Sabato, 11 Aprile 2015 13:20

Mense scolastiche, Corte dei Conti cita Cialente e vecchia giunta

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Mense scolastiche, Corte dei Conti cita Cialente e vecchia giunta Immagine di repertorio

Ancora guai con la Corte dei Conti per il Comune dell'Aquila. A finire nel mirino del tribunale abruzzese è il servizio nelle mense scolastiche degli istituti del capoluogo.

Come riportato stamane da Antonella Calcagni su Il Messaggero, la Procura generale d'Abruzzo della Corte dei Conti ha notificato un atto di citazione al sindaco Massimo Cialente e ai componenti la Giunta comunale nel 2010, periodo in cui sarebbero avvenuti i fatti, in relazione all’inchiesta sulla gestione dell’appalto per le mense scolastiche comunali affidato alla società Vivenda.

Si tratta degli esponenti della prima amministrazione dell'attuale primo cittadino: Giampaolo Arduini, Marco Fanfani, Ermanno Lisi, Giuliano Lalli, Roberto Riga e Stefania Pezzopane. Quest'ultima, attualmente Senatrice, era allora assessora con deleghe alle mense scolastiche di competenza del Comune dell'Aquila.

Sono chiamati a rispondere per un presunto danno erariale di oltre 454mila euro, anche se per somme diverse. Al sindaco toccherebbe il 10% del danno stimato, pari a 45.498euro; a Stefania Pezzopane il 65%, ossia 295.737; agli altri il 5%, pari a 22.749 euro ciascuno.

L’inchiesta della Corte dei Conti è partita in seguito a un esposto del 19 luglio del 2012 che ipotizzava un presunto danno erariale "a seguito di più illegittimità riscontrate nell’affidamento e gestione del servizio mensa". L'accusa del vice procuratore generale della Corte dei Conti Roberto Leoni si basa sulla gestione dell'appalto per le mense comunali, allora affidato alla società Vivenda Spa. Sostanzialmente, una delibera di Giunta (la numero 378 del 28 ottobre 2010) avrebbe permesso all'impresa di aumentare il prezzo per ogni pasto di 1,12 euro + Iva. L'aumento, applicato su circa 400mila pasti, avrebbe prodotto il danno erariale da mezzo milione di euro.

L'aumento fu giustificato con il passaggio dal servizio di monorazione a quello di scodellamento dei pasti. Ma, secondo il capitolato d'appalto, la Vivenda avrebbe dovuto assumersi gli oneri (e dunque l'aumento del costo del pasto) nel caso di attivazione di nuove modalità del servizio. L'attivazione del nuovo più costoso servizio, invece, venne richiesto dal Comune dell'Aquila tramite una raccomandata, appena il giorno precedente alla delibera della giunta.

La Vivenda Spa, colosso della ristorazione collettiva in Italia, si era aggiudicata l'appalto originario nel 2008. Alla scadenza del contratto, però, l'amministrazione Cialente non predispose il nuovo bando di gara, prorogando l'affidamento del servizio alla stessa Vivenda "mediante procedura negoziata". Quando, nel 2012, fu indetto un nuovo bando, vinse nuovamente la società romana, tra polemiche degli altri concorrenti e ricorsi al Tar. Le società risultate escluse (Orgoglio Aquilano e Essebi), infatti, sollevarono critiche sulle procedure del bando di gara.

Tra l'altro, l'impresa Vivenda Spa era già stata citata nell'inchiesta di NewsTown del maggio scorso, a proposito dell'affidamento diretto del servizio di ristorazione all'interno dell'Ospedale San Salvatore [leggi l'inchiesta].



[Appendice] La Vivenda Spa

La Vivenda Spa è un colosso della ristorazione su vasta scala. Esercita la propria attività su tutto il territorio nazionale, lavorando negli appalti pubblici. La direzione generale dell'azienda si trova a Roma, ma vanta sedi anche a Milano, Firenze, Siena e Bari. Il 70% della società è di proprietà della società cooperativa per azioni La Cascina.

Vivenda è partecipata persino da Invitalia, l'agenzia del ministero del Tesoro deputata ad attrarre investimenti in Italia. Nel post-sisma, all'Aquila si è sentito spesso parlare di Invitalia, in quanto organo deputato a valutare l'attendibilità degli investitori cui verranno destinati milioni di euro di provenienza statale per la rinascita delle attività produttive del cratere (Accord Phoenix, investitori privati per la gestione degli impianti sciistici sul Gran Sasso, etc.).

Ma torniamo alla casa madre di Vivenda: La Cascina. E' una holding di cooperative da più di 200 milioni di euro di fatturato annuo, secondo alcuni quotidiani nazionali storicamente vicina a Comunione e Liberazione di Roma. Nata come mensa per gli studenti della capitale, controlla oggi diverse società, ospedali, hotel e ristoranti di lusso, come il Pedrocchi di Padova e Le Cappellette di Roma.

La storia giudiziaria della dirigenza de La Cascina si è intrecciata almeno due volte, negli ultimi anni, con quella dell'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. I personaggi chiave sono i fratelli lucani Pierfrancesco e Angelo Chiorazzo. Quest'ultimo è il fondatore della cooperativa Auxilium (sempre del gruppo La Cascina), che gestisce il Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari, il Centro di Identificazione ed Espulsione (Cie) di Ponte Galeria a Roma, il Centro di Accoglienza di Caltanissetta e il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifiugiati (Sprar) di Bitonto (Bari). Sull'affaire dell'emergenza migranti, Chiorazzo fu indagato nel 2008, assieme all'allora sottosegretario Gianni Letta, per l'affidamento diretto del centro di accoglienza di Policoro, in Basilicata. Le accuse per Letta erano di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata, ma le indagini furono archiviate. Come furono archiviate quelle su Angelo Chiorazzo, qualche mese dopo (siamo nel 2009), a proposito dell'appalto per la gestione del Cara di Bari. Per anni La Cascina ha vinto appalti in tutto il Paese, dalle università alle strutture pubbliche, dai teatri agli stadi, fino alla bouvette del Senato. Nel 2008 la Asl di Taranto si è avvalso di forniture per 8,8 milioni di euro; il comune di Roma per altri 20. "Non è un mistero – scrive Il Fatto Quotidiano nel 2009 – che i vertici della Cascina selezionino il personale anche sulla base di elenchi stilati da vescovi e politici di area”.

Per quanto riguarda la Vivenda Spa, i guai per l'impresa arrivano nel 2012, periodo durante il quale già fornisce sia la Asl dell'Aquila che le scuole del capoluogo abruzzese (attraverso la gestione affidata dal Comune dell'Aquila). Gli ispettori di Inps e Inail contestano il mancato pagamento dei contributi a centinaia di dipendenti della società. Spunta un verbale dell'Inps in cui si contesta di non aver pagato contributi per quasi 1,5 milioni di euro. Nonostante gli accertamenti, però, Vivenda continua ad essere leader nel suo settore, acquisendo appalti e fornendo scuole e uffici pubblici di mezza Italia: l'Ospedale Sant'Andrea di Roma, le scuole di Nettuno, il Ministero dell'Interno, il Policlinico “Gemelli” di Roma, la clinica “San Pietro” di Roma, le scuole di Cologno Monzese, le aziende sanitarie della Regione Lazio e, non ultime, le scuole dell'Aquila e l'Ospedale San Salvatore.


Leggi la richiesta di rettifica della Società Cooperativa Auxilium

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Ottobre 2015 09:41

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