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Domenica, 14 Ottobre 2018 18:43

FdP, chiusa la III^ edizione. Appello a Mattarella: tutelare spazi di democrazia

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“In questi giorni e anni, a L’Aquila la società civile ha creato, attraverso il Festival, spazi in cui le persone hanno potuto non solo sognare, ma confrontarsi anche in modo acceso e lavorare a un’Italia possibile, capace di sopravvivere all’incubo della crescente esclusione sociale; all’incubo delle ‘facili’ soluzioni autoritarie; all’incubo ancora peggiore del razzismo, del sessismo e dell’odio verso il diverso, che sembrano impossessarsi di molti concittadini ai quali non viene offerta un’alternativa alla logica della zuffa e dell’accusa agli ‘altri’, spesso egualmente esclusi dal potere e dall’accesso alle risorse”.

Si è conclusa con un messaggio di speranza la terza edizione del ‘Festival della Partecipazione’, con un evento all’Auditorium del Parco alla presenza della vice presidente del Senato, Anna Rossomando. “Sono onorata di essere qui, in rappresentanza delle Istituzioni certo ma anche per l’esperienza personale arricchita da una lunga e non improvvisata interlocuzione con le associazioni che hanno promosso il Festival”, le parole di Rossomando; “il sistema democratico funziona, è legittimato, se si regge sulle capacità decisionali, sulle garanzie delle libertà individuali e delle minoranze, sulla trasparenza e sulla partecipazione” ha aggiunto, sottolineando l’importanza dell’appuntamento che già il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo messaggio di saluto, aveva definito come “un importante spazio di riflessione sulla cittadinanza attiva e responsabile, da cui scaturiranno preziosi contributi al dibattito pubblico”.

E proprio al Capo dello Stato hanno fatto appello i promotori per chiedere la tutela di uno spazio di partecipazione attiva come il Festival e proseguire il percorso avviato, “e ad altre città che desiderano camminare nel solco creato sui tratturi abruzzesi, facendo del Festival il momento chiave della cittadinanza in crescita nella nostra Italia”.

All’evento finale hanno partecipato Fabrizio Barca e Giovanni Moro del Comitato scientifico oltre a Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid Italia, Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva e Giorgia Canali, del comitato esecutivo di Slow Food Italia. A portare i saluti dell’amministrazione, l’assessore alle Politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti.

Migliaia di persone hanno preso parte ai 50 eventi gratuiti del Festival, con oltre 300 ospiti intervenuti. Gli eventi serali hanno sempre registrato il tutto esaurito. Studenti, associazioni, amministratori locali, Ministri e parlamentari insieme a cittadini hanno discusso, dialogato e testimoniato la voglia di essere protagonisti dei processi sociali e politici, di lavorare a un’Italia possibile ancora da realizzare. Esperienze che lasceranno il segno, nella città e nel paese, nelle strategie da mettere in atto per affrontare i terremoti, per dare tutela più forte alla partecipazione dei cittadini, ai lavoratori, alle persone. Non solo scintille di cambiamento, ma brace che crescerà nel futuro.

A L’Aquila un dialogo aperto, informato, ragionevole ha reso chi c’era e chi lo ha seguito cosciente della realtà e delle sfide, capace di fare proposte in merito alla ricostruzione fisica e civile di alcune aree del paese, su metodi e politiche di sviluppo in situazioni ordinarie e di risposta a catastrofi naturali, il cui impatto può essere ridotto con la prevenzione. Il Festival ha riunito i protagonisti dei territori colpiti dai sismi degli ultimi 40 anni, con tecnici ed esperti che hanno messo a confronto dati ed esperienze delineando i requisiti di una policy nazionale per la partecipazione civica. “Da L’Aquila, si è levata una voce sola da cittadini di tutti i sismi recenti, da accademici, tecnici e sindaci per chiedere che ricostruzione, sviluppo post-sisma e prevenzione degli effetti debbano essere affrontati assieme da un nuovo Ufficio Permanente, costruito a partire dalle risorse umane già reclutate a questo scopo, e che si avvalga di una normativa leggera che assicuri uguaglianza di trattamento, giustizia ed efficacia e al tempo stesso adattamento della strategia alle diverse esigenze dei luoghi”, si legge nel documento finale che traccia un bilancio finale della quattro giorni evidenziando i punti programmatici su cui ripartire per il 2019.

Ma si è dibattuto anche di quali strumenti possano essere utili per ammodernare la Costituzione e favorire la partecipazione col ministro Riccardo Fraccaro, oltre i tentativi già svolti in passate legislature. Si sono aperti ai cittadini gli sforzi del Forum Diseguaglianze e Diversità per pensare uno sviluppo tecnologico al servizio della riduzione delle disparità di opportunità, approntate bozze di proposte per trasferimento di ricchezza tra generazioni, proposte su come ridare ossigeno ai quartieri riqualificandoli, centralità e potere negoziale del lavoro.

“E’ stata un’edizione straordinariamente ricca di contenuti”, ha osservato il segretario nazionale di ActionAid Italia, Marco De Ponte. “Le organizzazioni promotrici hanno, nel corso di questi tre anni, fatto in modo che percorsi che si stavano sviluppando fuori dal festival avessero il loro momento topico proprio in questi giorni. Penso, ad esempio, al lavoro fatto sul tema dei diritti dei cittadini nella ricostruzione post-sisma: tutte le comunità colpite dai sismi degli ultimi 40 anni sono venute qui all’Aquila perché sapevamo che qui si sarebbe conclusa una riflessione che adesso trasformeremo in una proposta legislativa. Penso anche al Forum diseguaglianze, che sta elaborando delle proposte ed è venuto a confrontarsi qui all’Aquila con una serie di stakeholders”.

La risposta dei cittadini è stata molto positiva. “Anche le istituzioni locali” ha aggiunto De Ponte “ci sono state vicine con attenzione, anche se forse avevamo delle aspettative maggiori sull’accoglienza che il Comune dell’Aquila è riuscito a garantire al di là dei servizi, dal punto di vista del contributo intellettuale ed economico. Stiamo valutando se questa città nel suo insieme sia interessata ancora a continuare questa esperienza o se dobbiamo trasferirci da qualche altra parte. Noi speriamo di poter rimanere”.

Sarebbe un peccato.

In questa terza edizione, infatti, a L’Aquila si è sperimentato un dialogo importante con una cittadinanza spesso più matura di alcune delle proprie istituzioni: forse ciò avviene anche per via delle opportunità che si sono imparate a cogliere nello scrutinare l’azione delle amministrazioni pubbliche, grazie anche ai dibattiti promossi dal Festival della Partecipazione. “C’è da augurarsi che a 10 anni dal colpo terribile subìto da una città, qui si continui a marciare sul sentiero su cui ci si è incamminati insieme in questi tre anni”, hanno sottolineato i promotori del Festival. “Se sarà così, da soli gli aquilani sarebbero in grado di dare un esempio, una volta di più, a tutto il nostro Paese, oggi apparentemente intorpidito da fiumi di parole e dall’arsura di una democrazia spesso svuotata di senso nella pratica”.

Ultima modifica il Domenica, 14 Ottobre 2018 20:59

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