Lunedì, 28 Settembre 2020 19:24

L'Aquila, il Covid mette in ginocchio lo sport. Ma c'è chi resiste

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La palestra della scuola media Patini, oggi inutilizzabile La palestra della scuola media Patini, oggi inutilizzabile

Com’era prevedibile, il Covid sta complicando la ripresa dell’attività agonistica per decine di società sportive.

A soffrire, naturalmente, sono soprattutto gli sport indoor che usano, come spazi, le palestre delle scuole comunali e provinciali.

Qualche giorno fa avevamo raccontato come il Comune dell'Aquila non avesse ancora emanato l’avviso tramite il quale, ogni anno, vengono assegnati gli orari dei vari impianti, malgrado nessuno fosse stato precettato dai presidi per essere convertito in aula didattica.

Ritardi, a dire il vero, ce n’erano stati anche in passato ma quest’anno sono imputabili, più che a negligenze amministrative, al particolare quadro normativo dovuto alla pandemia.

Le incertezze sono legate soprattutto alle sanificazioni: chi dovrà accollarsene i costi, le scuole o le società, considerando che entrambe hanno dei budget già ridotti all’osso? E con quali frequenze andranno effettuate?

L’ultima parola, più che al Comune o alla Provincia, spetterà ai dirigenti dei singoli istituti: saranno loro a dover dare, anche in base a quello che accadrà nei prossimi giorni alla curva dei contagi, il via libera o il diniego definitivo alla cessione degli impianti.

ANCORA FERMI

“Sembra di essere tornati al post terremoto” dice Emanuele Foresti, fondatore e allenatore del 2K5, società cestistica attiva dal 2005.

Per Foresti l’ostacolo principale non sono i protocolli di sicurezza: “Quelli delle federazioni sono usciti già da diverse settimane e sono abbastanza chiari. Le sanificazioni? Non vedo tutte queste difficoltà né questo aggravio di costi. Al termine delle lezioni, una potrebbe farla il Comune mentre quelle successive sarebbero a carico delle società. Alla fine si tratta di pulire le palestre e gli spogliatoi un po’ di più di quanto viene fatto adesso. Ma occorre fare presto, non possiamo aspettare ancora. Prima utilizzavamo le palestre di Patini, Mariele Ventre, Dante Alighieri e Giovanni XXIII. Fino ad ora siamo riusciti a compensare facendo attività all’aperto o usando il palazzetto di Paganica, che però è un impianto privato. Senza gli spazi che avevamo prima non potremo, per esempio, far ripartire il minibasket”.

Qualche società, per ridurre al minimo disagi e costi, ha avanzato delle proposte: “Abbiamo suggerito all’amministrazione di non spezzettare gli orari” osserva Franco Panella della Gs Pallacanestro “Anziché dare, per esempio, due ore a noi, altre due ore alla pallavolo e poi di nuovo due ore a noi, potrebbe darci direttamente quattro ore consecutive, in modo da non obbligarci a fare due sanificazioni. Capiamo le esigenze delle scuole ma non possiamo aspettare ancora, chiediamo di poter iniziare in via provvisoria”.

Il refrain è uguale per tutti: se la situazione non sarà sbloccata al più presto, c’è chi rischia di rimanere a spasso e chi addirittura di chiudere.

“Navighiamo a vista” spiega Mario Miconi del Cpga (pattinaggio) “Fino a ottobre potremo continuare a utilizzare la pista all’aperto di Verdeaqua ma poi? Prima potevamo contare sulla palestra della Dante Alighieri e sull’impianto del Pala Sandalo di Centi Colella. Senza la Dante non avremo abbastanza ore, rischiamo seriamente di chiudere”.

