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Venerdì, 02 Aprile 2021 08:44

Adsu L'Aquila, guerra nel cda. Anche il rettore Univaq contro vertici

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C’è il Covid? Tenere aperta la Casa dello studente è solo un costo inutile, meglio chiuderla e sospendere contestualmente tutti gli altri servizi collegati. Con buona pace del diritto allo studio e degli studenti (circa 60) rimasti a vivere negli alloggi della caserma Campomizzi.

La denuncia viene dai membri del consiglio di amministrazione dell’Adsu L’Aquila Maurizio Passacantando, Sara Cecala e Matteo Paoletti (rappresentante Udu) che, in una nota, raccontano di come sia stata respinta maggioranza “la proposta di chiusura anticipata della residenza, ipotizzata già a partire da questo mese o entro quello di maggio, formulata dalla presidente Eliana Morgante e dal vice Antonio Pensa, in adesione alle posizioni del direttore dell’azienza, Luca Valente”.

Ma i membri del cda si spingono oltre, evidenziando “il pessimo stato di salute in cui verte il diritto allo studio” e elencando una lunga serie di inadempienze, ritardi, disservizi e storture (già anticipate e raccontate da NewsTown in questo articolo): dal mancato trasferimento dei fondi da parte della Regione a copertura delle borse di studio (sono migliaia gli studenti aventi diritto che ancora aspettano) al fatto che non è ancora stato autorizzato il bando per l’assunzione di un nuovo direttore dell’ufficio tecnico, dopo l’arresto di Luigi Aratari, che peraltro era in regime di comando.

Senza un ufficio tecnico funzionante a pieno regime, l’Adsu non può completare i progetti per la ristrutturazione delle sedi in cui dovrebbe trovare spazio la nuova Casa dello Studente. A fine 2022 è previsto che l’azienda lasci i locali della Campomizzi e ad oggi non c’è ancora un cantiere avviato.

Durissimo il commento del rettore dell'Università degli studi dell'Aquila, Edoardo Alesse che ha inteso esprimere "piena e motivata solidarietà e supporto ai consiglieri Cecala, Passacantando e Paoletti"; Alesse ha inteso ricordare ai vertici regionali e alla Presidenza ed alla Direzione Aziendale "che il diritto allo studio e la sua appropriata gestione sono parte integrante delle loro rispettive competenze e che in alcun modo questo diritto può essere alienato o disatteso in una società che si compiace nel definirsi inclusiva ed al passo con i tempi. Il fatto che attualmente vi sia in città un ridotto numero di studenti non significa nella maniera più assoluta che l’Università sia chiusa. Ciò non corrisponde a verità, contrariamente a quel che pensa il direttore dell’Adsu", l'affondo di Alesse.

Infatti, "è solo sospesa la didattica in presenza, mentre numerose altre attività come i tirocini, l’attività di ricerca, la preparazione delle tesi, la consultazione di testi presso le biblioteche sono possibili e praticate anche da studenti fuori sede, che seppure in numero ridotto, sono presenti all’Aquila. I teoremi più volte enunciati dai vertici dell’Adsu circa la sostenibilità economica dei servizi esclusivamente in relazione al numero degli utenti, oltre che necessitare di una conferma analitica, lasciano il tempo che trovano. Il valore dei diritti non si misura sulla base del numero di coloro che ne usufruiscono, ma ha un significato generale che qualifica la maturità e la lungimiranza delle comunità e dei loro rappresentanti amministrativi e politici".

La nota completa dei consiglieri Adsu

“Nella nostra qualità di consiglieri dell’Adsu dell’Aquila dobbiamo constatare di essere rimasti soli nel credere ancora nel ruolo strategico che il diritto allo studio riveste, soprattutto per la nostra città e, come ovunque, per la crescita culturale delle giovani generazioni”.

Tocchiamo con mano, nel quotidiano, il pessimo stato di salute in cui verte, tanto dal punto di vista dei finanziamenti regionali (sia riferiti a quelli ordinari, sia ai fini della la copertura tempestiva delle borse di studio) quanto per la disattesa attenzione alle esigenze cogenti, in primis quella della ricostruzione della Casa dello Studente, per poter garantire una stabile sistemazione agli studenti fuori sede che necessitano di un posto letto nella struttura pubblica, cui si accede con i requisiti di reddito e merito”.

