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Lunedì, 04 Gennaio 2021 22:31

Vaccino Covid, Grimaldi: "Invito i cittadini a farlo appena possibile"

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“E’ andata bene; per ora, non ci sono stati effetti collaterali né per me né per il personale del reparto che si è sottoposto a vaccino. E’ una giornata importante, che vorrei dedicare alle persone che non ce l’hanno fatta: è doveroso ricordare che, in questo territorio, negli ultimi mesi sono morte più 200 persone. Questo vaccino salverà tante vite, eviterà che tante persone finiscano in ospedale”.

Così il primario del reparto delle Malattie infettive dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, all’imbrunire della prima vera giornata di campagna vaccinale per la Asl 1; Grimaldi, con alcuni tra medici e infermieri del suo reparto, è stato tra i primi a sottoporsi a vaccino, nella mattinata di ieri.

L’Abruzzo è ancora in ritardo nella somministrazione delle dosi disponibili per il personale medico e sanitario; alle 19:30 di lunedì 4 gennaio erano state sottoposte a vaccino 2.181 persone su 7.935 dosi consegnate, il 27.5% (la nostra Regione fa comunque meglio di Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, provincia autonoma di Bolzano, Sardegna e Valle d’Aosta).

“Purtroppo, organizzare una campagna di vaccinazione così ampia, come mai in precedenza, richiede una organizzazione perfetta” sottolinea Grimaldi. “Il problema principale è reperire personale che sia disposto a vaccinare coloro che debbono essere vaccinati; una criticità che si aggiunge alle enormi richieste di dosi nel mondo e al ritardo di alcune case farmaceutiche nella sperimentazione e nella produzione del vaccino. Speriamo che nei prossimi mesi arrivino le dosi sufficienti per vaccinare tutti: ripeto, però, che il problema da risolvere è il reperimento del personale: i giovani medici che potrebbero operare sono impegnati nei reparti covid e, dunque, penso che si potrebbero richiamare in servizio i medici in pensione”.

Grimaldi spiega che sì, si potrebbe anche arrivare a vaccinare il 70-75% della popolazione entro settembre, così da raggiungere l’immunità di gregge in autunno, “a patto, però, che i vaccini siano disponibili e che si adottino provvedimenti straordinari; ci vogliono interventi decisi: per esempio, mi viene in mente che i centri di vaccinazione potrebbero essere aperti 24 ore su 24, con la possibilità di fare il vaccino anche di notte. Non ci vedrei niente di male”.

Altrimenti i tempi saranno fisiologicamente più lunghi.

Intanto, il virus continua a circolare: “i contagi ci sono, continuiamo ad avere ricoveri anche se non assistiamo alle scene dei mesi scorsi, ai numeri registrati in settembre, ottobre e novembre, ma che già avevamo iniziato a vedere in agosto. C’è una continuità: tra la prima e la seconda fase c’è stato un forte allentamento ma non c’è stata mai una scomparsa completa dei contagi; dunque, è verosimile che possa esserci una continuità tra la seconda e la terza ondata. Ci auguriamo che questa catena venga interrotta, ma per interromperla occorrono decisioni severe, con una attenzione particolare alla ripresa delle attività e delle scuole, in particolare”.

Grimaldi cita lo studio di uno statistico dell’Università di Bologna che dimostra come le zone gialle riducano la mortalità per covid del 2-3%, le zone arancioni del 67%, più o meno, e le zone rosse del 96-97%; “è chiaro che, man mano che si allentano i controlli, aumenta il rischio di contagio. Bisogna adottare, evidentemente, strategie flessibili per dare respiro all’economia: resta il fatto, però, che per altri mesi ancora ci sarà da stringere i denti”.

Dunque, il primario del reparto di Malattie infettive del San Salvatore nega che tra il personale medico e sanitario possa esserci refrattarietà al vaccino: “ho visto entusiasmo stamane; c’era un clima non dico di euforia ma di soddisfazione tra coloro che si avvicendavano all’ufficio vaccinazioni. Non credo che ci sia una refrattarietà da parte del personale sanitario a vaccinarsi: ci può essere qualcuno che, magari, può avere delle controindicazioni relative, per cui approccia al vaccino con un poco di prudenza avendo magari in passato avuto manifestazioni allergiche importanti. Ma credo che l’adesione sarà altissima, oltre il 75% che garantisce, almeno tra di noi, l’immunità di gregge; tante persone stanno dando l’esempio, noi ci siamo vaccinati e l’invito a tutti i cittadini abruzzesi e aquilani è di vaccinarsi, di farlo appena sarà possibile”.

Ultima modifica il Martedì, 05 Gennaio 2021 12:50

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