Lunedì, 30 Marzo 2015 11:48

Infrastrutture. Variante Sud: Onna e S. Gregorio rispondono a Fossa

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Una foto recente della necropoli di Fossa Una foto recente della necropoli di Fossa

Riceviamo e pubblichiamo una nota delle associazioni S. Gregorio rinasce e Onna Onlus scritta in risposta a un articolo comparso il 27 marzo su Il Centro a proposito della Variante Sud.

Le onlus delle due frazioni del comune dell'Aquila replicano in particolare alle affermazioni rilasciate al quotidiano da Giampiero Cincis, cittadino del comune di Fossa e rappresentante di un comitato che contesta il progetto della strada approvato dal ministero delle Infrastrutture lo scorso 30 gennaio.

"In merito ad alcuni articoli" si legge nel comunicato "in particolare quello pubblicato sul quotidiano Il Centro del 27 marzo 2015, inerenti la contestazione al tracciato -progetto Anas, denominato “Variante Sud - lotto C” da parte del nascente comitato popolare di Fossa, rappresentato dal sig. Giampiero Cincis, le Onlus di San Gregorio Rinasce e Onna sono a replicare e ad esporre quanto segue".

"Ci corre l’obbligo fare alcune doverose precisazioni atte a ripristinare la veridicità dei fatti inerenti le procedure relative all’opera in questione, stimolati dalle dichiarazioni rilasciate dal nascente comitato di Fossa, rappresentato dal sig. Giampiero Cincis".

"Il comitato lamenta e contesta, di fatto, l’attuale tracciato rilevando che il progetto iniziale, viceversa, “costeggiava il fiume Aterno mentre il nuovo tracciato abbraccia un’ampia zona coltivata, con passaggio a soli 150 metri dalla necropoli” .

"Veniamo a ribadire che la “Variante sud” rientra, come è noto, in un progetto del CIPE di interesse nazionale per la realizzazione di un corridoio viario a scorrimento veloce che, bypassando i centri abitati, garantisca una connessione sicura e veloce lungo la dorsale appenninica denominata S.S. 17 AMATRICE - L’AQUILA- NAVELLI – PESCARA".

"Alcuni lotti sono già stati realizzati (per es. San Pio delle Camere - Navelli), mentre sono in fase progettuale la “Variante Sud dell’Aquila” (suddiviso in 3 lotti, A,B,C,) e il raccordo col lotto IV che interessa Poggio Picenze e Barisciano, sino al ricongiungimento dell’asse viario nel comune di San Pio delle Camere".

"Le Onlus scriventi hanno, in questi lunghi sei anni di lavoro, cercato di focalizzare, con l’ausilio costante dei tecnici esperti in opere stradali, in sintonia con alcune amministrazioni interessate all’opera e d’intesa con l’ente regionale, l’attenzione sull’intero territorio coinvolto (L’Aquila- San Pio delle Camere) per scongiurare gli errori del passato (la segmentazione dell’ infrastruttura), proponendo un’ idea progettuale unica ed unitaria, con ultima stesura elaborata ormai quasi un anno fa, capace di contemperare il miglioramento della viabilità con gli interessi collettivi di tutela ambientale, degli abitati locali, della sicurezza pubblica e della promozione dello sviluppo economico dei nuclei artigianali commerciali, favorendo, quanto a quest’ultimi, una loro connessione (tra l’insediamento produttivo di Monticchio e quello di Fossa/ San Demetrio /Poggio Picenze / Barisciano)".

"Ci preme sottolineare che il tracciato condiviso (che si allaccia al lotto II -in realizzazione- della Mausonia), attraversando il nucleo industriale di Bazzano, ricalca (e ricade) quasi integralmente l’esistente strada interpoderale, localizzata dietro l’abitato di Onna, la percorre sino ad intercettare, nel Comune di Fossa, ai fini del congiungimento con la S.R. 261, il punto di massima di contiguità del fiume Aterno alla sede ferroviaria L’Aquila – Sulmona, per proseguire nel territorio a sud dell’abitato di Poggio Picenze per l’allaccio, col prolungamento dell’arteria viaria con la S.S. 17 (IV lotto)".

"Ebbene, l’ipotesi progettuale al vaglio è davvero concepita per scongiurare il frazionamento degli appezzamenti agricoli grazie al percorso che ricade, come appena detto, quasi integralmente sulla esistente via interpoderale (strada che viene abbandonata per alcune centinaia di metri per curvare e permettere l’obbligato attraversamento fluviale)".

"L’insistenza dell’opera sui terreni agricoli può definirsi, pertanto, risibile visto che l’occupazione dell’area irrigua (ricadente nella zona pianeggiante del Comune di Fossa), non supera, come da rilievi tecnici, la percentuale dell’1% (se consideriamo l’incidenza complessiva rispetto al territorio comunale di Fossa l’indice percentuale invece è prossimo allo 0)".