“La crisi Covid ha oggettivamente reso più impellenti le esigenze delle studentesse e degli studenti universitari che abbiamo cercato, sin dal nostro insediamento avvenuto nel 2020, in piena pandemia, di soddisfare in ogni modo, scongiurando primariamente i tagli ai servizi”.

“Purtuttavia in tal senso non possiamo contare su una unità di intenti all’interno del nostro consiglio di amministrazione, anzi più volte ci siamo trovati, obtorto collo, a dover mettere in minoranza la presidente Eliana Morgante e il vice Presidente Antonio Pensa, a causa delle loro posizioni in contrasto con le esigenze degli studenti. Così come è accaduto nel cda del 24 marzo scorso, quando siamo stati costretti a respingere, a maggioranza, la proposta di chiusura anticipata della residenza, ipotizzata già a partire da questo mese o entro quello di maggio, formulata da Morgante e Pensa, in adesione alle posizioni del Direttore dell’Azienza, Luca Valente”.

Tale sciagurata decisione avrebbe lasciato letteralmente “in mezzo la strada” i 60 studenti attualmente ospiti della struttura temporanea, sita, post – sisma e come è noto, nella caserma “Campomizzi”, con i relativi risvolti giuridici, nonché di natura sociale, sui contratti in essere con le maestranze che forniscono beni e servizi, con l’esposizione dell’Azienda a sicuri contenziosi civili”.

“Senza contare che a distanza di qualche giorno dallo scorso consiglio è stata nuovamente sottoposta alla nostra attenzione una ulteriore istanza, formulata anch’essa dal direttore valente e sostenuta dai suoi collaboratori, che addirittura prevedesse per il prossimo anno accademico, a partire dal mese di settembre, la definitiva non riapertura degli alloggi perché, a parere dei suddetti, ospitare gli studenti è da ritenersi una scelta economicamente svantaggiosa”.

“Quanto esposto è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle scellerate posizioni assunte dalla presidente e dal suo vice, sempre avallate dal direttore, in palese contrasto con le finalità istituzionale per le quali l’Adsu dell’Aquila è stata istituita, ovverosia quella di fornire servizi agli studenti universitari, compresa la residenzialità”.

Duole inoltre richiamare un’altra spiacevole circostanza occorsa nel consiglio di amministrazione di ottobre, nel quale con i nostri voti favorevoli, è stata approvata una delibera che impegnava la Presidente a richiedere ai soggetti coinvolti – in testa il Ministero della Difesa e con esso la Regione Abruzzo, il Comune dell’Aquila e l’Agenzia del Demanio – una soluzione che impedisse di essere, sic e sempliciter, “cacciati” dalla  Campomizzi, caldeggiando un percorso virtuoso per la concessione di una proroga dell’attuale comodato”.

“Ciononostante nulla è stato fatto e la presidente Morgante non solo non ha dato seguito alla deliberazione, come è d’obbligo, ma, di contro, nel mese di febbraio ha, senza alcun nuovo pronunciamento di cda, prodotto e depositato una sua personale nota con cui, in contrasto a quanto deciso, comunicava, in particolare alla regione Abruzzo, la sua totale disponibilità al rilascio degli immobili, ora in uso all’azienda, senza che nessuna sistemazione alternativa fosse stata nemmeno ipotizzata, in spregio di ogni forma di plausibile e doverosa tutela".

“Altra intollerabile circostanza è rappresentata dal totale disinteresse dimostrato dal governo della Regione Abruzzo, sia dal Presidente  Marco Marsilio, sia, ancor più gravemente, dal nostro  nuovo assessore al Diritto allo Studio, Pietro Quaresimale che, a sei mesi dal suo insediamento, seppur sollecitato ad un incontro -innumerevoli volte- “NON ha ancora trovato il tempo per riceverci”, così come riferitoci dalla Presidente Morgante.

“A questo punto presumiamo che nulla sanno o vogliano intendere, mentre ancora oggi ci sono 2 mila studenti idonei che attendono la borsa di studio.  Pertanto chiediamo loro pubblicamente, con somma urgenza, un formale incontro”.

