Venerdì, 17 Ottobre 2014 07:11

"L'Aquila rinasce", ma senza contatori. La ricostruzione dei palazzi storici

di 
Palazzo Lucentini-Bonanni all'Aquila Palazzo Lucentini-Bonanni all'Aquila

La complessità della ricostruzione post-sisma del centro storico dell'Aquila pone spesso di fronte a problemi di non facile soluzione. E' il caso, ad esempio, dei nuovi allacci per le utenze nei (pochi) edifici ricostruiti del centro, spesso vincolati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici.

Uno degli stabili che sta per essere riconsegnato ai proprietari e alla collettività è il Palazzo Lucentini-Bonanni (nella foto), che affaccia su Piazza Regina Margherita, tra le zone più frequentate dalla città, soprattutto nelle ore serali. L'impresa sta ultimando i lavori di restauro e ristrutturazione dell'edificio, ma da alcune settimane è sorto un problema di allaccio dei contatori per l'acqua. E' un groviglio non di poco conto, considerando che si stanno per insediare al piano terra diversi esercizi commerciali (tabaccaio, bar, etc.) che, però, non possono riavviare le rispettive attività senza che all'interno delle stesse possa essere garantita l'erogazione di acqua.

L'oggetto del contendere è presto detto: con il restauro di palazzi antichi e prestigiosi, i contatori, per ordine della Soprintendenza, non possono essere incastonati sulle mura esterne. Inoltre, in alcuni casi, sorge anche un problema di sicurezza sismica, perché a volte l'installazione dei contatori può pregiudicare la parte strutturale. Per questo, in allegato al piano di ricostruzione approvato dal Comune dell'Aquila, vi è anche un protocollo d'intesa tra Soprintendenza e il Comune stesso, che suggerisce la costruzione di appositi locali tecnici all'interno del quale possano trovare ospitalità tutti i contatori "strappati" alle facciate dei palazzi. D'altro canto, però, la realizzazione dei locali tecnici per i contatori non sono sempre realizzabili, per questioni spesso inerenti alla conformazione e alla storia degli edifici. Viene de facto non ottemperato, dunque, l'indirizzo suggerito dal protocollo del piano di ricostruzione. E' questo il caso del Palazzo Lucentini-Bonanni.

"Le aziende erogatrici dei servizi vorrebbero naturalmente i contatori all'esterno, perché è più facile la lettura degli stessi – afferma a NewsTown l'assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano – noi abbiamo indicato che si predispongano sempre i locali tecnici, per evitare che ci siano delle opere impattanti sulle facciate di palazzi storici e riqualificati con i soldi della ricostruzione". Non si possono dunque scalfire le mura esterne dei palazzi.

Nel caso, però, di edifici con cortile interno – come Palazzo Lucentini-Bonanni – ci si potrebbe addentrare in una soluzione praticabile: i condomini proprietari dell'area comune (il cortile) all'interno del quale sono già previsti i contatori, potrebbero "ospitare" senza far pagare le spese condominiali i contatori di chi ha solo un ingresso esterno al palazzo e dunque non è titolare di proprietà all'interno dell'area comune o del cortile interno, come nel caso di chi ha locali commerciali al piano terra dell'edificio in Piazza Regina Margherita.

La soluzione del problema di Palazzo Lucentini-Bonanni – che potenzialmente assume una rilevanza collettiva nella misura in cui la questione riguarderà la maggior parte degli edifici del centro storico dell'Aquila – non è facile, anche perché riguarda diversi soggetti attivi: oltre all'impresa e ai proprietari, infatti, la faccenda investe naturalmente l'azienda erogatrice del servizio (Gran Sasso Acqua Spa), e le istituzioni ad essa sovraordinate: Soprintendenza e Comune dell'Aquila.

"Se i proprietari delle corti interne non vogliono concedere agli altri i contatori all'interno dei cortili del palazzo possiamo farci poco – sottolinea ai nostri microfoni il presidente di Gran Sasso Acqua Americo Di Benedetto – se rivogliono i contatori sulle facciate esterne come prima del sisma, e la Soprintendenza ce lo vieta categoricamente, il problema sussiste". L'ideale sarebbe che tutti i proprietari (e i non proprietari delle corti interne ma comunque titolari degli accessi esterni) si mettessero d'accordo tra di loro. Ma questo il più delle volte, come è ormai noto, nell'Aquila post-sismica non succede.

"Una parte di allacci esterni li abbiamo ricollocati da via del Gatto – continua Di Benedetto – altri quattro o cinque, ad oggi, non riusciamo a realizzarli perché non sappiamo dove installarli". Un'alternativa, secondo il presidente di GSA, sarebbe realizzare un pozzetto su strada, ma a quel punto il Comune dovrebbe derogare alle normative sulla viabilità comunale, che vietano la realizzazione di pozzetti privati su suolo pubblico.

L'impresa realizzatrice dei lavori di ristrutturazione dell'edificio ha proposto di insediare il contatore dentro i locali commerciali, ma questo implica il passaggio del tubo del contatore all'interno della proprietà privata: "Il contatore si installa a ridosso della proprietà privata – ammonisce il presidente GSA – non dentro. Non si può far passare un tubo sotto il pavimento di un privato. Per le normative sull'erogazione idrica, i contatori devono essere posizionati all'esterno, non si possono inserire in una proprietà privata".

Qual è il risultato? Da settimane ormai i lavori sono quasi ultimati, ma i proprietari dei locali commerciali a piano terra non ottengono l'allaccio dell'acqua, perché, di fatto, non si sa dove apporre i contatori. L'impresa ha proposto la realizzazione internamente, sui muri che si frappongono tra le serrande e le porte dei locali, ma la Gran Sasso Acqua si è opposta: "L'impresa fa quello che diciamo noi – evidenzia Di Benedetto – e noi facciamo quello che ci obbliga a fare la Sovrintendenza e il Comune".

C'è il rischio, dunque, che per non apporre una cabina, esterna o interna che sia, i proprietari dei locali commerciali a piano terra vengano lasciati letteralmente all'asciutto, con la conseguenza del mancato insediamento da parte degli esercenti, e alla faccia del noto slogan "dobbiamo riportare i negozi e la vita in centro".

Storie di quotidianità, immerse nell'estrema complessità che è L'Aquila oggi.

Ultima modifica il Venerdì, 17 Ottobre 2014 08:58

Articoli correlati (da tag)

Chiudi