Giovedì, 04 Aprile 2019 16:41

'Ricordo, Memoria, Futuro': Grillo presenta la sua mostra lungo corso Vittorio Emanuele, esclusa dal cartellone degli eventi per il decennale

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'Ricordo, Memoria, Futuro': Grillo presenta la sua mostra lungo corso Vittorio Emanuele, esclusa dal cartellone degli eventi per il decennale Alice, nata il 10 aprile 2009

“Il ricordo di ciò che è stato lo consegno alla memoria della mia gente, affinché non dimentichi, tragga insegnamento e costruisca il futuro dell’Aquila”.

E’ il senso della mostra “Ricordo, Memoria, Futuro” del fotografo e artista aquilano Roberto Grillo, in esposizione sui portici di Corso Vittorio Emanuele e presentata stamane. Tredici ritratti in bianco e nero di coloro che, in ruoli e tempi diversi, hanno vissuto direttamente o indirettamente il sisma del 6 aprile 2009. Ognuno di loro, con gli occhi chiusi, ha tracciato sulle rughe del proprio volta una parola, una riflessione, un segno che racconta il ricordo, l’emozione, il sentimento, la speranza.

Una mostra divisiva, sia chiaro: c’è il volto di Guido Bertolaso accanto a quello di Fabio Picuti, il pm dell’inchiesta sulla Commissione Grandi Rischi che porta sulla bocca la parola 'verità'; c’è il volto di Alice, nata il 10 aprile 2009, accanto a quello di Dina Sette, moglie di Giustino Parisse, mamma di Domenico e Maria Paola, tra le vittime della furia del terremoto; ci sono i volti di Massimo Cialente e Pierlugi Biondi, di Stefania Pezzopane e Camilla Inverardi, di Marta Valente, rimasta 23 ore sotto le macerie, e di Sergio Basti, il Vigile del Fuoco che la notte del terremoto coordinò i soccorsi. Ma non dovrebbe essere proprio questo il ruolo dell’arte, quello di scuotere, di indignare, di interrogare, di ricordare, di guardare oltre?

“Siamo orgogliosi di aver sostenuto il progetto”, le parole di Annamaria Marra, presidente dell’Associazione culturale ‘Segno’ che ha promosso la mostra; accanto a lei, la vice presidente Paola Casciati e l'altro socio Stefano Panella. “L’intento era d’inserirlo nel programma delle iniziative per il decennale, avremmo gradito essere nel cartellone ufficiale. Tuttavia, il progetto non è rientrato tra quelli finanziati e non possiamo che prenderne atto. Abbiamo comunque realizzato la mostra: crediamo davvero molto nel progetto artistico di Roberto Grillo; partire dai ricordi personali per trasferirli in una memoria collettiva affinché si possa cominciare davvero a costruire un futuro condiviso. Si tratta di un’opera fotografica unica al mondo – ha rivendicato Marra – aperta e condivisa tra l’autore e il soggetto ritratto”.

“Sono 39 anni che organizzo iniziative artistiche e non sono mai stato addolorato come oggi”, ha confessato Roberto Grillo. “D’altra parte, ero talmente certo che non avrebbero finanziato il progetto che abbiamo montato la mostra il 2 aprile: ho pagato personalmente il materiale per esporre prima della pubblicazione della graduatoria. Tra tutti i lavori fatti, credo che questo sia tra i più importanti per me: in un certo senso, chiude un percorso artistico personale lungo dieci anni. Ora, mi fermerò per un po’: è stata una scoppola importante”, le parole di Grillo.

“Mi rendo conto che il progetto può essere divisivo, per tanti motivi: ho profondo rispetto per la Commissione giudicatrice e non mi appassionano le dietrologie; la verità è che bisognava maturare almeno 30 punti su 70 per essere finanziati e rientrare nel cartellone ufficiale delle attività per il decennale: ci siamo fermati a 28. Sebbene ci fosse ancora capienza economica per più di 90 mila euro, la Commissione - nel suo insindacabile giudizio - non ha ritenuto di riconoscerci 2 punti in più pur potendone assegnare fino a 30. E’ andata così. Va detto che tra i progetti finanziati ce ne sono alcuni di grandissimo livello, altri imbarazzanti: col massimo rispetto, credo che la Commissione dovrà assumersi la responsabilità morale di aver bocciato la nostra proposta. Sia chiaro: non è una questione economica, avremmo voluto fregiarci, però, del logo ufficiale del decennale, far sì che la nostra opera rientrasse nella cornice delle attività promosse dall’amministrazione. La rabbia è dovuta al fatto che, ancora una volta, chi 'comanda' ha dimostrato di non capire che la città ha bisogno di forza e spirito critico, altrimenti resterà assopita”.

Grillo ha voluto ringraziare i 13 soggetti che hanno voluto prestare il loro volto per la mostra, la maggior parte dei quali presenti alla conferenza stampa – “siete coautori del progetto” - e, così, il Provveditorato alle Opere pubbliche che ha permesso di esporre le fotografie sui portici del Palazzo della Camera di Commercio.

“L’idea è stata quella di rendere ‘brutti’ i volti, con un passaggio antiestetico per esaltare le rughe laddove abbiamo chiesto a ciascuno dei protagonisti del progetto di sviluppare con le loro parole il tema dato: ricordo, memoria e futuro, appunto. Ho scelto personalmente i volti da ritrarre – ha spiegato Grillo – pur sapendo che mi sarei attirato delle critiche: d’altra parte, la città non ha ancora fatto pace con sé stessa, divisa tra guelfi e ghibellini, tra chi ha torto e chi ha ragione. Per questo, ringrazio ancora l’associazione per avermi sostenuto”.

Tecnicamente, la mostra richiama il lavoro già presentato da Roberto Grillo nel 2013, con un progetto esposto prima al Vittoriano e poi a L’Aquila che ha avuto oltre 22mila visitatori. “Ho chiesto ai protagonisti delle fotografie di venire nel mio studio, strappandoli al loro ambiente naturale, portandoli in un luogo anonimo con l’idea di dare forma ad una astrazione. Ho utilizzato le luci delle foto-tessera, l’illuminazione più banale possibile: non sta qui l’originalità, l’originalità sta nell’aver chiesto loro di ‘continuare’ l’opera sviluppando il tema attraverso parole e disegni”.

E la scelta degli occhi chiusi? “Inizialmente, si è trattato di una scelta puramente tecnica, volevo avere più ‘spazio’ possibile per lasciare esprimere i coautori del progetto. Poi, mi sono reso conto, però, che gli occhi chiusi sono un tributo alle vittime del terremoto. Questa mostra, come le altre, è dedicata a loro. Penso a Marta Valente: in questi mesi ha rinunciato a tantissimi progetti che pure le erano stati proposti. Ha accolto il mio invito perché la mostra parla di futuro, non di passato, di lacrime e sangue: i suoi occhi chiusi sono un tributo ai tanti studenti che quella notte non ce l’hanno fatta, è come se desse vita a tutti loro”.

Ecco, “un progetto così siamo convinti che avesse le carte in regola per essere riconosciuto come parte di un percorso amministrativo di celebrazione del decennale: oggi stesso, lancerò un sondaggio in rete, personale, chiedendo alla città se il progetto ha un senso oppure no. Dopo 39 anni, sono ancora qui a dover dimostrare che Roberto Grillo esiste, pur non avendo mai preso un euro di finanziamento pubblico: sento il bisogno dell’affetto della mia comunità”.

Ultima modifica il Giovedì, 04 Aprile 2019 17:59

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