Se tutto ciò non bastasse, anche gli uffici regionali rappresentati dalla dirigente Nicoletta Bucco si sono resi protagonisti di incomprensibili inefficienze visto che, ad oggi, seppur costantemente incalzati, non hanno ancora autorizzato l'Azienda (ente strumentale regionale) a procedere al bando per l'assunzione del responsabile dell'ufficio tecnico per la gestione delle pratiche della ricostruzione della sede istituzionale. Con il risultato che, per volontà del direttore Valente l’Adsu continua ad affidarsi alla procedura di comando, per sua natura avente carattere temporaneo, che non può garantire la continuità necessaria per affrontare tematiche così rilevanti e a lungo termine, visto che i finanziamenti pubblici sono stati concessi e le pratiche sono attualmente al palo, in assenza del funzionario destinato a ricoprire il posto in organico”.

Ci chiediamo infine se davvero il Diritto allo Studio, costituzionalmente sancito, sia per la nostra Presidente, il suo Vice, il Direttore e la Regione Abruzzo una priorità. Pensare che le altre Aziende, come quella di Teramo che ha ottenuto i fondi per costruire ex novo la Casa dello Studente, ampliano i loro servizi mentre i nostri vertici amministrativi e politici hanno come unico obiettivo la totale dismissione dei servizi e degli alloggi, attualmente di circa di 380 posti letto, è, per utilizzare un eufemismo, desolante”.

“Auspichiamo pertanto un repentino cambio di rotta dal momento che l’erogazione delle borse di studio e dei servizi annessi (mense e residenza) rappresentino l’unica garanzia per permettere alle studentesse e agli studenti, che scelgono la nostra città e la sua Università, una proficua formazione e crescita culturale, degne del prestigioso Ateneo aquilano”.

La nota completa del rettore Edoardo Alesse

Il Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, prof. Edoardo Alesse, nel leggere sulla stampa locale l’accorato appello di alcuni consiglieri di amministrazione dell’Azienda per il Diritto allo Studi Universitari dell’Aquila relativamente alla proposta di chiusura anticipata della residenza studentesca presso la caserma Campomizzi e a numerose altre problematiche emerse nel corso dell’attuale gestione dell’azienda, esprime "piena e motivata solidarietà e supporto ai consiglieri Cecala, Passacantando e Paoletti ricordando, se mai ve ne fosse bisogno, ai vertici regionali e alla Presidenza ed alla Direzione Aziendale che il diritto allo studio e la sua appropriata gestione sono parte integrante delle loro rispettive competenze e che in alcun modo questo diritto può essere alienato o disatteso in una società che si compiace nel definirsi inclusiva ed al passo con i tempi".

"Il fatto che attualmente vi sia in città un ridotto numero di studenti - ha chiarito Alesse - non significa nella maniera più assoluta che l’Università sia chiusa. Ciò non corrisponde a verità, contrariamente a quel che pensa il direttore dell’Adsu. Infatti è solo sospesa la didattica in presenza, mentre numerose altre attività come i tirocini, l’attività di ricerca, la preparazione delle tesi, la consultazione di testi presso le biblioteche sono possibili e praticate anche da studenti fuori sede, che seppure in numero ridotto, sono presenti all’Aquila. I teoremi più volte enunciati dai vertici dell’Adsu circa la sostenibilità economica dei servizi esclusivamente in relazione al numero degli utenti, oltre che necessitare di una conferma analitica, lasciano il tempo che trovano. Il valore dei diritti non si misura sulla base del numero di coloro che ne usufruiscono, ma ha un significato generale che qualifica la maturità e la lungimiranza delle comunità e dei loro rappresentanti amministrativi e politici".

Pur non volendo entrare nel merito di tutti gli elementi di criticità evidenziati dai tre consiglieri di amministrazione, che stanno svolgendo il loro compito con la massima attenzione e abnegazione, il Rettore fa presente che ogni attacco al diritto allo studio, oltre ad essere offensivo e lesivo per gli studenti, "rappresenta un danno per l’Università ed un vulnus importante per la Città che la ospita. In questa ottica, dichiara che metterà in campo tutto quanto è nelle proprie competenze e possibilità, agendo ai più svariati livelli, per contrastare una gestione aziendale miope ed inefficiente".

