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Martedì, 15 Marzo 2022 22:17

Teramo, presunte irregolarità su appalto per la costruzione di una scuola: 5 indagati, tra cui 3 dipendenti del Comune

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Abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa in danno dello Stato.

Presunte condotte illecite da parte tre dipendenti del Comune di Teramo, in particolare un dirigente, un tecnico e un ex dirigente oltre a due rappresentanti legali delle due società interessate secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza in merito ad un appalto di oltre 2 milioni per l’affidamento dei lavori di una scuola di Teramo.

In tutto sono indagate 5 persone e due società.

Al termine di articolate indagini di Polizia Giudiziaria eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Teramo, coordinate da Stefano Giovagnoni, sostituto procuratore presso la locale Procura della Repubblica, sono stati contestati illeciti penali perpetrati in materia di appalti pubblici inerenti un bando di gara risalente al 2016, promosso dal Comune di Teramo per la costruzione di una scuola dell’infanzia del capoluogo, ultimata nel 2021, per un importo complessivo del progetto pari ad €. 2.067.050,92.

Le molteplici attività investigative – sopralluoghi atti ad appurare lo stato di avanzamento dei lavori, disamina documentale, escussione a sommarie informazioni testimoniali – corroborate dai risultati di una consulenza tecnica hanno permesso di appurare presunte condotte illecite poste in essere da tre dipendenti del Comune di Teramo, in particolare un dirigente, un tecnico e un ex dirigente oltre a due rappresentanti legali delle società interessate.

Tra le innumerevoli anomalie riscontrate nella gestione della gara di appalto, l’aggiudicazione del II° lotto di lavori alla medesima “A.T.I.” avvenuta senza l’indizione di una necessaria nuova gara pubblica, procurando, in tal modo, un ingiusto vantaggio patrimoniale alla citata associazione, per un valore complessivo di €. 455.700,54. Inoltre, si ipotizza che la costituzione dell’associazione temporanea di impresa da parte dei due imprenditori sia avvenuta esclusivamente e strumentalmente allo scopo di garantire il cumulo dei requisiti speciali di qualificazione richiesti proprio dalla gara di appalto, generando, di fatto, una turbativa d’asta.

Al termine delle indagini preliminari la Procura della Repubblica di Teramo ha ipotizzato, nei loro confronti, i reati di “abuso d’ufficio”, di “turbata libertà degli incanti” e di “truffa in danno dello Stato” e, nei confronti della persona giuridica l’’illecito amministrativo dipendente da reato” depositando, presso la cancelleria del giudice, la richiesta di rinvio a giudizio.

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