Lunedì, 12 Maggio 2014 13:56

Expo, guai per un'altra vecchia conoscenza del post sisma: l'ad di Manutencoop

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Non solo Maltauro. La bufera Expo ha travolto altri personaggi 'noti', assai vicini alla ricostruzione dell'Aquila.

Come già scritto da NewsTown, tra i sette arrestati dei giorni scorsi figura il nome dell'imprenditore vicentino Enrico Maltauro che - in Ati con la società aquilana Taddei Spa - ha realizzato diversi edifici del progetto Case, a Bazzano e Camarda, Poggio di Roio e Paganica, oltre ad essersi occupato della ricostruzione della sede cittadina dell'Anas, a Sant'Antonio, ancora con la Taddei Spa e con la Tamagnini Impianti Srl. All'inaugurazione dell'avveniristico palazzo, ricorderete, aveva partecipato persino Gianni Letta.

Maltauro si sarebbe aggiudicato un importante appalto per Expo, del valore di 67milioni di euro, con una gara 'condizionata' - secondo la Procura della Repubblica di Milano - da una maxi tangente da 600mila euro.

Non solo. L'imprenditore vicentino si è imbarcato in un altro appalto, parallelo ad Expo: la realizzazione della 'Città della Salute'. Valore: 300milioni di euro, più Iva. Incrocia, così, la strada di un'altra vecchia conoscenza del post terremoto aquilano: Claudio Levorato, amministratore delegato della Manutencoop Facility Management, società che si occupa della gestione e della manutenzione degli immobili del progetto Case. Per decisione della Protezione Civile prima, oggi su proroga del Comune dell'AquilaLevorato è tra i trenta indagati dell'inchiesta Expo: deve rispondere di turbativa d'asta e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

Per mettere le mani sull'appalto della 'Città della Salute', Maltauro sa che dovrà costituire un Ati con agganci affidabili e capillari. Bipartisan, insomma. E un ruolo chiave, in questo senso, l'avrebbe rivestito proprio Levorato, figura di rilievo della Cooperative rosse emiliane. E' il 6 settembre 2012: Gianstefano Frigerio, ex segretario regionale della Dc lombarda e parlamentare di Forza Italia (pluricondannato), fa sapere all'amministratore delegato di Manutencoop - per il tramite di Danilo Bernardi, braccio destro di Levorato - di aver "cominciato a mettere il naso sulla Città della salute", ricordandogli la vecchia amicizia con la colonna portante del sodalizio, Primo Greganti – cioè il compagno G, ex esponente del Pci che, arrestato all’epoca di Mani pulite, non rivelò mai nulla sui reati che gli venivano contestati né svelò i meccanismi del finanziamento al partito.

In altre occasioni, poi, Frigerio sarà ben più esplicito. Come quando dice a Maltauro che vedrà Levorato "nei prossimi giorni… non perché abbia in ballo qualche affare con Levorato, perché voglio concordare con lui i collegamenti che possono fare loro, di tipo politico e quelli che posso fare io…".

Non sarà difficile chiudere il cerchio: l'Ati si compone con Manutencoop e la Maltauro spa (Frigerio ritiene sarà in grado di intercedere presso Flavio Tosi), che sarà capofila perché i bolognesi hanno già vinto l’importante appalto (oltre 200 milioni di euro) per la ristrutturazione dell’ospedale San Gerardo di Monza, finito anch’esso nel mirino degli inquirenti fin dal marzo scorso. Meglio non attirare troppo l'attenzione. Levorato però è una figura chiave, lascia intendere Frigerio: "Lui è un vecchio comunista, io un vecchio democristiano, quindi sappiamo come si parla… tra noi", dice ai suoi nell’ottobre 2013. E qualche settimana dopo, allo stesso amministratore delegato, non ha alcun problema a dire che "io gli ho detto (ad Antonio Rognoni, direttore generale di Infrastrutture Lombarde, oggi ai domiciliari) che una mano gliela do, per quello che posso fare io, della parte di Governo con cui ho rapporti io… questa è una carta che può servire anche a lei perché un pezzo di Governo ce l’ha anche lei… forse anche di più…". E ancora "vanno attivati tutti i collegamenti che lei e io abbiamo … sul quadro politico resta un problema su cui bisogna che ci ragioniamo un po’, che è quello della Lega perché questo… io ho un rapporto con Maroni, però se anche voi avete un qualche rapporto".

La volontà è di dar garanzie a Rognoni: la direzione generale dell’Anas, ma si parla anche di Terna e delle altre poltrone pubbliche in palio. Dal canto suo, Rognoni rispetterà gli accordi con un ruolo da protagonista nel progressivo turbamento della gara in favore dell’Ati Meltauro-Manutencoop "soprattutto mediante l’inserimento nell’offerta di partecipazione delle cosiddette 'migliorie progettuali' idonee, con suggerimenti e rivelazioni dei segreti di ufficio che assicurino il vantaggio ai 'suoi' concorrenti. Senza contare che Rognoni garantisce ai suoi "una interferenza sui lavori della commissione 'interna' già raggiunta, al fine di garantire il risultato del suo intervento anche in vista delle sue dimissioni" dal vertice di Infrastrutture Lombarde. E che grazie a lui gli indagati con largo anticipo "hanno persino conoscenza della tipologia e congruità delle offerte degli altri partecipanti riassunte in una 'lista dei papabili' consegnata nelle mani di Greganti durante uno degli incontri riservati tenuti con il dirigente".

In marzo, Antonio Rognoni viene arrestato. La squadra però non si ferma e avvicina il direttore pianificazione e acquisti di Expo 2015, Angelo Paris. Da qui l’idea di candidarlo alla successione di Rognoni. In parallelo, c’è da risolvere il problema della commissione aggiudicatrice: useranno quella predisposta da Rognoni o la cambieranno? Frigerio assicura di aver già mandato biglietti a Berlusconi e a Mantovani: "Oh sì io ci sto lavorando … tutta la faccenda… persino guarda una cosa… sto facendo quella roba lì parlare persino con Fedele Confalonieri… perché è una persona autorevole … gli ho spiegato bene la cosa … quindi… stiamo premendo anche su quello …".

Nei giorni scorsi, la bufera.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Maggio 2014 14:16

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