Martedì, 28 Aprile 2015 11:39

Ricostruzione, presunta corruzione in alcuni appalti: 25 indagati

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Si allarga l'inchiesta su presunti casi di corruzione in alcune opere di messa in sicurezza di edifici danneggiati dal sisma. 

NewsTown ne aveva già scritto nel novembre scorso. Una vacanza a Tenerife da 6mila euro, nel maggio 2011. Una Mercedes Glk e una Mini Cooper, sempre a disposizione. Così, l'imprenditore aquilano Walter D'Alessandro avrebbe 'convinto' il geometra del settore 'Emergenza sisma e ricostruzione' del Comune dell'Aquila, Antonio Leoncini, a favorirlo per l'esecuzione delle "opere provvisionali di messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma, nella frazione di Coppito".

Un caso di corruzione che - ne erano convinti i pm Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli - rientrava in una inchiesta ben più ampia. Ed infatti, sono ora 25 gli indagati, tra i quali ben cinque funzionari municipali, alcuni già coinvolti in altre inchieste. 

L'atto di chiusura delle indagini è stato svelato da Giampiero Giancarli, sulle pagine de 'Il Centro'. Corruzione, turbativa d'asta e falso, le accuse della Procura: stando al lavoro degli inquirenti, funzionari comunali compiacenti avrebbero favorito ditte vicine per l'affidamento di lavori di ricostruzione. E come detto, l'indagine è partita proprio dalla vicenda che vede coinvolti Walter D'Alessandro e Antonio Leoncini per poi allargarsi a macchia d'olio.

Sotto inchiesta sono finiti anche Mario Di Gregorio che, agendo in concorso con Leoncini, avrebbe determinato a favore di Luigi Finazzi la nomina di sette incarichi da coordinatore per la sicurezza nei cantieri di demolizione di edifici danneggiati dal sisma. Tra l'altro, Finazzi risulta già coinvolto nella vicenda - ancora al vaglio delle autorità inquirenti - della demolizione e ricostruzione dell'abitazione della mamma del funzionario Di Gregorio, consiredata inizialmente A e, di seguito, E proprio per decisione di Finazzi che sarebbe stato 'risarcito' con la nomina a coordinatore per la sicurezza nei cantieri.

Non solo. Lo stesso Di Gregorio, con Antonio Leoncini, Giuseppe Galassi, Carmine e Claudio D'Alessandro, Luigi Palmerini e Nello Battoccolo, risultano accusati in varie vesti per turbativa d'asta nell'ambito di un appalto di ricostruzione in centro storico: avrebbero favorito la Tecno Restauri Appalti di Claudio D'Alessandro. 

E ancora. I Pubblici Ministeri stanno indagando su altri appalti nei quali il Comune è stato ente committente: in particolare, la messa in sicurezza e parziale demolizione dell’edificio che fu sede del Banco di Napoli, in corso Vittorio Emanuele. Stando ai pm, Di Gregorio avrebbe ricevuto da D’Alessandro, "in adempimento di un accordo illecito", un elenco di società fiduciarie per ottenere in via preconcertata gli inviti di gara e quindi preconfezionare il contenuto delle offerte, "solo simulatamente riconducibili a terzi soggetti giuridici".

Risultano indagati i funzionari comunali Luigi Pelliccione e Carlo Cafaggi, Carmine D'Alessandro, Danilo Taddei, Elio Gizzi, Corrado Nurzia, Mario Biondi, Giovanni Marzi, Elisabetta Lonero, Luigi Caprara, Antonietta Micolucci, Geremia Di Donato.

L'imprenditore aquilano predeterminava poi l'offerta migliore per ottenere l’aggiudicazione dei lavori.

Stesso meccanismo sarebbe stato utilizzato per la realizzazione di alcuni interventi di manutenzione straordinaria della viabilità, a Sassa. Qui gli indagati sono Claudio D'Alessandro, Dante Conti, Fulvio Minicucci, Domenico Contestabile, Piero e Marcello Negrini

 

 

 

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