La presa di posizione della presidente dell'Adsu Morgante

"Con la presente si intende fornire elementi di conoscenza rispetto al contenuto di alcuni articoli pubblicati in data odierna su alcuni siti giornalistici on line in merito alla diversa visione dei componenti del consiglio di amministrazione dell'ADSU di L'Aquila sulla gestione dei servizi a favore degli studenti universitari".

 

A scrivere alla redazione è la presidente dell'Adsu, Eliana Morgante, di cui riportiamo integralmente la nota.

"Deve preliminarmente evidenziarsi che si resta basiti ed amareggiati nel constatare come la lettera a firma dei consiglieri Prof. Maurizio Passacantando (rappresentante dell'Ateneo), sig. Matteo Paoletti (rappresentante degli studenti) e dott.ssa Sara Cecala (uno dei rappresentanti della Regione) , sia stata pubblicata in un periodo molto particolare ed emotivamente forte per l'intera comunità aquilana e regionale in genere, per essere caratterizzato dalla ricorrenza di uno degli eventi più drammatici (sisma del 2009), circostanza che avrebbe dovuto indurre a mantenere un profilo più modesto piuttosto che esacerbare gli animi contro i vertici politici ed amministrativi dell'ADSU e della Regione. Si spera che tale episodio sia stato soltanto conseguenza di una banale svista e non piuttosto dovuto ad un ben preciso intento, in un momento così delicato anche per l'ADSU, di cui i sottoscrittori della nota sono amministratori ed, anzi, due di essi (Passacantando e Paoletti ) già da qualche anno.

Deve inoltre sottolinearsi come la nota dei consiglieri sia stata pubblicata proprio qualche giorno prima di una riunione convocata dalla Presidente dell'ADSU, nell'esercizio delle sue prerogative di autonomia ed indipedenza istituzionale, per creare un momento di incontro con le rappresentanze studentesche che avevano chiesto un incontro con il vertice politico.

Fatta questa doverosa premessa, sorge l'obbligo di precisare la reale e trasparente posizione della Presidente in relazione a quanto segnalato soltanto e volutamente in maniera parziale e forse con altro scopo, dai tre Consiglieri.

In primo luogo, si evidenzia che nella seduta del 24 marzo u.s. è stata sottoposta al CDA dell'ADSU la proposta di chiusura anticipata della residenza Campomizzi a fronte degli eccessivi e difficilmente giustificabili costi di gestione delle strutture per un limitatissimo numero di studenti ivi alloggiati. Infatti su 135 studenti assegnatari di posto letto, dal mese di ottobre u.s. , è presente una media di scarsi 60 studenti al giorno, con elevatissimi costi di gestione: si ritiene che il momento di difficoltà generale e di emergenza sanitaria dovrebbe portare l'intero CDA ad una diversa e più oculata gestione delle scarse risorse pubbliche, ricordando che uno dei criteri ispiratori dell'attività amministrativa è il principio della economicità che, evidentemente, non è condiviso dall’intero Consesso.

I tre consiglieri sopra citati, con la loro volontà contraria, hanno chiaramente ritenuto corretto continuare nella gestione di un servizio fortemente deficitario, senza far alcun riferimento nella nota e negli articoli pubblicati, agli interventi integrativi e sostitutivi che erano stati proposti in sostituzione del servizio alloggio ai pochissimi studenti presenti.

Si precisa che il CDA, all'inizio dell'anno accademico ha ritenuto di voler riaprire i servizi sulla base delle previsioni circa un’elevata presenza di studenti in loco, così come caldamente sponsorizzata dal rappresentante dell'Ateneo in CDA. Tali previsioni sono state invece smentite dalla realtà dei fatti. Nonostante tutto, il CDA consapevolmente ha fatto le sue scelte nel massimo spirito di collaborazione istituzionale; tuttavia sussiste un evidente limite di ragionevolezza ed equilibrio nello spendere risorse pubbliche che, al momento attuale, potrebbero essere destinate ad esigenze reali ed emergenziali.

