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Giovedì, 11 Ottobre 2018 20:25

FdP, il ministro Fraccaro: "Istituzioni più efficienti e più potere al popolo"

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"Mi fa molto piacere essere qui a L’Aquila, al Festival della Partecipazione: oggi più che mai la democrazia è vitale, i cittadini chiedono di poter partecipare, di partecipare attivamente, e di incidere sulle decisioni che riguardano le loro comunità. E’ ciò che vogliamo fare come Governo, introducendo strumenti di democrazia diretta come i referendum propositivi, affinché le proposte che vengono dal basso non possano più essere messe in un cassetto e abbandonate ma la voce del popolo abbia significato e importanza".

Così il ministro per i rapporti col Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro, giunto in tarda serata all'Aquila per la prima giornata del Festival della Partecipazione.

"Credo che per la prima volta un Governo affronti le riforme istituzionali dando fiducia ai cittadini e non chiedendo più potere", ha aggiunto Fraccaro; referendum propositivo significherà, anche, abolizione del quorum, "come ci chiede il Consiglio europeo; non ci stiamo inventando nulla: si tratta della migliore pratica a livello internazionale. Il quorum, abbiamo potuto toccarlo con mano in questi anni, è un disincentivo alla partecipazione. Con il quorum vince chi non partecipa, senza quorum vince chi partecipa e la democrazia è, o dovrebbe essere, partecipazione".

Le riforme costituzionali andranno in due direzioni, ha spiegato il ministro pentastellato: "da una parte il referendum propositivo, dando maggiore voce al popolo, dall’altra un efficientamento delle istituzioni rappresentantive, con la riduzione del numero dei parlamentari: non si tratta soltanto di ridurre il costo delle istituzioni, e parliamo di mezzo miliardo a legislatura, ciò che ci interessa è renderle più snelle, efficienti. Dunque, regolamenti parlamentari e riduzione del numero dei parlamentari: una riforma che è oramai nelle corde del Paese. Più efficienza nelle istituzioni e più potere al popolo".

Fraccaro ha partecipato ad una tavola rotonda col segretario generale di ActionAid, Marco De Ponte, con il segretario nazionale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso e con Silvia De Paulis del comitato esecutivo Slow Food Italia, che si è tenuto a seguito dell'applauditissimo spettacolo del giornalista Marco Damilano in ricordo di Aldo Moro, a 40 anni dalla morte.

Partire dalla voglia dei cittadini di contare e non solo di essere contati, dal bisogno di difendere e tutelare i beni comuni e l’interesse collettivo, dalla necessità di incidere sulla vita politica e su quella concreta delle persone. Con queste parole d’ordine era stata inaugurata nel pomeriggio la terza edizione del Festival, alla presenza di Giuseppe Cotturri - il costituzionalista a cui si deve il testo che nel 2001 ha introdotto il principio di sussidiarietà “circolare” - che ha presentato un pacchetto di proposte per esplicitare e rafforzare nella Costituzione la dimensione partecipativa della democrazia. La lunga esperienza di mobilitazione per riformare la Costituzione sulla base della spinta della cittadinanza attiva in Italia, ha ricordato Giovanni Moro, responsabile del Comitato Scientifico del Festival, si è sempre schierata per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo delle persone e per la tutela dei diritti e difesa dell’autonomia dei soggetti più fragili.

Una tradizione che si rinnova, appunto, all’Aquila con la quattro giorni di eventi dedicati al tema 2018 “Sogni, incubi, realtà. Democrazia e Partecipazione nell’era dell’incertezza” e che porta in città migliaia di cittadini pronti a confrontarsi e a dialogare per trovare pratiche e soluzioni condivise per produrre un reale cambiamento sociale.

Marco De Ponte, segretario generale ActionAid Italia ha spiegato: “Questi sono gli anni delle incertezze e invece i cittadini devono avere certezze, soprattutto sulla possibilità di dialogare con le istituzioni, senza condiscendere a una dinamica autoritaria e senza cercare leader ma essendo essi stessi i leader del proprio futuro. Siamo tutti qui all’Aquila per partecipare non solo come associazioni promotrici ma anche in un dialogo con le istituzioni. È un problema del mondo poter decidere assieme e la comunità aquilana fornisce un esempio al resto d’Italia”.

Antonio Gaudioso, segretario nazionale Cittadinanzattiva, ha sottolineato che “abbiamo detto tante volte che fare politica non è monopolio dei partiti. Il Festival della Partecipazione è questo, un’occasione per fare politica dal punto di vista dei cittadini. In questi quattro giorni faremo questo, con tanti eventi e tanti punti di vista, di associazioni, organizzazioni civiche, istituzioni e anche singoli cittadini. Perché pensiamo che questo sia un modo per prendersi cura del bene comune e dell’interesse generale e che i cittadini contano non solo quando vanno a votare ma tutti i giorni con le azioni civiche che pongono in essere”.

Giuseppe Cotturi, Costituzionalista, ha aggiunto che “la proposta che facciamo è diretta a promuovere una partecipazione dei cittadini anche nel percorso di riforma costituzionale. In Italia se ne parla da più di 40 anni: ci hanno provato tre Commissioni Bicamerali ma il Parlamento non è mai riuscito ad andare avanti. Una delle ragioni è che in Parlamento i partiti discutono dei loro interessi e delle loro visioni ma devono incontrare il consenso popolare e questo, come si è visto nei recenti referendum, non si avviene gratuitamente e facilmente. Vorremmo far capire che sono anzitutto i cittadini il primo potere pubblico di questo Paese, poi ci sono i partiti e i referendum. Noi proponiamo sia che lo strumento referendario sia non solo abrogativo ma che sia arricchito e reso possibile anche in positivo; sia, soprattutto, che la Costituzione si apra con una dichiarazione in cui venga riconosciuto che i cittadini hanno diritto di concorrere alla determinazione dell’indirizzo politico nazionale associandosi in partiti, tramite referendum, con proposte di legge di iniziativa popolare o con le altre attività autonome che l’articolo 118 della Carta riconosce e che sono dirette a realizzare l’interesse generale”.

Silvia De Paulis, Comitato Esecutivo Slow Food Italia, ha dato il benvenuto al Festival da aquilana. "Siamo alla terza edizione e mi auguro che i miei concittadini vengano numerosi e partecipino. Il Festival è un modo per discutere insieme ad altre associazioni, alle istituzioni e alle realtà dell’attivismo civico quali sono gli strumenti e i metodi per incidere sulla vita politica e sulla cosa pubblica”.

A rappresentare le istituzioni locali, c’erano, per la Regione Abruzzo, il presidente vicario Giovanni Lolli e, per il Comune dell’Aquila, l’assessore al Sociale e alla Partecipazione Francesco Bignotti. “Il Festival” ha detto Giovanni Lolli “ci permette anche di ricordare che a L’Aquila è stato fatto tanto ma che tanto rimane ancora da fare. Bisogna ammetterlo: L’Aquila è scomparsa dal dibattito nazionale, siamo stati dimenticati. Noi però abbiamo ancora tanto bisogno che il Paese – il Governo, le istituzioni, i cittadini - ci stia vicino. Lo Stato non può pensare che L’Aquila sia un problema risolto”.

“Partecipare vuol dire anche ritrovare l’identità storica e culturale, della città come di un gruppo. Bisogna far passare questo concetto soprattutto tra i più giovani”, ha concluso l‘assessore Francesco Bignotti.

Ultima modifica il Venerdì, 12 Ottobre 2018 11:43

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