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Domenica, 28 Marzo 2021 22:44

Vaccini, Abruzzo: polemica per la decisione di dare priorità ai magistrati

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Sta facendo discutere la decisione di Regione Abruzzo di vaccinare i magistrati e, più in generale, il personale operante presso Procure e Tribunali, insieme ai 'soggetti fragili', nella seconda fase della campagna vaccinale avviata dalle Asl. 

Così come previsto dalla delibera di Giunta regionale 173, infatti, al completamento della vaccinazione per gli ultra 80 enni, dei soggetti con elevata fragilità e dei loro caregiver, si deve accompagnare l'inoculazione delle dosi al personale docente e non docente, scolastico e universitario, alle forze armate di Polizia e del Soccorso pubblico e, tra queste, sono dettagliatamente comprese la Polizia di Stato, la Guardia di finanza e gli altri operatori di polizia tributaria, la Capitaneria di porto, i Vigili del fuoco, la Polizia locale, la Protezione civile e - citiamo testualmente - "gli operatori a vario titolo qualificati Ufficiali di Polizia giudiziaria compreso il personale operante presso le Procure della Repubblica e i Tribunali".

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Tant'è vero che la Asl di Pescara ha iniziato in giornata a vaccinare magistrati e cancellieri. E intanto, non si è ancora conclusa la campagna vaccinale sugli over 80 e sui soggetti fragili.

Di fatto, gli operatori della giustizia - ovvero magistrati togati e onorari, giudici di pace, nonché personale amministrativo del Tribunale, della Procura della Repubblica e dei Giudici di pace - vengono equiparati al personale scolastico e alle forze armate. Eppure, tra le categorie previste come urgenti nel piano vaccinale nazionale non sono previsti al momento, così come si evince dalla Gazzetta ufficiale:

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La scelta è stata criticata dall’onorevole Pd, Andrea Romano, durante un confronto televisivo su Canale 5; un episodio simile si è verificato anche in Toscana dove avvocati, magistrati e cancellieri di tribunale indipendentemente dall’età, sono stati inclusi una una categoria di "servizio essenziale per il paese" e, per questo, stanno ricevendo il vaccino prima degli altri.

I sindacati: "Scelta sbagliata"

“Le segreterie regionali abruzzesi di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil” si legge in una nota “esprimono la più ferma protesta, per il mancato rispetto dei criteri di priorità nelle vaccinazioni. La decisione assunta dalla dalla Giunta Regionale oltre ad essere in palese contraddizione con gli indirizzi del Governo e delle stesse dichiarazioni e rassicurazioni della giunta regionale, non è condivisibile perché introduce elementi di valutazione arbitrari che amplia la fascia delle priorità, aprendo una contrapposizione tra categorie e perdendo di vista i criteri di fragilità, dell'età  e dell'esposizione al rischio reale. Si apre quindi anche in Abruzzo, nonostante il chiaro indirizzo ribadito recentemente dal Presidente del Consiglio Draghi, un sistema di “aggancio” alle figure socialmente più forti e non socialmente più esposte al rischio”.

“Si tratta di una decisione sbagliata, perché mette  in una inutile contrapposizione i diritti degli anziani e delle persone fragili con  i diritti  delle diverse categorie di lavoratori e di tutti i cittadini che devono essere vaccinati”.

“I segretari, anche alla luce delle recenti proteste dei Sindaci delle zone interne per l'impossibilità a rassicurare i propri cittadini anziani dei rispettivi Comuni, auspicano un doveroso ed urgente chiarimento verso tutti cittadini abruzzesi e ridare credibilità al Piano Vaccinale presentato.vAllo stesso tempo si augurano una maggiore corretta coerenza nel sistema delle; relazioni tra Giunta Regionale e organizzazioni sindacali”.

Ultima modifica il Martedì, 30 Marzo 2021 00:46

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