Lunedì, 05 Aprile 2021 13:09

L'Usra: "Parametriche parte 2 ferme, così la ricostruzione non finirà mai"

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“Se si guardano i dati sembra che la ricostruzione sia quasi finita. In realtà non è così. In questo momento abbiamo un problema enorme, i ritardi nella consegna delle schede parametriche parte 2. Se continuiamo così, il rischio è quello di fare la stessa fine dell’Irpinia, con una ricostruzione che non terminerà mai”.

A lanciare l’allarme è 'ingegner Salvo Provenzano, responsabile dell’Usra, l’Ufficio speciale della ricostruzione del comune dell’Aquila.

Il monitoraggio che l’ufficio compie da anni sull’andamento della ricostruzione dice che, per la privata, siamo a quasi 5mila pareri emessi tra L’Aquila e frazioni, corrispondenti a 4,8 miliardi di euro di contributi, dei quali ne sono stati effettivamente concessi 2,5. Per la pubblica, invece, siamo a 2,1 miliardi di pratiche finanziate, 1,4 dei quali già erogati (in questa cifra rientrano anche i soldi spesi per le opere di messa in sicurezza).

Un anno fa, il sindaco Biondi disse che per completare l’opera sarebbero serviti altri 4 miliardi di euro. Con la legge di Stabilità approvata lo scorso dicembre, ne sono arrivati 2,7, che si aggiungono al miliardo di euro ancora disponibile del vecchio plafond, quello stanziato dal governo Renzi nel 2014.

Il problema, però, non sono i soldi. Il problema sono i progetti che non arrivano.

“Parlando di ricostruzione privata, nel primo trimestre del 2021” spiega Provenzano “il numero di parametriche parte 2 che abbiamo ricevuto in rapporto alle parametriche parte 1 è inferiore al 2%. Nel 2014 era del 90%, nel 2018 del 60%”.

Se non vengono presentati i progetti, cala anche il cosiddetto tiraggio: “Lo Stato ha stanziato 2,7 miliardi” osserva Provenzano “ma siccome non riusciamo a spenderli il rischio è che possa spalmarli da qui a vent’anni anziché in cinque, come previsto dalla norma. Sarebbe la pietra tombale sulla ricostruzione, L’Aquila e l’Abruzzo rischiano di finire come l’Irpinia”.

A cosa si deve questo crollo verticale nel deposito dei progetti? A una combinazione di più fattori, tra i quali, caso strano, gli effetti del Covid e dell’emergenza sanitaria c’entrano poco o nulla.

Provenzano non punta il dito contro nessuno ma mette in evidenza una serie di criticità e di responsabilità diffuse: “Sicuramente c’entra il fatto che la ricostruzione si è spostata dall’Aquila città alle frazioni e lì c’è un quadro molto più complesso per quanto riguarda la titolarità delle proprietà delle unità immobiliari. I progettisti si trovano spesso davanti proprietà iper frazionate, che in molti casi non hanno avuto regolari successioni. Va detto, poi, che i tecnici devono misurarsi anche con difficoltà dovute alle richieste dei proprietari e dei presidenti di consorzio”.

Ma anche i progettisti hanno le loro colpe. Si è creato un imbuto dovuto al fatto che pochi studi hanno collezionato centinaia se non migliaia di pratiche e a questo storico accentramento si sta aggiungendo anche tutto il carico delle pratiche di sisma e eco bonus: “All’Aquila” osserva Provenzano “ci sono molti edifici classificati a suo tempo B che sono stati solo riparati. Ora i proprietari vogliono approfittare del sisma bonus per arrivare, giustamente, ad avere case più sicure ma siccome è una misura che ha delle scadenze precise (giugno 2022 o dicembre se i lavori sono già iniziati, ndc) molti tecnici stanno dando priorità a queste pratiche piuttosto che ai progetti legati alla ricostruzione”.

In totale, le pratiche mancanti, tra SP1 e SP2, sono 980, con una preponderanza netta delle seconde, che sono oltre 700. Per sbloccare l’impasse, l’Usra ha scritto al Comune dell’Aquila invitandolo a diffidare i progettisti ritardatari e qualche timido risultato si è iniziato a vedere. Recentemente, inoltre, ha emanato anche un avviso con cui ha fissato al 30 settembre 2021 il termine ultimo per inoltrare domanda per avere il contributo per la ricostruzione privata”.

Ma diffide e ultimatum serviranno a poco se non ci sarà un cambio di mentalità e un colpo di coda collettivo.

Nel mentre, l’Usra, in virtù di una convenzione firmata di recente, sta dando una mano a Comune dell’Aquila e Segretariato regionale dei beni culturali nella ricostruzione pubblica (scuole soprattutto) e in quella delle chiese. Tutto ciò, nonostante una carenza di personale rispetto alla pianta organica di circa 15 persone. “Tra tempi determinati e personale Mit dovevamo essere 50, siamo rimasti in 35" osserva Provenzano "Abbiamo sopperito con del personale somministrato, che lavora qui da anni e che secondo me deve essere valorizzato. Stiamo predisponendo un concorso per fare delle assunzioni a tempo determinato di questi interinali, mentre è in corso un’interlocuzione con il dipartimento della Funzione pubblica per la stabilizzazione di 13 unità al Comune dell’Aquila. La norma c’è, abbiamo scritto una nota al nuovo capo dipartimento, Marcello Fiori, che conosce bene la vicenda, per chiedergli di chiudere questa partita il prima possibile. Sono fiducioso”.

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