ma soprattutto per raccogliere fondi a sostegno della World Bicycle Relief, organizzazione internazionale specializzata nel rifornire piccoli imprenditori, operatori sanitari e studenti di Paesi in via di sviluppo con biciclette assemblate localmente e disegnate appositamente per le zone a cui sono destinate.

Autore dell’impresa è un aquilano di 39 anni, Pierangelo Calderoni, che in 13 giorni ha compiuto una traversata di oltre 2mila chilometri. Partendo da Utrecht - la città olandese dove vive e lavora come retail manager della Nike per il Nord Africa e l’Europa dell’Est, a tappe di 160 km al giorno e dopo aver toccato 6 nazioni (Paesi Bassi, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Italia), Pierangelo è arrivato, lo scorso 26 agosto, all’Aquila.

Pierangelo itinerario

“Sono da sempre un grande appassionato di bici e viaggi” racconta “L’idea di venire in bici all’Aquila dall’Olanda ce l’avevo da un po’ ma è maturata definitivamente dopo che, nel 2019, sono riuscito a tagliare il traguardo dei 10mila km percorsi in un anno. Mi piace pormi sempre nuovi obiettivi a livello sportivo e devo dire che in questo sono stimolato molto anche dall’azienda per cui lavoro, che incentiva tutti i dipendenti a partecipare a gare e competizioni amatoriali. In Olanda, poi, la bicicletta è una sorta di icona nazionale. La bici è il mezzo preferito dagli olandesi di ogni età e strato sociale per recarsi al lavoro, a scuola, a fare la spesa, e naturalmente anche per fare escursioni. L'Olanda dispone di oltre 32.000 km di piste ciclabili ed è la nazione con la densità di veicoli a pedali più alta al mondo, dove il numero di bici supera addirittura quello degli abitanti”.  

Alla sfida sportiva, Pierangelo ha affiancato subito un’altra gara, quella solidale in favore della World Bicycle Relief.

“La risposta delle persone che hanno seguito il mio viaggio è stata eccezionale” racconta “In 13 giorni sono arrivate donazioni per 4mila e 200 euro, un risultato che è andato al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Sono molto soddisfatto”.

Per quanto riguarda l’itinerario, Pierangelo ha pedalato a lungo attraverso la ciclabile del Reno, la ciclovia che segue le sponde dell’omonimo fiume e che si interseca con altre ciclabili regionali: “Percorrendo questa strada, sono arrivato fino al Lago di Costanza, in Svizzera, per poi svalicare in Italia attraverso il Passo Resia. Da lì ho costeggiato il lago di Garda e, sempre sfruttando la rete di ciclabili esistenti, sono sceso fino a Mantova, per poi imboccare, ma seguendo a quel punto le strade normali visto che le ciclabili erano praticamente finite, la litoranea adriatica fino all’Abruzzo. Ho fatto tappa ad Alba Adriatica per salutare i miei genitori che erano in vacanza e festeggiare il compleanno di mio padre per poi terminare il viaggio all’Aquila, dove sono giunto passando dal valico delle Capannelle”.

Pierangelo 2

Un viaggio lungo, costellato sì da bellezze (non solo naturalistiche e ambientali, ma anche storiche e architettoniche), ma che ha fatto toccare con mano a Pierangelo gli enormi ritardi che l’Italia in generale e l’Abruzzo in particolare hanno su ciclovie e piste ciclabili: “Siamo ancora molto indietro” dice “In Olanda tutto è organizzato e progettato per andare in bici e ogni 3 anni lo Stato concede ai cittadini degli incentivi per comprare una bici nuova fino a un massimo di 800 euro. E i tempi per avere il bonus sono brevissimi. C’è anche un grande rispetto per i ciclisti: dove non ci sono le piste ciclabili, c’è una segnaletica orizzontale con corsie riservate sulle quali le auto non possono transitare. In Abruzzo abbiamo paesaggi straordinari, mentre tornavo all’Aquila ho incontrato diverse persone venute da fuori a posta per girare in bici la regione. Una rete moderna di piste ciclabili consentirebbe di attrarre tantissimi turisti. Basterebbe poco”.

Ora Pierangelo si godrà qualche giorno di riposo all’Aquila prima di ripartire - questa volta in aereo - per Utrecht. Ma il pensiero è già alla prossima impresa: “Mi piacerebbe, in futuro, percorrere in mountain bike il cammino di Santiago di Campostela o fare la ciclovia del Danubio. Ma il sogno è la ciclovia del sole, che da Capo Nord arriva fino a Malta”.

Pierangelo 4

Ultima modifica il Sabato, 29 Agosto 2020 21:18
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