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Domenica, 14 Novembre 2021 18:16

Neuropsichiatria infantile, la Asl 1 assicura che "non ci sarà alcuna interruzione del servizio". Ma va risolta la piaga della cronica assenza di personale

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"Non ci sarà alcuna interruzione del servizio di Neuropsichiatria infantile dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila". 

Ad assicurarlo è il direttore generale della Asl 1, Ferdinando Romano, ribadendo che "l'assistenza verrà garantita a tutti gli utenti" e smentendo, così, le notizie che si erano rincorse nei giorni scorsi.

Da tempo sul tavolo del manager c'era il problema della carenza di personale in servizio: negli ultimi giorni, però, la capo Dipartimento materno-infantile Sandra Di Fabio aveva comunicato l'impossibilità di portare avanti la delicata attività per l'assenza, da stamane, dell'unico medico in servizio, dovuta a problemi di salute. A quel punto, la Asl è corsa frettolosamente ai ripari raddopiando la presenza medica con la nomina di una risorsa ospedaliera, la dottoressa Maria Pia Legge, alla guida del servizio come facente funzione per sostituire il professor Enzo Sechi, andato in pensione, e coprendo così la carenza dell’Università dell'Aquila nel bandire il concorso, e con l'assegnazione alla struttura di un dirigente medico al posto dello specialista in malattia.

"La neuropsichiatria infantile - ha ribadito Romano nella nota - è una delle priorità dell’azienda sanitaria tanto che, per rafforzare gli organici, è stato già indetto un avviso pubblico per reperire ulteriori figure specialistiche". 

Maria Pia Legge, nell’assumere il nuovo incarico, ha inteso precisare che l’attività non ha subito né subirà ripercussioni. "Saranno garantite come sempre tutte le prestazioni: Day hospital, ambulatorio, emergenze e urgenze. Sarà in servizio, oltre alla sottoscritta, un dirigente medico, in modo da assicurare tutte le richieste degli utenti". 

Le gravi carenze di personale, però, restano.

A marzo scorso si era riunita la terza Commissione consiliare, Politiche sociali, culturali e formative, presieduta dalla consigliera Chiara Mancinelli (Forza Italia) che, su proposta della consigliera comunale Emanuela Iorio (Il Passo Possibile), aveva analizzato proprio la situazione dei reparti di Neuropsichiatria infantile, Pediatria e Neonatologia dell’ospedale 'San Salvatore'. Ebbene, era emerso uno spaccato davvero preoccupante: i reparti erano già allora in forte difficoltà per la cronica assenza di personale dovuta, da un lato, alla mancata programmazione degli anni precedenti, con assunzioni a tempo determinato che, di fatto, non hanno 'fidelizzato' i professionisti e, dall'altro, alla scarsa attrattività dell'ospedale dell'Aquila.

E' chiaro che la scarsa attrattività dell'ospedale aquilano, e dell'azienda sanitaria provinciale in generale, chiama in causa la gestione aziendale, passata e presente, di certo la mancata programmazione ma dovrebbe interrogare anche la classe dirigente politica, considerato che i professionisti preferiscono altri territori in considerazione di scelte e opportunità di vita che, evidentemente, il territorio provinciale, e la città dell'Aquila, fanno ancora fatica ad offrire. E su questo bisognerebbe avviare una profonda riflessione.

Già a marzo si era parlato dei disagi vissuti dalla Uoc di Neuropsichiatria infantile territoriale e dalla UOSD di Neuropsichiatria infantile D.U. Il reparto ospedaliero si 'regge' sul direttore, su una unità di personale e su tirocinanti e collaboratori esterni; tre professionisti andati in pensione non sono stati sostituiti; l'unità operativa universitaria, come detto, fino a ieri aveva in organico un solo medico che è andato in malattia. Non sono presenti psicologi, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, assistenti sociali e, soprattutto, tecnici della riabilitazione psichiatrica che dovrebbero essere figure centrali in questi reparti; in sostanza, aveva giustamente sottolineato la consigliera comunale Emanuela Iorio, di professione Pediatra, manca l'intero team, e ciò significa non riuscire a garantire ai più piccoli la dovuta asssistenza.

Da allora, però, non si sono fatti passi in avanti, almeno fino alla minaccia di sospendere il servizio.

Intanto, le famiglie con bambini e bambine fragili vivono difficoltà ancora maggiori in periodo di pandemia. Ma l'azienda sanitaria non riesce a garantire neanche il dovuto screening pediatrico su neonati e lattanti: si pensi alle visite oculistiche o all'ecografia delle anche, particolarmente importante per le piccole nate. Si tratta di visite che i genitori debbono fare privatamente, e ciò incide pesantemente sulle famiglie che vivono difficoltà economiche. In 'Neonatologia e Tin', d'altra parte, i pochi professionisti in servizio debbono fare letteralmente i 'salti mortali' per assicure la dovuta cura ai piccoli pazienti.

Una situazione che andrebbe 'sanata' in brevissimo tempo: l'auspicio è che la Asl inizi a pubblicare bandi di concorso a tempo indeterminato, provando a fidelizzare i professionisti offrendogli precise garanzie, e che si intensifichi la collaborazione con l'Università, anche e soprattutto per una puntuale programmazione dei corsi di specializzazione indirizzando l'offerta verso quelle professionalità che è difficile 'reperire' sul mercato.

Ultima modifica il Domenica, 14 Novembre 2021 19:32

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