Sabato, 12 Giugno 2021 17:09

Nasce il comitato “Amo Pettino”: raccolta firme per chiedere aree verdi

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Una delle aree occupate da materiali edili Una delle aree occupate da materiali edili

La vivibilità del centro storico e la sua ricostruzione sono tra gli argomenti su cui, negli ultimi anni, si è maggiormente concentrato il dibattito pubblico cittadino. La condizione e la prospettiva delle periferie sembrano invece essere passate in secondo piano, nonostante il tema sia di stringente attualità. La dispersione cui è stata sottoposta la città nel post-sisma unita a un processo di cementifcazione “esploso” dopo il terremoto, ha determinato la nascita di tanti non luoghi, nei quali la comunità sconta le pesanti conseguenze, anche a livello psicologico, della mancanza di un’identità e di una storia e valori condivisi.

Il quartiere di Pettino, nato nell’immediata periferia del capoluogo e divenuto da subito “quartiere dormitorio”, è tra le periferie in cui la ricostruzione anziché sanare l’assenza di servizi, di spazi aggregativi, ha finito per aggravare situazioni di abbandono. Eppure parliamo di un’area dalle straordinarie potenzialità e risorse, a partire dalla presenza di boschi e sentieri, da cui è possibile raggiungere anche alcune aree del parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, molto frequentati dai residenti, bikers ed amanti del trekking.

Il Comitato “Amo Pettino”

Alcuni residenti, di fronte al silenzio delle istituzioni e alla mancanza di progetti di valorizzazione del quartiere, hanno quindi deciso di auto-organizzarsi. “Abbiamo deciso di organizzarci per prenderci cura di quanto abbiamo in comune e combattere gli abusi e le brutture” si legge sulla pagina Facebook del neonato comitato “Amo Pettino”.

Come prima iniziativa, il comitato ha lanciato una raccolta firme per chiedere all’amministrazione comunale di adibire a verde pubblico attrezzato le aree, in diversi punti del quartiere, attualmente occupate da ingombri di materiale edile.

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Si tratta, osserva il comitato, di zone che il Comune dell’Aquila ha destinato a verde pubblico attrezzato, come previsto dall’articolo 29 del Piano regolatore cittadino.

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“Come mai queste aree individuate per essere attrezzate non sono mai state messe a disposizione della cittadinanza? Queste zone sono state tutte recintate e sono diventate discariche, piene di scarti dei cantieri, materiali ferrosi, plastica e sacchi bianchi. Non sappiamo nemmeno che tipo di rifiuti sono stati abbandonati” osserva Franco Fagnani, membro del comitato e tra i promotori della raccolta firme insieme al giornalista e attivsta Alessandro Tettamanti- Chiediamo come mai nessuna di queste aree sia stata utilizzata come la legge prevede. Chi ha permesso questo? Perché nessuna istituzione e nessuna tra le autorità preposte alla tutela dell’ambiente hanno ritenuto di dover intervenire?”

Eppure, osserva Franco, “il quartiere, specialmente con il cambio delle abitudini dovute alle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, è molto frequentato. I cittadini fanno passeggiate o attività fisica ma gli spazi non sono all’altezza delle potenzialità della zona. La mancanza di interesse da parte delle istituzioni ha creato enormi danni e ora qualcuno pensa anche di poter usare quest’area come una discarica”.

Domenica 13 giugno la prima iniziativa pubblica

Domenica 13 giugno, dalle 10 alle 12, gli attivisti del comitato saranno presenti con un banchetto al piazzale della Chiesa per raccogliere le firme e informare i cittadini sulle attività del comitato (ma è possibile firmare tutti i giorni anche inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , al bar Magic a Pettino e al bar “Da Carolina”, al centro commerciale Amiternum).

“Vogliamo che in queste zone vengano effettivamente realizzati i servizi previsti dalla norma, come “attrezzature ricreative, sportive, culturali […]” e che invece nel silenzio istituzionale sono diventate delle discariche permanenti di materiali edile - si legge sulla pagina Facebook - Noi non ci stiamo!Vogliamo vivere degnamente in un quartiere reso bello anche grazie al nostro contributo, ma con i servizi necessari per la cittadinanza peraltro già previsti”.

Ultima modifica il Sabato, 12 Giugno 2021 21:46

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