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Martedì, 30 Luglio 2019 16:56

CGIL, sanità abruzzese: cronica carenza di personale, mancano 2.378 unità

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Cgil L'Aquila, Fp Cgil L'Aqula e Fp Cgil Medici hanno chiesto ed ottenuto un incontro con la V Commissione Consiliare “Salute, Sicurezza Sociale, Cultura, Formazione e Lavoro” della Regione Abruzzo, al fine di informare i consiglieri regionali delle problematiche relative alla sanità provinciale, con un quadro generale anche sulla situazione regionale.

Innanzitutto, è stata posta l’attenzione sulla cronica carenza di personale attraverso l’analisi dei dati relativi ai conti annuali 2017/2018 delle quattro ASL Provinciali che hanno evidenziato:

  • per la ASL n. 1 Avezzano Sulmona L’Aquila una carenza di personale pari a 830 lavoratori, che in percentuale rappresenta il 20,48% della dotazione organica;
  • per la ASL Lanciano-Chieti-Vasto una carenza di personale pari a 776 lavoratori, il 14,58% della dotazione organica;
  • per la ASL di Teramo una carenza di personale pari a 430 lavoratori, il 12,12% della dotazione organica;
  • per quella di Pescara una carenza di personale pari a 352 lavoratori, il 10,23% della dotazione organica.

Pertanto, il dato certificato evidenzia una carenza complessiva di personale della sanità pubblica regionale di 2378 unità lavorative di ruolo che rappresenta il 14,59% delle dotazioni organiche che, di per sé, non sono sufficienti, tra l'altro, a garantire i servizi nel rispetto della vigente normativa in tema di riposi obbligatori.

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Carenza parzialmente superata con la contrattualizzazione di lavoratori precari: risultano in servizio 407 unità lavorative con lavoro in somministrazione e 586 lavoratori a contratto a tempo determinato.

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Una situazione drammatica che comporta, a livello Regionale:

  • sospensioni e accorpamenti di reparti;
  • mancato rispetto dell’art. 14 della Legge 161/2014 (rispetto dei riposi obbligatori per il personale turnista);
  • mancato rispetto delle mansioni relative alla categoria professionale di appartenenza;
  • peggioramento degli standard quali/quantitativi delle prestazioni erogate con conseguenti prolungamenti delle liste di attesa per gli utenti.

A titolo meramente esemplificativo, Cgil, Fp Cgil e Fp Cgil Medici hanno rilevato che per ciò che attiene la sanità della provincia dell’Aquila, durante il periodo estivo si sono riscontrate chiusure e accorpamenti di reparti e servizi o, comunque, riduzioni di attività; in effetti, per il P.O San Salvatore dell’Aquila era stata già denunciata nei mesi scorsi l’interruzione dello screening gratuito mammografico, a ciò si aggiunge la riduzione dell’attività chirurgica: si alterna, infatti, l’attività della Chirurgia a Direzione Ospedaliera a quella a Direzione Universitaria in un periodo in cui aumenta l’afflusso degli utenti legato al turismo. 

Se si considera poi la riduzione dei posti letto che non garantisce l’adeguata risposta alle necessità dell’utenza, si comprende appieno la gravità della situazione.

Per quanto riguarda il nosocomio di Sulmona, invece, si registra la carenza di Personale Medico in Pronto Soccorso dove risultano in servizio solo 5 medici sui 12 previsti, di cui uno è costretto ad effettuare turni anche presso il P.O. di Castel di Sangro; inoltre, è ormai interrotto il servizio presso la Neurologia d'l’accertamento delle morti celebrali, a causa del mancato rinnovo del contratto a tempo determinato all’unico Tecnico di Neurologia precedentemente in servizio, con conseguente impossibilità all’espletamento delle attività relative alla donazione degli organi. Inoltre, servizi come l’Oncologia e la Neurologia sono garantiti esclusivamente dalla presenza di un Dirigente Medico (nel caso dell’Oncologia, il Medico è a tempo determinato), il che causerà la “chiusura per ferie” dei servizi sanitari pubblici.

Nel presidio di Avezzano si continua ad evidenziare una criticità sull’OBI e sul 118 a causa della carenza di personale: ciò comporta condizioni di lavoro inadeguate e massacranti, con conseguente proliferarsi di infortuni sul lavoro e malattie professionali. A Castel di Sangro, territorio a forte vocazione turistica, proprio in questi giorni è stato comunicato che a causa della carenza di personale medico la Radiologia assicurerà il servizio nel solo turno 8:00/14:00.

Dai dati relativi ai conti annuali delle 4 ASL, si riscontra un ulteriore dato che vede la possibilità di accesso a pensionamento con “quota 100” nel triennio 2019/2021 per circa 1200 lavoratori in tutte le figure professionali che, in mancanza di un piano straordinario di assunzioni, porterebbe al collasso totale il Sistema Sanitario Pubblico Regionale.

Va inoltre considerato che quasi il 44% dei lavoratori ha un’età compresa tra i 55 ed i 67 anni e che quasi il 19% degli stessi ha un’età compresa tra i 60 ed i 64 anni di età.

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Oltre alla carenza di personale ed alle conseguenze che ciò comporta sull’erogazione dei servizi sanitari, la Cgil ha posto all’attenzione della V Commissione le problematiche relative alla rete ospedaliera provinciale che - hanno ribadito i sindacati - deve prevedere l’Istituzione del DEA di II livello L’Aquila Teramo ed il mantenimento del punto nascita di Sulmona con la riqualificazione dello stesso Presidio Ospedaliero in Ospedale di I Livello. Contestualmente. va strutturata una Rete territoriale di assistenza adeguata ai bisogni dei cittadini con la realizzazione delle “Case della Salute” che permetterebbero una reale e concreta integrazione tra Ospedale e Territorio.

Anche per questo, è urgente che venga nominato il nuovo Direttore Generale della ASL 1 così da restituire all'azienda pieni poteri, l’autonomia decisionale e programmatoria che le compete.

Garantire, da una parte, le dovute risposte all’utenza in termini di erogazione di servizi essenziali, e, dall’altra, fornire ai lavoratori condizioni di lavoro adeguate per l’erogazione dei delicati servizi sanitari è un dovere di chi governa la Regione. La priorità - la Cgil l'ha ribadito con forza - è rimettere al centro il lavoro ed i servizi che rendano attrattivo e funzionale l’intero sistema sanitario provinciale pubblico e ciò può avvenire solo mediante una progettualità seria e duratura che tenga conto dello stato emergenziale in cui versa la sanità regionale.

"Riteniamo che la Regione debba assumere con urgenza decisioni finalizzate alla risoluzione delle suesposte problematiche considerando che la ASL n° 1 rappresenta l’azienda più grande del territorio e, pertanto, la più complessa e difficile da governare, soprattutto in un territorio che continua a vivere una grave condizione di diminuzione di servizi pubblici e di conseguenza un costante ed inesorabile spopolamento, ribadendo la necessità di investimenti straordinari in termini di personale e servizi in aree svantaggiate della Regione", le parole di Francesco Marrelli (segretario Cgil L'Aquila), Anthony Pasqualone (segretario Fp Cgil L'Aquila) e Anna Rita Gabriele (Fp Cgil Medici) a margine della Commissione.

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