Anche Ornella Cerroni, direttrice dell’associazione “L’étoile” (ginnastica ritmica e danza) è preoccupata: “Abbiamo provato a chiedere di usare le palestre delle scuole di proprietà della Provincia. Quest’ultima ci ha dato l’ok specificando però che l’autorizzazione finale dovranno darla sempre e comunque i dirigenti scolastici. In questa situazione non sappiamo dove andare. Abbiamo tentato di fare domanda per altri impianti privati, ma erano o già pieni o troppo costosi. Così rischiamo seriamente di non poter partecipare ai campionati regionali e quindi di non poter accedere nemmeno a quelli nazionali”.

CHI HA RICOMINCIATO

Non tutto lo sport cittadino si trova, però, in questa situazione.

Molti club, in particolare quelli degli sport outdoor come il calcio o il rugby, sono ripartiti già da diverse settimane. Ma c’è anche chi, dalla fine del lockdown, non si è mai fermato.

E’ il caso, per esempio, del Nuovo Basket Aquilano, che, potendo contare su un impianto tutto suo, il Pala Angeli, è stato il primo in Abruzzo e tra i primi in Italia a ripartire (a maggio), sfruttando i campi all’esterno del palazzetto.

Da due settimane sono ripresi anche gli allenamenti in palestra, sotto stretta osservanza di protocolli molto rigidi: niente uso degli spogliatoi, docce vietate, misurazione obbligatoria della temperatura corporea e accesso al palazzetto interdetto a chiunque non sia un giocatore o un membro dello staff.

I primi a ricominciare sono stati i ragazzi del settore giovanile e da martedì scorso è tornata a lavorare sul parquet anche la serie C. “Le attività” dice il presidente Roberto Nardecchia “sono riprese in totale sicurezza e nel rispetto delle normative statalici. Ci siamo iscritti a 9 campionati e nel minibasket abbiamo completato già 6 gruppi”.

Al lavoro già da diverso tempo anche L’Aquila Soccer School di Maurizio Ianni. Anche in questo caso, la differenza l’ha fatta la possibilità di avere una struttura (il “Federale”) assegnata in via esclusiva: "Dopo aver passato l’estate a testare i protocolli" spiega il presidente e direttore tecnico Ianni "siamo ripartiti a settembre già organizzati. Abbiamo una stanza adibita a triage e grazie a un accordo stipulato con Dante Labs, abbiamo sottoposto tutti i ragazzi e i membri dello staff a tampone. Ripeteremo la procedura ciclicamente”.

Stagione iniziata anche per lo United L’Aquila, squadra multietnica composta da ragazzi aquilani e da rifugiati politici e richiedenti asilo iscritta al campionato di terza categoria.

I “mammut” (soprannome che deriva dal loro simbolo, il celebre Mammut conservato al museo nazionale d’Abruzzo) sono tornati a correre agli ordini del mister Antonello Bernardi nell’impianto di Centi Colella.

Sta scontando qualche problema in più è invece il rugby. I protocolli federali hanno reintrodotto il contatto fisico ma in vista della ripresa dei campionati regna un po’ di incertezza, specie sui test sierologici (al momento è previsto che i giocatori debbano farne uno solo prima dell'avvio delle gare e poi stop).

Il Paganica Rugby è ripartito a fine agosto con tutti i gruppi, dal minirugby alla serie B, il cui campionato inizierà il 15 novembre. “Ma andrebbero rivisti i gironi” osserva il presidente Antonio Rotellini "Abbiamo ben tre trasferte in Sicilia, e forse in questa fase sarebbe il caso di limitare il più possibile gli spostamenti su e giù per l’Italia, puntando su gironi territoriali”.

Tutti in campo già da qualche settimana anche per la Rugby Experience, con la sua attività focalizzata solo sul settore giovanile: “Finora c’è stata la massima collaborazione da parte di tutti, ragazzi e genitori” dice il presidente Marco Molina.

Allenamenti iniziati a Centi Colella anche per L’Aquila Rugby, che quest'anno, alla Polisportiva, affiancherà una seconda società, che disputerà solo la serie C.

Ultima modifica il Lunedì, 28 Settembre 2020 19:37

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