Lunedì, 08 Giugno 2015 19:37

Direzione Asl L'Aquila, è guerra aperta tra Pezzopane e Silveri

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Giancarlo Silveri e Stefania Pezzopane Giancarlo Silveri e Stefania Pezzopane

"Il cambio dei vertici della ASL dell'Aquila non è una questione di oggi. L'impegno di sostituire i vertici dell'azienda sanitaria, in tempi brevi, fu preso in campagna elettorale di fronte a migliaia di elettori, da chi oggi guida la Regione Abruzzo".

Lo dichiara la senatrice Partito Democratico, Stefania Pezzopane, in riferimento alla sostituzione del manager dell'azienda sanitaria Giancarlo Silveri: "Da cittadina, elettrice di questa giunta regionale, oltre che da parlamentare, chiedo alla Regione Abruzzo di onorare quell'impegno. Da quanto affermano alcuni esponenti politici dell'attuale amministrazione regionale, l'invito a dimettersi è stato rivolto più volte al direttore generale della ASL aquilana.Silveri afferma il contrario, aspetta ancora che figure istituzionali competenti glielo chiedano. Dov'è la verità?".

"Non ho nulla di personale contro l'attuale direttore generale - prosegue la Senatrice - la questione dell'avvicendamento è squisitamente politica ed amministrativa. Il programma e le azioni del centrosinistra in campagna elettorale erano diversi da quelli della giunta Chiodi e degli uomini che Chiodi chiamò per gestire la sanità".

"Mi auguro che a dirigere la ASL sia chiamata una figura che dell'efficienza faccia davvero il suo cavallo di battaglia. Chi la invoca a sproposito, forse dimentica che a sei anni dal terremoto ha ancora molti reparti ospitati nei container. Alla faccia dell'efficienza. Mi auguro anche che l'avvicendamento avvenga in tempi rapidi, perché tutto questo temporeggiare serve solo a consentire nomine di capi dipartimento, e non solo, che in seguito potrebbero condizionare l’operato del futuro manager".

La replica di Silveri: "Pezzopane dovrebbe sapere qual è la normativa"

"La senatrice Stefania Pezzopane", dichiara Silveri, "nel suo ultimo comunicato stampa, ha reiterato con vigore, nella sua veste di elettrice e di parlamentare, la richiesta al presidente D'Alfonso di dimissionare il sottoscritto. Da quanto si evince con molta chiarezza, leggendo la nota in questione, le ragioni della richiesta sono due: la prima in assolvimento di uno scambio pre elettorale 'ti dò i voti se cacci il Direttore Generale della Asl'; la seconda per impedire a quest'ultimo di nominare i Direttori di Dipartimento e vari primari. 


"Mentre - in quanto elettrice - può ignorare quanto previsto dalle leggi riguardanti le aziende sanitarie, in quanto Senatrice dovrebbe conoscere bene le stesse leggi. I casi nei quali un direttore generale può essere rimosso", aggiunge Silveri, "sono molto ben normati e, allo stato delle cose, non consentono al Presidente della Regione di poter agire nel senso voluto nei miei confronti. Quindi, a meno che io non lo voglia, lo scambio voti contro dimissionamento non può perfezionarsi.  Per quanto riguarda invece il voler impedire che sia io a nominare i Direttori di Dipartimento e vari primari, la questione si fa molto più delicata".


"Mi pare di ricordare che, per cose molto più lievi nel campo delle nomine in discorso, anche qualche tempo fa scattarono le manette per un amministratore regionale della Campania. Tali nomine infatti - prosegue il manager della Asl 1 - sono prerogativa esclusiva dei direttori generali e qualunque interferenza può assumere la gravità di reato penale. Poiché io sono direttore generale nel pieno dei poteri e quindi delle responsabilità che da questi derivano e nel pieno del mio mandato (il mio contratto scade nel gennaio 2018) ho il dovere di procedere alle nomine di figure e organismi all'interno dell'azienda secondo quanto previsto dalle norme e nel pieno rispetto delle mie prerogative. Mi sembra pertanto doveroso, visto lo stato delle cose, procedere in questo senso, con ogni possibile rapidità al fine di evitare imbarazzi a figure istituzionali della Regione, che stimo e rispetto, ed anche per scongiurare che possano essere chiamate a rispondere di possibili ipotesi di reato.

"Per lo stesso motivo - conclude Silveri - di eventuali dimissioni, pur non dovute e sempre se richieste, se ne parlerà dopo".

La controreplica. Pezzopane: "Urge cambiamento rispetto a politiche di Chiodi, Silveri ne è espressione"

 

"Conosco molto bene le leggi e i loro meccanismi e, visto che Silveri ha scritto che si dimetterà solo se a chiederlo saranno le competenti figure istituzionali, ho sollecitato i vertici della Regione Abruzzo a fare quanto indicato dallo stesso Silveri e quanto promesso dal Presidente della Regione, non alla mia persona, ma a migliaia e migliaia di elettori, che chiedevano un cambio di passo". Lo dichiara in una nota la senatrice Stefania Pezzopane, in risposta alle ultime dichiarazioni del direttore generale Giancarlo Silveri.

"Ho sostenuto e sostengo il presidente D'Alfonso per ragioni ben più consistenti dell'avvicendamento del manager. In particolare perché auspico un cambiamento in Abruzzo rispetto all'oscurantismo della giunta Chiodi, di cui Silveri è stato esplicita espressione. Sebbene in una libera democrazia ogni cittadino ha libertà di parola e dunque può chiedere a chiunque, dunque anche al direttore della Asl, di farsi da parte, la facoltà di adottare provvedimenti formali appartiene chiaramente ai vertici politici della Regione".

"La stessa facoltà di cui si è avvalso l'ex presidente, Gianni Chiodi, quando chiese le dimissioni dell'allora direttore generale Roberto Marzetti. Anche a lui il mandato sarebbe scaduto diversi mesi dopo, ma Marzetti si dimise, con grande coerenza. E da quelle dimissioni fu proprio Silveri a beneficiarne. Non ricordo che allora Silveri invocasse la legge a protezione di Marzetti".

Se allora il centrodestra non gridò allo scandalo, anzi sostenne l'avvicendamento tra i due, ritenendolo un fatto normale, dal momento che erano cambiate le condizioni e lo scenario politico ai vertici della Regione Abruzzo, non vedo il motivo per cui adesso Forza Italia abbia un atteggiamento diverso. La difesa di Forza Italia fa capire come parte della destra non voglia mollare l'osso. La vicenda del CUP è solo l'ultima evidente prova di mala gestione ed il centrosinistra ha il dovere di cambiare rotta".

"Se il manager ritiene che la sua figura sia indispensabile, tanto da dover restare e se gli amministratori regionali lo ritengono adatto ad attuare i nuovi programmi del centrosinistra, ne prenderò atto. Ma migliaia e migliaia di elettori, come me, hanno sostenuto questo Presidente perché in sanità si cambiassero registro e politiche e siamo tutti in attesa di vedere in pratica cosa significa questo cambiamento annunciato prima delle elezioni".

 

Ultima modifica il Martedì, 09 Giugno 2015 15:24

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