Mercoledì, 03 Settembre 2014 22:58

Accord Phoenix, la Deutsche Bank a Roma per convincere Invitalia

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Ravi Shankar (a sinistra)  e Francesco Baldarelli dell'Accord Phoenix Ravi Shankar (a sinistra) e Francesco Baldarelli dell'Accord Phoenix

 

La vicenda Accord Phoenix (l'azienda di smaltimento di rifiuti elettronici che dovrebbe insediarsi nel polo industriale dell'ex Italtel) potrebbe essere giunta a una svolta.

Il prossimo 10 settembre, a Roma, i vertici della società incontreranno di nuovo quelli di Invitalia per chiarire gli aspetti finanziari dell'operazione. Questa volta, però, a sedersi al tavolo dell'agenzia del ministero dell'Economia ci sarà anche un rappresentante della Deutsche Bank, la banca che dovrà emettere la fideiussione da 30 milioni di euro a garanzia dell'investimento promesso dall'azienda di proprietà dell'imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar. Un passaggio necessario e ineludibile per poter ottenere il finanziamento pubblico di 12 milioni di euro proveniente dai fondi destinati dall'ormai famosa delibera Cipe 135 alla ripresa delle attività produttive del Cratere.

La notizia arriva dall'assessore e vicepresidente regionale Giovanni Lolli.

"I motivi per i quali Invitalia aveva sospeso l'iter di approvazione" ricorda Lolli "erano due: uno riguardava il codice Ateco (un codice usato in Italia per classificare e descrivere le attività economiche e produttive, ndr) ma è stato risolto; l'altro motivo era che l'impegno bancario dato dall'Accord Phoenix attraverso le varie lettere presentate non era stato giudicato soddisfacente. Dopo vari passaggi a vuoto Invitalia ha deciso di convocare direttamente l'estensore del commitment della Deutsche Bank".

La speranza di Lolli - che, insieme al sindaco Cialente, parteciperà alla riunione in rappresentanza delle istituzioni locali - è che proprio la presenza del delegato della banca tedesca, una delle più importanti nel panorama finanziario europeo, possa sciogliere definitivamente tutti i nodi e gli scetticismi. In ballo, lo ricordiamo, c'è il salvataggio di circa 200 posti di lavoro, quelli degli operai dell'ex polo elettronico, che dovrebbero essere riassorbiti dal nuovo impianto.

"Io e il sindaco" precisa il vice presidente della Regione "andremo ad assistere, non certo a fare pressione. Io personalmente continuerò a battermi con tutte le mie forze affinché questa azienda possa insediarsi all'Aquila ma nello stesso tempo faccio affidamento sugli organi dello Stato, che devono rispettare le leggi. Invitalia deve fare il suo mestiere, del resto la stessa procedura è stata seguita anche per Sanofi e Dompè (le altre aziende che rientrano tra quelle destinatarie dei finanziamenti stanziati dalla delibera Cipe, ndr)".

 

Ultima modifica il Giovedì, 04 Settembre 2014 09:49

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