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Venerdì, 25 Settembre 2020 19:22

Mobilitazione generale scuola, studenti manifestano anche all'Aquila

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"Priorità alla scuola". Sotto questo unico slogan in tutta Italia migliaia di studenti sono scesi in piazza per la prima volta dopo l'emergenza coronavirus. A L'Aquila comitati e sindacati studenteschi si sono dati appuntamento questo pomeriggio davanti alla Prefettura per chiedere che la scuola torni al centro dell'agenda politica e per dire che in questo periodo di pandemia si sono sentiti abbandonati.

"Oggi scendiamo in piazza come tanti altri ragazzi nel resto d'Italia perchè non è stata data priorità alla scuola. Già durante la quarantena molti studenti sono rimasti fuori dalle tutele per il diritto allo studio", ha spiegato Antonia Melaragni dell'Unione degli Studenti, che ha promosso la manifestazione insieme a Link - Studenti, Oltre il Musp, Comitato Scuole Sicure. "I soldi per l'acquisto di devices e per la connessione non sono stati sufficienti - ha sottolineato Antonia - per tre mesi moltissimi sono stati tagliati fuori dalla didattica a distanza. I tantissimi problemi emersi durante il lockdown non hanno trovato adeguata risposta nemmeno durante il periodo estivo e ieri studentesse studenti e insegnanti sono tornati a scuola senza nessuna certezza".

Ai problemi stutturali si sommano oggi quelli legati all'emergenza sanitaria e all'Aquila a pesare è soprattutto la mancata ricostruzione dell'edilizia scolastica. "Oggi chiediamo interventi massicci sull'edilizia scolastica, in particolare all'Aquila dove a undici anni dal terremoto la ricostruzione delle scuole non è praticamente partita. Alla mancata ricostruzione oggi si aggiunge la necessità di rispettare il distanziamento: il risulato è che oggi non abbiamo spazi e non è garantito il diritto allo studio. C' è poi il nodo della dispersione scolastica che risulta una problematica sempre più urgente, frutto dell’inaccessibilità dell’istruzione. Chiediamo che venga progettata una didattica inclusiva e che gli studenti vengano presi in considerazione perchè la pandemia ha dimostrato che la didattica frontale è un sistema obsoleto. Anche il modello di alternanza scuola lavoro è stato fallimentare e deve essere cambiato. Inoltre ora più che mai - ha aggiunto- è necessario un sistema di trasporti gratuito ed efficiente per garantire la salute e il diritto alla mobilità di tutte e tutti".

"E' evidente - ha sottolineato Antonia - che quello che scontiamo adesso non è solo dovuto alla pendemia ma è il risultato di anni e anni di mancati finanziamenti alla mondo della scuola".

In piazza oggi anche la Cgil che insieme a Cisl e Uil ha indetto per domani una manifestazione nazionale. "Come Cgil L'Aquila abbiamo aderito anche al presidio di oggi perchè riteniamo necessario chiedere tutti insieme che la scuola torni in cima alle priorità di questo Governo e di questa amministrazione" ha affermato Miriam Del Biondo segretario provinciale della Flc L'Aquila.

Sicurezza, precari, cattedre vuote, personale ATA. La lista delle criticità è lunga e per la Cgil le misure adottate finora sono state del tutto inadeguate. Per questo il sindacato chiede che a livello nazionale e locale sia attivato un piano d'intervento organico e strutturale rivolto alle scuole.

"In questo territorio - ha spiegato Del Biondo - il problema principale è quello dell'ediliza scolastica. Non solo all'Aquila, dove la ricostruzione non è mai partita, ma in tutta la provincia. Non secondario - ha aggiunto la sindacalista - è il problema di tutto il personale, non solo docente ma anche ATA che in questi mesi ha vissuto di ammortizzatori sociali e che ora non sa cosa succederà. L'intero mondo occupazionale che gira intorno alla scuola merita un disegno concertato e più organizzato".

"Lo scontro con il sindaco Biondi riguardo alla mancata attivazione del servizio di assistenza a oltre 100 studenti fragili dimostra la totale mancanza di un programma da parte di questa amministrazione su ciò che riguarda la scuola che avrebbe dovuto avere priorità assoluta anche nel processo di ricostruzione".

"Ieri siamo tornati a scuola senza certezze nemmeno dal punto vista sanitario, le famiglie non sanno ad esempio, quanti e quali presidi sanitari saranno attivati sul territorio, dove e come fare un tampone in caso di necessità. Dopo anni la scuola deve tornare ad essere una priorità" ha concluso Del Biondo.

Ultima modifica il Venerdì, 25 Settembre 2020 23:04

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