Martedì, 16 Aprile 2019 12:54

L'Aquila parteciperà al meeting annuale delle città creative Unesco

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L'Aquila parteciperà al meeting annuale delle città creative Unesco Vista di Fabriano

L’Aquila parteciperà al meeting annuale delle città creative Unesco che, quest’anno, si terrà dal 10 al 16 giugno a Fabriano.

Un appuntamento di straordinaria rilevanza. La rete delle città creative Unesco, attiva dal 2004, comprende infatti ben 180 città di 72 paesi dai 5 continenti: il suo obiettivo è promuovere la cooperazione tra le città in cui la creatività diviene elemento strategico di sviluppo. Parole d’ordine sono la collaborazione, la condivisione di buone pratiche, il confronto, la progettazione, la valorizzazione del patrimonio, la partecipazione.

Dal 10 al 16 giugno, i rappresentanti e delegati delle città oltre a personalità provenienti da ogni angolo del mondo si incontreranno nella città marchigiana per fare il punto e confrontarsi su missione, obiettivi e strategie future: sono attesi a Fabriano circa 500 ospiti.

In questa occasione, L’Aquila è stata invitata e avrà un suo spazio assolutamente centrale nel padiglione ‘Rinasco’, laddove si discuterà di come importanti città possano rinascere a seguito di una calamità: con la nostra città si confronteranno Kobe, Mosul, Palmira, Aleppo e Haiti.

“Ringrazio la Fondazione Merloni per averci voluto a Fabriano e la Fondazione Magna Carta presieduta dal senatore Gaetano Quagliariello per aver sostenuto la nostra partecipazione”, le parole del sindaco Pierluigi Biondi; “si tratta di una vetrina davvero importante, per raccontare al mondo come la città sta rinascendo attraverso alcuni assett strategici, come la cultura, la conoscenza, l’alta formazione, la creatività. Saremo l’unica città Europea del padiglione e questo ci riempie d’orgoglio”.

Per l’occasione, è stato istituito un gruppo di lavoro che sta organizzando la presenza dell’Aquila a Fabriano: ne fanno parte Alessandra Vittorini per la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, Fabio Graziosi in rappresentanza dell’Università, del GSSI e dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, oltre a tre architetti indicati dall’Ordine provinciale: Giuseppe Cimmino, Luca Carosi e Giuseppe Santoro, delegati dal presidente Edoardo Compagnone.

“Credo sia un passaggio importante nell’anno del decennale – ha ribadito Biondi - per offrire un racconto corretto degli sforzi che questo territorio, seppur tra mille difficoltà, sta facendo e che vengono ripagati dai risultati che si stanno raggiungendo: sono convinto che L’Aquila si sta avviando a diventare, nel medio periodo, una moderna ed accogliente città europea che sarà capace di garantire il necessario sviluppo socio economico del territorio”.

Alla presentazione dell’evento ha partecipato anche il senatore Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta. “Ogni anno il meeting dell’Unesco ha un tema: quest’anno è la città ideale che verrà analizzata da diversi punti vista. Uno spazio importante è stato assegnato alle città colpite da disastri, naturali o provocati dall’uomo: lì, L’Aquila avrà un suo spazio centrale, con una rappresentazione che metterà in collegamento le sue radici, la sua storia con la città del futuro passando inevitabilmente per l’oggi. Verrà raccontata, così, la città che cambia, si muove, pur non dimenticando il suo passato. Credo sia significativo che L’Aquila sia stata invitata come esempio europeo: significa che non tutti hanno un’idea negativa della ricostruzione”.

Tra l’altro, a Fabriano – come tradizione dei meeting delle città creative Unesco – verrà allestita una grande agorà che, per una giornata, sarà consacrata all’Aquila, con la possibilità di raccontarne la ricostruzione a centinaia di migliaia di persone attese nella città marchigiana. Il programma completo verrà presentato nelle prossime settimane.

“Inutile sottolineare quanto sia importante che un meeting così prestigioso di tenga a Fabriano, nel cuore del cratere 2016/2017 – ha aggiunto Quagliariello – e credo che l’invito a L’Aquila ci ponga dinanzi al tema della solidarietà tra territori che condividono le difficoltà delle aree interne appenniniche: in questo senso, l’evento rappresenterà un momento importante per rilanciare il tema, una vera e propria emergenza nazionale”.

Ultima modifica il Martedì, 16 Aprile 2019 13:03

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