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Sabato, 23 Giugno 2018 15:15

Bandi Case e Map, SI: "Alloggi solo per chi ha un buon conto in banca"

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"E' ormai dilagante la cultura dell’amministrazione comunale di colpire i più deboli (vedasi l’ordinanza anti egiziani): ora tocca ai bandi per l'assegnazione di alloggi Case e Map che rivelano come gli elementi basilari di una buona convivenza diventino business elettorale in vista delle Regionali".

Si legge in una nota diffusa da Pierluigi Iannarelli e Gamal Bouchaib del circolo aquilano di Sinistra Italiana.

In principio, il progetto Case e Map "nasce con un contributo Ue che indica la finalità sociale dell’opera, non di profitto, e che vincola la vita di questi alloggi all'emergenza e all'assistenza della popolazione aquilana senza l’obiettivo di battere cassa. Ma andiamo al dunque: i bandi tanto attesi Contemplano due categorie di possibili richiedenti; la prima è con un Isee tra 12 mila e 30 mila, cioè in soldoni un reddito familiare tra 30 mila e 60 mila euro, e viene spontanea la domanda: ma è possibile immaginare che chi appartiene a questa fascia di reddito paghi al Comune quasi 300 euro per un appartamento di due camere e un bagno, con zero manutenzione e riscaldamento a piacere dell’amministrazione comunale, invece di affittarlo a 350 euro con i prezzi di mercato oggi? La seconda categoria quella di incentivo (in gergo politico, una presa in giro ) ai giovani che hanno un reddito tra 13 mila e 35 mila euro e qui ci chiediamo: ma chi è il giovane aquilano che guadagna questa somma con il precariato dilagante? E soprattutto, l’amministrazione si è accorta che i giovani sono già a Ginevra, a Londra o in Australia perché qui non c'è lavoro?".

Sinistra Italiana denuncia come "il mandante di questi bandi non abbia studiato le vere esigenze del popolo aquilano che avrebbero obbligato ad un pensiero molto più in profondità che due righe superficiali. Il motto della campagna elettorale era prima gli aquilani, poi divenuto prima i militari per finire con prima chi ha i soldi".

Dunque, l'affondo: "Questo bando è una bestemmia per le fasce deboli che aspetteranno ancora a lungo un Dio che li ascolti. Tutto ciò premesso, con un bando espletato con la sua graduatoria già istruita nel 2017 e chiuso in un cassetto senza spiegarne i motivi".

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