In più, si segnala che la posizione garantista ed orientata alla gestione oculata delle risorse pubbliche è stata condivisa anche dal Revisore Legale dell'ADSU che, analogamente a quanto esposto dai vertici amministrativi e politici, ha invitato il CDA ad una seria riflessione sulla programmazione dei servizi per il prossimo a.a., in considerazione dello scarso utilizzo dei servizi stessi da parte degli studenti, a fronte delle rilevanti e non riducibili spese fisse.

In secondo luogo deve sottolinearsi come da qualche mese è stato attivato un sistema continuo di rapporti e colloqui tra i vertici amministrativi e politici dell'ADSU ed i corrispondenti vertici della Regione proprio per definire e portare finalmente a termine procedure ereditate dalla precedente gestione e purtroppo in fase di stallo: basti solo accennare al fatto che, grazie all'intervento della Presidente e dell'Assessore Piero Fioretti, sono state individuate e poi assentite le risorse (per un importo pari a quasi un milione di euro) per il conferimento di borse di studio agli studenti idonei nell'a.a. 2019-2020: tale risultato è stato ottenuto grazie alla condivisione di finalità e progetti da parte dell’esponente politico della Regione, nonostante che da parte dei tre Consiglieri sopra citati fosse stata manifestata la volontà di agire legalmente contro la Regione.

La profonda assonanza di intenti esistente tra ADSU e Regione, nella persona dell’Assessore Pietro Quaresimale, e dei Dirigenti preposti al diritto agli studi, al bilancio e al patrimonio, consolidata anche da incontri tenutisi in presenza ed in modalità a distanza fin dall'estate scorsa – i quali mai si sono sottratti al confronto e alla disponibilità fattiva con i vertici dell’ADSU (come invece si è ritenuto di sostenere mentendo) – sta portando, finalmente, alla risoluzione delle annose e mai perfezionate procedure di accesso ai fondi CIPE, finalizzate alla ricostruzione degli immobili aziendali, per la quale nessun atto concreto era stato posto in essere in precedenza dai vari CDA attivi nel tempo, e di cui, si ripete, facevano parte due dei tre Consiglieri che, soltanto ora, manifestano la loro posizione, attaccando gli attuali vertici che stanno cercando, tra innumerevoli difficoltà, di portare avanti una gestione problematica e piena di criticità.

L’azienda, di concerto con la Regione – di cui si ricorda, a chi lo avesse dimenticato, è ente strumentale – sta cercando di trovare una soluzione anche alla carenza di strutture residenziali una volta dismessa la Campomizzi, ricordandosi che proprio sulla programmazione fatta in passato, e mai rivista neanche durante la presenza di due dei tre consiglieri, è stato concesso all'ADSU di rimanere fino alla fine del 2022, consentendo a tutte le altre amministrazioni coinvolte (Comune di L'Aquila, Ministero della difesa, Agenzia del demanio) di programmare le loro iniziative strutturali di rilevante impatto economico, che non possono essere certamente compromesse dalla volontà dei tre consiglieri di non voler rispettare gli impegni presi dalla Regione, in nome e per conto dell'ADSU, sulla base di una programmazione e di una tempistica voluta soltanto dai precedenti CDA dell'ADSU stessa.

Anche la denunciata carenza del responsabile dall'area tecnica dell'ADSU risale al 2015 e non risulta mai affrontata con serietà e determinazione, essendosi assistito a continui ricorsi a personale dipendente della Regione che prestava servizio in posizione di comando senza mai garantire alcuna continuità né stabilità gestionale: in tutti questi anni il CDA, di cui facevano parte anche due dei tre consiglieri, non ha mai preso iniziative risolutive, ma ha consentito che si procedesse con una gestione del tutto incoerente e sganciata dalle reali esigenze dall'ente. C'è da chiedersi come mai solo ora i due consiglieri si interessino tanto delle criticità emerse, di cui (forse) sono responsabili insieme agli altri. Tutto quanto sopra esposto trova riscontro in atti ufficiali dell’ente e non è certamente frutto di esternazioni estemporanee; esternazioni che forse hanno una diversa finalità, sconosciuta alla scrivente la quale continuerà a lavorare in silenzio e seriamente nell’interesse dell’Azienda e degli studenti.

Ultima modifica il Venerdì, 02 Aprile 2021 17:36

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