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Lunedì, 28 Giugno 2021 14:40

Cgil: è partita da Sulmona la 'Carovana dei Diritti' in provincia dell'Aquila

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E' partita stamane, da Sulmona, la "Carovana dei diritti" organizzata dalla Cgil della provincia dell'Aquila per praticare un nuovo modello di azione sindacale che si richiama alla formula di 'sindacato di Strada' e che vuole dare il senso della vicinanza della organizzazione alle cittadine e i cittadini, attraverso un percorso in movimento.

"La Carovana dei diritti vuole essere un momento di ascolto e di condivisione con le nostre comunità; un momento di confronto anche con le istituzioni locali per capire quale modello di sviluppo costruire insieme. Un modello che parta dai diritti e dal senso di appartenenza ad un territorio, dalla salvaguardia e conservazione ambientale, dal senso di giustizia sociale e di equità. Un modello utile a ricostruire un legame solidaristico tra le persone", ha spiegato il segretario generale Francesco Marrelli.

Il sindacato deve essere un soggetto attivo e deve rappresentare un luogo aperto di discussione e di incontro, propositivo e di prospettiva. "Il cambiamento passa anche dalla capacità di rappresentare i bisogni, di farli emergere da un oblio costruito sulla retorica, di rappresentarli e
soddisfarli. Ascolteremo tutte le voci e condivideremo con loro le nostre idee, raccogliendo le varie necessità che vengono espresse dalle diverse comunità. Saremo a fianco di tutte e tutti, nessuno escluso: casa per casa, azienda per azienda, strada per strada".

Il primo appuntamento si è tenuto all’esterno delle strutture della Casa di Reclusione di Sulmona. "Il carcere peligno sta vivendo una situazione di estremo disagio, con una cronica carenza organica di poliziotti penitenziari e funzionari giuridici-pedagogici (già educatori)", spiega il sindacato. "Una delegazione della CGIL-FP CGIL ha incontrato il Direttore della struttura penitenziaria, Sergio Romice, il quale si è mostrato sensibile, attento ed ha condiviso ampiamente le nostre serie preoccupazioni, anche alla luce della veemente aggressione fisica che si è verificata nella serata di ieri a carico di tre poliziotti penitenziari, ai quali esprimiamo la massima solidarietà".

Attualmente nel carcere sono detenute 400 persone, "con un discutibile ampliamento della capienza, vista la prossima apertura del padiglione detentivo, che andrà a riverberarsi sull'organizzazione del lavoro e sulle già precarie condizioni di vivibilità della popolazione detenuta. Le carceri - come da sempre la CGIL sostiene in tutte le sue articolazioni - devono essere ambienti di riabilitazione educativa e con condizioni lavorative sicure per tutti coloro che ci operano".

A seguire, dalle 11.30 alle 12.30, la Carovana si è spostata all’Ospedale dell’Annunziata, incontrando anche qui lavoratrici e lavoratori della sanità. "Abbiamo raccolto e partecipato situazioni critiche rispetto alla carenza di personale, sicurezza sui luoghi di lavoro, riorganizzazione rete ospedale/territorio, investimenti e giusta tutela per i lavoratori precari e quelli degli appalti. La sanità merita l'apertura di una seria discussione sulla medicina territoriale e che risponda efficientemente ai bisogni delle nostre comunità che rivendicano un sistema di salute di prossimità. Inoltre, si rivendica la classificazione dell'ospedale in HUB di 1° livello effettivo e concreto".

Nei prossimi giorni ci saranno altre tappe della Carovana in provincia dell'Aquila, a partire dalla Valle Subequana, attraversando i diversi luoghi del lavoro e del non lavoro, delle cure e dell’istruzione, della detenzione e dell’aggregazione, della cultura e della ricostruzione. "Ascolteremo tutte le voci e condivideremo con loro le nostre idee - promette Marrelli - raccogliendo le varie necessità che vengono espresse dalle diverse comunità".

"La pandemia ci ha fatto incontrare uomini e donne con bisogni diversi e, in taluni casi, anche nuovi", ha proseguito il segretario generale della CGIL. "La crisi sociale ed economica generata dalla crisi sanitaria pandemica ha ampliato l’emergenza sociale con l’aumento della povertà anche in ampie fasce di soggetti che, comunque, hanno mantenuto il lavoro. La precarizzazione del lavoro, che possiamo definire come conseguenza di un processo storico di svalorizzazione della forza lavoro, assume attraverso forme e tipologie contrattuali improprie, al pari delle condizioni dei lavoratori degli appalti e subappalti, connotazioni di sfruttamento che arrecano un serio pregiudizio alla dignità della persona".

Una condizione di precarietà che ha generato una frantumazione della classe lavoratrice, "rendendola debole e fragile e relegandola ad un insieme di soggetti che subiscono un cambiamento di cui non sono artefici e che rischia di essere a loro detrimento. Il cambiamento deve essere indirizzato al superamento delle disuguaglianze mai superate e che oggi rischiano di essere più marcate rispetto al passato".

In questi anni abbiamo assistito a disastri ambientali ed alla consapevole distruzione di parti di territori marginalizzati che necessitano risposte attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, anche con momenti di rinnovata conflittualità ideale e vertenzialità. "Vogliamo partire dal lavoro - ha ribadito il segretario generale della Camera del Lavoro - sottolineando la sua centralità nella vita delle persone come elemento di emancipazione e di dignità. La nostra intenzione è quella di dare volto ed espressione alle diverse condizioni di lavoro, rimettendo al centro del dibattito pubblico l’interesse generale delle lavoratrici e dei lavoratori. Un lavoro in sicurezza che sia stabile e di qualità, necessità di cure, di connessione, di mobilità, di istruzione, di cultura, di legalità, del riconoscimento dei diritti dei migranti e della conservazione e tutela ambientale".

Sono questi i temi da affrontare nell’immediato, attraverso la costruzione di una comunità di intenti che coinvolga le parti sociali, le associazioni, i partiti e le istituzioni. "Il sindacato deve essere un soggetto attivo vicino ai lavoratori, ai pensionati, ai migranti, deve rappresentare un luogo aperto di discussione e di incontro, propositivo e di prospettiva. Il cambiamento passa anche dalla capacità di rappresentare i bisogni, di farli emergere da un oblio costruito sulla retorica, di rappresentarli e soddisfarli".

 

Ultima modifica il Lunedì, 28 Giugno 2021 14:53

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