Giovedì, 13 Maggio 2021 10:33

L'impasse del Parco Gran Sasso, da mesi senza Consiglio e Giunta

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Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga sta vivendo una lunghissima, e inspiegabile, fase di impasse

Ciò è dovuto al fatto che il Consiglio direttivo è formalmente costituito ma non nella sua pienezza mancando un componente. 

Il motivo è presto detto: l'assise è formata dal Presidente e da otto componenti, nominati con decreto del Ministro dell'ambiente, sentite le regioni interessate, scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o tra i rappresentanti della Comunità del Parco, secondo le seguenti modalità:

  • quattro, su designazione della Comunità del parco;
  • uno, su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, scelti tra esperti in materia naturalistico-ambientale;
  • uno, su designazione dell'Accademia nazionale dei Lincei, della Società botanica italiana, dell'Unione zoologica italiana, del Consiglio nazionale delle ricerche e delle Università degli studi con sede nelle province nei cui territori ricade il parco;
  • uno, su designazione del Ministro dell'agricoltura e delle foreste;
  • uno, su designazione del Ministro dell'ambiente.

Con Decreto Ministeriale 265 del 15 dicembre scorso, l'allora ministro Sergio Costa ha proceduto alle nomine [qui]: il problema è che il suo dicastero ha inteso indicare l'architetto aquilano Giovanni Cialone che, purtroppo, se ne era andato qualche mese prima; un riconoscimento importante per l'indimenticato Cialone, ambientalista di lungo corso e persona di straordinarie competenze e qualità e che, tuttavia, è arrivato troppo tardi, per le lungaggini burocratiche sottese a nomine che vanno condivise con le regioni, formalizzate e dunque validate dal Ministero. 

Sta di fatto che il dicastero, evidentemente, non era stato avvertito di ciò che era accaduto nei mesi in cui si attendeva la nomina: ne è venuta fuori una bruttissima figura.

All'indomani della pubblicazione del Decreto ministeriale, tra l'imbarazzo generale, da Roma era arrivata la notizia che il Ministero aveva già individuato e designato il nuovo componente del direttivo. Sono passati cinque mesi, però, e la nomina è rimasta congelata; dunque, il Consiglio direttivo non è ancora pienamente costituito. E nel frattempo, a Costa è subentrato il prof. Roberto Cingolani.

Si consideri che l'organismo ha funzioni importantissime: elabora lo Statuto dell'Ente Parco e delibera ogni sua revisione; delibera gli atti generali di indirizzo e programmazione, i bilanci annuali, le relative variazioni e assestamenti e il conto consuntivo; delibera la proposta di pianta organica e di ogni sua revisione, i regolamenti interni per il raggiungimento delle finalità dell'Ente Parco. Non solo. Adotta il regolamento del Parco, predispone il Piano per il Parco, esprime parere vincolante sul piano triennale economico e sociale elaborato dalla Comunità del Parco, interviene, qualora lo ritenga necessario od opportuno, nei giudizi riguardanti fatti dolosi o colposi che possano compromettere l'integrità del patrimonio naturale del Parco ed ha facoltà di ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l'annullamento di eventuali provvedimenti lesivi delle finalità istitutive del Parco.

Inoltre, il Consiglio direttivo elegge al proprio interno un Vice Presidente e una Giunta esecutiva - l'organismo più snello, che assume le decisioni di gestione contingente - formata da tre componenti, compresi il Presidente e il Vice Presidente. Ora, stando ad un parere del Ministero dell'Ambiente l'attuale Consiglio, non ancora costituito pienamente, ha potuto esprimere la nomina della Vice Presidente, la sindaca di Carpineto della Nora Donatella Rosini, ma non dei membri della Giunta che risulta vacante.

Tra l'altro, il prossimo 6 giugno andrà in scadenza il Presidente, l'avvocato Tommaso Navarra e l'8 giugno anche il direttore, che dovrebbe essere indicato da una terna di nomi forniti dal Consiglio direttivo. 

Insomma, il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga rischia davvero di restare 'azzoppato'.

NewsTown ha contattato telefonicamente l'ufficio stampa del Ministero dell'Ambiente che ci ha invitato a inviare le nostre richieste di delucidazioni via mail. Così abbiamo fatto. Restiamo in attesa di comunicazioni dal Dicastero.

Ultima modifica il Venerdì, 14 Maggio 2021 12:00

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