Martedì, 11 Giugno 2013 14:47

Assicurazione Asl per il terremoto, scatta l'inchiesta sull'utilizzo dei 47milioni

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Il Delta chirurgico inagibile del San Salvatore Il Delta chirurgico inagibile del San Salvatore

La Procura dell'Aquila ha aperto un'inchiesta per fare chiarezza sull'utilizzo, da parte dell'Azienda sanitaria locale, dei 47milioni di euro del premio assicurativo, ottenuti per i danni ricevuti alle strutture di sua proprietà nel sisma del 6 Aprile 2009.

A riportarlo il quotidiano il messaggero che mette a conoscenza anche di altri particolari.

L'inchiesta sarebbe scattata da un esposto nel quale si sottolinea che la Asl, nonostante avesse ottenuto un'ingente somma di denaro per riparare gli edifici di sua proprietà, abbia invocato l'aiuto dello Stato e della stessa Regione attravero una procedura standard.

La procedura a cui si fa cenno ne il messaggero è quella dell'articolo 20 della legge 77/1988 la quale prevede finanziamenti annuali da parte del Governo centrale alla Conferenza delle Regioni "al fine di migliorare l'edilizia e le tecnologie sanitarie". Tale legge stanzia finanziamenti alle Regioni in base alle esigenze e alle condizioni di ogni singolo presidio ospedaliero, indipendentemente dai terremoti.

Il manager dalla Asl1 Giancarlo Silveri, d'altronde, non ha mai negato di aver utilizzato i soldi del premio assicurativo per ripianare il debito dell'azienda sanitaria. A suo dire, questi soldi sarebbero stati utilizzati per ripianare più precisamente il debito accumulato dell'estinta Asl dell'Aquila dell'allora manager Roberto Marzetti (colui che sottoscrisse l'assicurazione) per cui Silveri fu nominato commissario nel novembre del 2009 all'unificazione con la Asl di Avezzano-Sulmona.

Proprio da questa fusione delle due Asl è sorta l'attuale Asl1 L'Aquila-Sulmona-Avezzano. L'ex assessore al bilancio della Giunta Tempesta ne è il manager dal Dicembre 2009, nominato attraverso i meccanismi dello spoil sistem dalla Giunta regionale Chiodi, il cui conclamato obbiettivo è stato sempre quello di uscire dal novero delle "regioni canaglia" così definite proprio per il debito sanitario accumulato.

Il debito della ex-Asl dell'Aquila, di circa 50milioni, è stato contratto però per lo più a causa della cosiddetta mobilità passiva sopraggiunta in conseguenza del sisma e per cui il Governo aveva predisposto il codice T09 che, tra l'altro, esentava a tempo determinato il pagamento dei farmaci per i cittadini residenti nel cratere.

"Il deficit della mobilità passiva di 50mln - recitava l'ordine del giorno del Comune dell'Aquila approvato il 18 Aprile 2011 - avendo il governo predisposto il codice T09, doveva essere posto a carico della protezione civile che deve accreditare tale somma alla Asl per l'ospedale San salvatore e non come credito della Asl provinciale istituita nel 2010".

Tuttavia, da un punto di vista strettamente legale, l'assicurazione Rsa Group - con la quale la Asl dell'Aquila aveva sottoscritto l'assicurazione - potrebbe anche non aver posto vincoli legali per la spesa effettiva dei soldi.

Ma l'assicurazione serviva appunto per assicurare le strutture della sanità pubblica in caso di terremoto, poi avvenuto. E' probabile quindi si tratti di una questione soprattutto politica - oltre che etica - imporre il loro utilizzo per la riparazione dei danni ancora evidenti presso l'ospedale dell'Aquila San Salvatore e gli altri ambulatori pubblici che dovrebbero garantire il diritto alla cura.

I cosiddetti "delta" medico e chirurgico sono, infatti, ancora completamente inagibili al San Salvatore, mentre è in uso l'ospedale da campo del g8, costituito da container, che ospitano proprio i letti dei pazienti di alcune chirurgie.

Nel novembre del 2011 il direttore risultò, ma solo in un primo momento, tra gli indagati di un'altra inchiesta scattata in seguito all'irruzione della polizia nell'ospedale. Gli agenti trovarono nelle mura inagibili del delta chirurgico feti, provette di sangue, resti umani provenienti da operazioni o autopsie, ma anche farmaci scaduti e altri liquidi, il tutto conservato in maniera inadeguata. Una delle probabile motivazioni del ritrovamento fu propria l'assenza di mura agibili nell'ospedale dove conservare correttamente i materiali provenienti in prevalenza dall'unità di Anatomia patologica tenuta a lungo nei container.

Il Manager Silveri lo scorso Settembre ha annunciato la fine dei lavori per il "delta" dell'ospedale, e il conseguente smantellamento del "g8", per lo scorso Febbraio.

Ad oggi ancora niente di fatto.

 

Qui sotto riproponiamo una vecchia inchiesta video di MCCM del maggio 2011 che ben ripercorreva la vicenda dell'assicurazione:

  

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Giugno 2013 00:33

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