Martedì, 23 Febbraio 2021 20:37

L'Aquila: il collegio di merito "Ferrante D'Aragona" diventa una realtà

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Seicento posti letto distribuiti su 150 alloggi dislocati tra il centro e la periferia (ma sempre a ridosso delle sedi universitarie già esistenti), che andranno a arricchire ulteriormente la residenzialità studentesca cittadina.

Sono i numeri del collegio di merito “Ferrante D’Aragona”, che ormai è quasi una realtà.

La giunta comunale ha approvato infatti la delibera con lo schema di atto costitutivo e statuto dell’omonima fondazione avrà il compito di gestirlo; un ente di diritto pubblico di cui faranno parte lo stesso Comune, l’Università dell’Aquila e il Gran Sasso Science Institute.

NewsTown ne aveva già parlato la scorsa estate.

Il progetto è finanziato con i fondi Restart con una dotazione di 4,3 milioni di euro (ai quali si aggiungeranno 50mila euro versati da Univaq e GSSI in parti uguali), e punta a far nascere una residenza studentesca diffusa, sfruttando gli appartamenti entrati a far parte del patrimonio immobiliare del Comune tramite le sostituzioni equivalenti.

I collegi di merito come il Ferrante D’aragona appartengono alla categoria dei collegi universitari, che in in Italia sono disciplinati da una serie di decreti del ministero dell’Istruzione.

Queste strutture non sono semplici studentati.

Oltre alle funzioni residenziali, oltre, cioè, al vitto e all’alloggio, devono garantire una serie di servizi aggiuntivi: culturali, didattici (come aule, biblioteche, sale studio ecc), ricreativi e anche sportivi. Devono offrire agli studenti assistenza tutoriale personalizzata, corsi integrativi a quelli accademici e scambi con l’estero.

Di collegi di merito – che sono collegi universitari con requisiti ancor più esclusivi - in questo momento ne esistono, su tutto il territorio nazionale, 55 e vengono finanziati con un apposito capitolo di spesa nel bilancio dello Stato.

Il collegio D’Aragona mira a entrare, dopo la fase di startup inziale, proprio in questa speciale élite.

Gli alloggi su cui potrà contare, concessi in comodato d’uso gratuito trentennale dall’amministrazione, saranno 150, corrispondenti a 600 posti letto, per complessivi 18mila metri quadri. Di questi 600 posti, 400 saranno totalmente coperti da borse di studio (assegnate a studenti selezionati in base al merito) mentre per i restanti 200 i beneficiari dovranno pagare un canone mensile calmierato.

A scegliere la localizzazione degli appartamenti sono stati, in autonomia, Univaq e Gssi. Circa la metà degli alloggi individuati si trova all’interno delle mura storiche (quindi nel centro storico o nelle sue immediate prossimità) ma saranno sfruttati anche una piastra del Progetto Case di Roio 1 e il complesso dei “201 appartamenti”, a Pettino.

Ad accedere al collegio, che, pandemia permettendo, sarà operativo dal prossimo anno sccademico, saranno studenti di Univaq e GSSI ma anche dell’Accademia delle Belle Arti e del Conservatorio Casella.

L’assessora comunale alla valorizzazione del Patrimonio, Fausta Bergamotto, che ha presentato i dettagli del progetto insieme al sindaco Pierluigi Biondi, assicura che l’operazione non affosserà il mercato degli affitti universitari cittadino, già in crisi, peraltro, da qualche tempo: “I posti letto non coperti da borse sono 200 e corrispondono a meno del 2% degli studenti non residenti, che all’Aquila sono più di 10mila.

Una volta esauriti i fondi Restart, la sostenibilità finanziaria del collegio – per la cui gestione è previsto che la fondazione abbia una dotazione organica di 10 dipendenti con vari profili amministrativi – verrà assicurata, si legge nella scheda di progetto originario, “dal mercato degli alloggi per i 13 mila studenti fuori sede che frequentano le università aquilane. Nell’improbabile eventualità in cui non si riscontri domanda di mercato per i 200 posti a pagamento, l’Università dell’Aquila e il Gran Sasso Science Institute si faranno garanti, rispettivamente per il 70% e 30%, dei costi”.

“Diamo concretezza, e nei tempi previsti, alla realizzazione di un’iniziativa straordinaria, che porterà lustro, immagine e ritorni tangibili tanto alla città quanto al prestigio delle nostre istituzioni accademiche – hanno commentato Pierluigi Biondi e Fausta Bergamotto – attualmente, tra le varie cessioni, i Case e i Map, il Comune dispone di quasi 6mila alloggi, per una superficie complessiva che supera i 370mila metri quadrati, situazione che comporta una gestione molto onerosa per l’Ente. Ora una parte di questi cessa di essere una zavorra, un ricovero in tempo di emergenza come fu nel 2009, e diventa una risorsa per la città e il territorio, grazie a un’operazione che metterà di nuovo L’Aquila al centro di un progetto di caratura nazionale per l’istruzione e l’eccellenza degli studenti. In questo modo, prosegue la strada che questa amministrazione percorre da protagonista, per rendere concretamente la città un punto di riferimento nei settori della ricerca e della scienza. Prima la casa delle tecnologie emergenti, scelti dal Mise come una delle cinque città italiane dove adibire una sede, ora il collegio di merito che, significative realtà universitarie del nord a parte, nel centro sud è presente solo in quattro città, di cui tre metropolitane (Roma, Napoli, Bari), oltre Catania”.

“L’iter è stato lungo e faticoso – hanno aggiunto Biondi e Bergamotto – ma siamo riusciti a seguirlo grazie a un lavoro certosino e proficuo con i due atenei. A maggio dello scorso anno il Cipe, nell’ambito dei fondi Restart, ha deliberato in favore dell’Università 4 milioni e 300mila euro, a condizione che la fondazione del collegio di merito fosse formalmente costituita entro 6 mesi dalla pubblicazione della delibera, avvenuta lo scorso 15 settembre. Abbiamo adempiuto con quasi un mese di anticipo e questo permette alle tre istituzioni coinvolte di attivarsi per le operazioni consequenziali che porteranno vantaggi, di tutti i generi, per le istituzioni stesse e soprattutto per il nostro territorio”.

Ultima modifica il Martedì, 23 Febbraio 2021 20:47

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