"Tale predisposizione di tracciato è nata altresì dalla non secondaria esigenza, data la natura dell’opera (asse a scorrimento veloce), di facilitare la viabilità dei mezzi pesanti, garantendo in tal modo un serio collegamento tra le aree produttive ivi ricadenti (Monticchio /Fossa Poggio Picenze, Barisciano e San Demetrio né Vestini). Aggiungasi che l’obiettivo resta lo snellimento del traffico locale sull’attuale S.S. 17 e assicurare così una maggior sicurezza degli utenti della strada velocizzando al contempo il passaggio, in entrata ed in uscita dalla città capoluogo verso Pescara, degli autoarticolati e delle loro merci, con la prospettiva concreta e reale dell’allaccio al lotto successivo, anch’esso attualmente alle fasi di progettazione preliminare, che diversamente, non potrà essere definitivo e posto in essere".

"Un’altra priorità che ci sembra indefettibile porre all’attenzione del comitato opponente è la salvaguardia dell’asta fluviale dell’Aterno e la sicurezza pubblica contro l’alto rischio idraulico ivi esistente; un percorso, come richiesto dal sig. Cincis, che costeggi il fiume, non solo inciderebbe sulle aree a conservazione integrale, come previsto dal Piano Regionale Paesaggistico, ma decreterebbe, in concreto, rispetto all’ipotesi attuale, un rischio idrogeologico di gran lunga superiore in caso di piena del fiume (sul punto cfr il Piano Stralcio Difesa Alluvioni). Non si comprende, di contro, il sillogismo al quale giunge il comitato de quo secondo cui la vicinanza dell’asse viario al fiume “ consentirebbe anche di rinforzare gli argini ed evitare lo straripamento!” La vera sicurezza è la prevenzione che si garantisce solo con l’allontanamento dell’opera dalle zone a pericolosità idraulica molto elevata del citato P.S.D.A., dove il rischio di esondazione è massimo".

"E' d’uopo, inoltre, evidenziare che l’attenzione per la tutela del paesaggio ci ha imposto l’individuazione dell’ attraversamento dell’asse viario sull’Aterno, anche nel rispetto degli estimi altimetrici della zona, nel punto, unico per il comprensorio, di massima vicinanza tra il fiume e la ferrovia (nel tratto precedente il fiume si dirama formando una ulteriore e parallela asta fluviale) affinchè il viadotto previsto risulti di gran lunga di dimensioni più ridotte, sia in termini di lunghezza che di ampiezza di campate, scongiurando, diversamente, un impatto ambientale abnorme nelle ipotesi di sovrappasso localizzato altrove, anche ai fini dell’approvazione del Comitato VIA regionale.
Resta un’ ultima riflessione di merito: il viadotto così pensato non solo risulterà esser meglio inserito nel contesto locale, ma le opere speciali (ponti e viadotti) di tal guisa, gravose per antonomasia, risulteranno sostanzialmente più economiche, a vantaggio della collettività, trattandosi, riaffermiamo, di fondi pubblici".

"In merito alla contiguità del tracciato con la necropoli; gli abitanti fossolani paventano un’arteria viaria da realizzare a meno di 150 metri dal sito archeologico “che attrae migliaia di visitatori l’anno”. Non possiamo che essere pienamente in sintonia con il popolo di Fossa, augurandoci che l’area archeologica, oggi purtroppo ancora poco visitata, possa trovare un giusto riconoscimento e spazio nell’offerta turistica locale. Per tale ragione abbiamo espressamente già presentato, all’incontro istituzionale al Ministero e alla presenza della Sovrintendenza competente, l’allontanamento grazie ad un flesso che preveda l’ingombro stradale ad oltre 250 metri dal sito in questione. Ci è sembrato doveroso, inoltre, stimolare l’Anas a pianificare ogni forma di protezione (acustica, visiva) del bene archeologico (attraverso la piantumazione di specie autoctone e la previsione di pannelli fonoassorbenti), non ultima quella di prevedere dispositivi di promozione e valorizzazione della necropoli, anche grazie a piccoli svincoli concordati ad hoc".

"A chiudere: riteniamo che la soluzione progettuale prospettata risponda dunque ai requisiti di funzionalità, di efficienza tecnico - ambientale e di economicità, nel rispetto esclusivo del prioritario bene pubblico".

"Augurandoci di aver fatto piena luce sulle osservazioni poste e sulle esigenze tutte che hanno segnato la soluzione progettuale, ora nuovamente in discussione, esprimiamo al comitato di Fossa una completa disponibilità al confronto, fonte, in ogni occasione, di accrescimento reciproco".

 

Ultima modifica il Lunedì, 30 Marzo 2015 13:30

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