Martedì, 06 Aprile 2021 18:03

Fico (Usrc): "1,2 miliardi di progetti bloccati perché mancano le integrazioni"

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Raffaello Fico Raffaello Fico

“Entro la fine del 2025 potremmo approvare i progetti mancanti di tutti i Comuni del Cratere e anche di quelli fuori Cratere e entro il 2027 potremmo chiudere i cantieri della ricostruzione privata. Ma questo accadrà a due condizioni: che i progetti arrivino e che vengano consegnate le integrazioni di quelli già depositati, che sono diverse centinaia e che, come Uffico speciale, abbiamo chiesto da mesi”.

A parlare è l’ingegner Raffaello Fico, responsabile dell’Usrc, l’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del Cratere situato a Fossa.

Come il suo collega, e omologo, Salvo Provenzano, dell’Ufficio speciale della ricostruzione dell’Aquila, anche Fico sottolinea come sia necessario un colpo di reni per uscire dalla palude dove ristagnano centinaia di progetti consegnati ma per i quali non sono ancora state presentate dai tecnici le integrazioni loro richieste.

“Abbiamo, per la ricostruzione privata, circa 2,6 miliardi di fabbisogno residuo, progetti ancora da approvare” spiega Fico “1,2 miliardi, però, si riferiscono a progetti già presentati ma per i quali stiamo ancora aspettando le integrazioni. Per il 75% di essi, ho già avviato le sollecitazioni scrivendo ai sindaci dei comuni. Entro giugno avremo terminato di avviare tutte le pratiche per le prime case, azzerando l’arretrato di 600 milioni di euro di progetti giacenti che c’era due anni fa. Com’è noto, poi, lo Stato ha introdotto una norma che obbliga i proprietari a presentare i progetti per ottenere il contributo entro il 30 settembre di quest’anno per L’Aquila, i fuori Cratere e le periferie del Cratere e entro il 30 settembre 2021 per i centri storici del Cratere”.

Similmente a quello che accade all’Aquila, questo ingorgo di progetti ritardatari si deve a un’eccessiva concentrazione di pratiche nelle mani di pochi professionisti: “Come Usrc” osserva Fico “abbiamo, attraverso una moral suasion, cercato di far capire che quando c’è un tecnico che si dedica esclusivamente a un progetto, con un ufficio come il nostro che funziona, il progetto diventa cantiere in poco tempo. Prova ne sia il progetto per la ricostruzione del municipio di Fossa, un aggregato da 10 milioni di euro la cui pratica è stata aperta e approvata in sei mesi”.

Come l’Usra, anche l’Usrc ha subito, in questi anni, diverse perdite nella pianta organica, dovute a persone che hanno scelto di andare a lavorare altrove. Come i dipendenti dei vecchi Utr - gli uffici territoriali, che da 8, nel processo di riorganizzazione della filiera, sono diventati 4, trasformandosi, peraltro, in sportelli, con la maggior parte dei poteri passati in capo direttamente all’Usrc – che hanno chiesto la mobilità perché assunti con contratti economicamente meno vantaggiosi rispetto ai loro colleghi dell’Usrc (è in corso anche un contenzioso sul quale dovrà esprimersi a breve il Consiglio di Stato). Per sopperire alle carenze di organico, l'Ufficio è stato obbligato a ricorrere a personale interinale ma, come accarà anche per l'Usrca, ci sarà un concorso per trasformare questi incarichi in contratti a tempo determinato e non perdere professionalità già formate. E' ancora in sospeso, inoltre, la vicenda della stabilizzazione del personale a tempo indeterminato. Il Comune dell’Aquila si è detto pronto ad assumere 20 lavoratori non appena avrà ricevuto i fondi per farlo, altri dovrebbero essere assorbiti dai comuni del Cratere. Sarà il dipartimento della Funzione pubblica a doversi esprimere per ultimo.

Fico, che è diventato capo dell’Usrc nel 2019 dopo anni in cui aveva comunque lavorato nell’ufficio come ingegnere, scadrà alla fine di quest’anno. La sua speranza è quella di essere confermato per un altro incarico, in modo da completare il lavoro che ha iniziato: “La mia riconferma è una decisione che non dipende da me ma non nego che resterei volentieri”.

I numeri

Ad oggi sono 55 i piani di ricostruzione conclusi, per 3 miliardi e 42 milioni di euro programmati. Sono 185 i progetti approvati per le opere pubbliche, per 70 milioni di euro. Il comparto scuole vede 106 progetti approvati per poco più di 100 milioni di euro. I mandati dell’Usrc sono 10.096 per un miliardo e 316 milioni di fondi erogati.

Per la ricostruzione privata si hanno 567 richieste di contributo con cantieri attivi, per un totale di 1 miliardo e 930milioni di euro di finanziamenti concessi tra diretti e Cassa depositi e prestiti (esclusi contributi per le A). Sono 9.256 gli immobili con lavori chiusi, a fronte di 23.240 abitazioni inagibili.

Passando alla ricostruzione privata fuori Cratere, risultano 260 cantieri attivi, per un totale di contributi concessi pari a 456 milioni di euro, tra finanziamenti diretti e Cassa deposititi e prestiti. Le abitazioni tornate agibili sono 1900, a fronte di 3610 edifici inagibili dopo il sisma del 6 aprile.

Gli uffici Usrc di Fossa, Barisciano (che a breve chiuderà), Goriano Sicoli, Rocca Di Mezzo, Bussi Sul Tirino e Motornio Al Vomano, curano poi l’istruttoria degli stati di avanzamento lavori dei cantieri della ricostruzione privata e gestiscono le assegnazioni e le erogazioni dei fondi ai Comuni per garantire la continuità dei pagamenti alle ditte e a tutti gli addetti ai lavori della ricostruzione privata.

Ad oggi sono stati erogati Sal per 1 miliardo e 600 milioni di euro per i cantieri della ricostruzione privata nei 177 Comuni del Cratere e per quelli fuori Cratere.

L’Usrc ha assegnato ai Comuni del Cratere fondi per 1 miliardo e 80 milioni di euro, di cui già trasferiti 830 milioni di euro, mentre per i Comuni fuori Cratere sono stati assegnti fondi per 323 milioni di euro, di cui già trasferiti 239 milioni di euro.

Nell’ambito del programma di sviluppo Restart, è stato approvato il primo Pit (Progetto integrato per il turismo) per l’area omogenea 4 Terre della Baronia per un importo di 5,3 milioni e sono stati predisposti ulteriori 7 Pit, per un fabbisogno finanziario complessivo di 63 milioni di euro.

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Aprile 2021 12:44

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