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Martedì, 20 Agosto 2019 11:31

L'Aquila, addio al Festival della Montagna: l'amministrazione ha deciso di organizzare la Festa della Montagna, escludendo Gran Sasso Anno Zero

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C'era una volta il Festival della Montagna, evento che, in pochi anni, era divenuto un appuntamento tra i più importanti a livello nazionale nel ricco mondo degli appassionati di montagna, in termini di presenze e di qualità degli ospiti e delle attività; un evento che stava dentro un disegno strategico preciso, rendere L'Aquila una delle capitali degli sport montani, invernali ed estivi, costruendo una cultura della montagna, ovvero un nuovo rapporto tra montagna e città, capace di alimentare un processo virtuoso di rilancio e promozione del nostro patrimonio naturalistico come volano per l'economia del territorio. 

La manifestazione, negli anni, ha portato in città migliaia e migliaia di appassionati, mostrando in concreto, oltre gli annunci da campagna elettorale, le potenzialità della nostra montagna in termini turistici, parlando di progetti a basso impatto economico e ambientale ma dal grande potenziale attrattivo.

Ad ideare il Festival, nel 2014, l'associazione 'Gran Sasso Anno Zero', costituita da giovani professionisti e appassionati della montagna che hanno deciso di scommettere e investire le proprie competenze con l'obiettivo, appunto, di contribuire alla valorizzazione delle montagne aquilane e abruzzesi nel segno della cooperazione tra i diversi operatori e del rispetto del territorio nel suo complesso.

Operazione riuscita, considerato che le prime tre edizioni del Festival della Montagna - 2014, 2015 e 2016 - avevano ottenuto, come ricordato, un successo oltre le aspettative. E' vero, nel 2017 l'appuntamento era saltato per i ritardi con cui erano state trasferite le risorse assegnate per l'edizione 2016 a valere sui fondi Restart e per il mancato rispetto degli impegni assunti dalla passata amministrazione di centrosinistra che, a fronte della 'promessa' di un contributo pari ad 85mila euro, a seguito della pubblicazione del bando specifico ne avevza garantiti 57, creando, di fatto, uno scoperto di 28 mila euro. D'altra parte, il comitato promotore aveva partecipato al bando pubblicato dal Comune dell'Aquila per sostenere le attività da svolgersi nel 2017 non ottenendo, però, il finanziamento, almeno in un primo momento. Tuttavia, avendo rinunciato il soggetto promotore di uno degli eventi finanziati si era creata un'economia che il sindaco Pierluigi Biondi, esprimendo la ferma volontà di dare continuità all'appuntamento, aveva inteso alimentare fino a copertura dei costi chiedendo un piccolo 'sacrificio' agli altri eventi finanziati. 

Insomma, l'amministrazione di centrodestra pareva decisa a sostenere fattivamente il Festival della Montagna, ritenendolo, evidentemente, strategico per la città. Tant'è vero che ad ottobre 2018 si è riusciti ad organizzare la Winter Session, dal 14 al 16 dicembre, un evento che riprendeva i temi e lo spirito delle tre fortunate edizioni del Festival della Montagna guardando - così venne spiegato - all'edizione 2019. "Speriamo di inaugurare una stagione positiva per tutto il territorio. Se purtroppo abbiamo dovuto saltare l'edizione 2018 del Festival della Montagna, con questo evento vogliamo già lanciare quello che sarà il Festival 2019, nelle consuete date del primo weekend di ottobre", avevano sottolineato gli organizzatori. 

E il sindaco della città aveva aggiunto: "Il Festival della Montagna, di cui abbiamo sempre apprezzato contenuti e obiettivi, è una delle iniziative, al pari dei Cantieri, della Perdonanza, del Festival Jazz e di Sharper, che vogliamo continuare a sostenere. La nostra montagna è parte integrante del progetto complessivo di città rinnovata e valorizzata. D'altro canto, ritengo che iniziative a più riprese, come la Winter Session, rendano evidente al pubblico di settore che il nostro Gran Sasso è un tesoro da godere 365 giorni all'anno. Bene, dunque, le sessioni stagionali e bene prepararsi cosi all'edizione del 2019 nella particolare ricorrenza del decennale".

Ed infatti, tra le attività promosse direttamente dal Comune dell'Aquila sul filone B1 a valere sui fondi Restart per il 2019 - i bandi sono stati pubblicati qualche giorno fa - oltre alla Perdonanza (per 160mila euro), al Festival Jazz (80mila euro), alla Notte dei Ricercatori (60mila euro) e ai Cantieri dell'Immaginario (240mila euro), figura anche il Festival della Montagna, finanziato con 60mila euro. 

Se non fosse che, in realtà, non verrà organizzato il Festival della Montagna bensì la Festa della Montagna.

In sostanza, l'amministrazione attiva ha deciso di costituire un rinnovato comitato promotore - presidente il primo cittadino, vice presidente il consigliere comunale Daniele D'Angelo che ha la delega alla montagna - estromettendo l'associazione 'Gran Sasso Anno Zero' che il festival l'ha ideato e prodotto in questi anni, per organizzare l'evento il primo fine settimana di ottobre, dal 4 al 6. Tuttavia, essendo il Festival della Montagna un logo registrato da GSA0, con le grafiche annesse, è stato necessario cambiargli nome, da Festival a Festa. 

In queste ore, è stata promossa la pagina Facebook [qui], con una grafica che ci auguriamo davvero sia provvisoria e senza alcun contenuto, se non qualche foto e un video realizzato da Mauro Pagliai (ma non per la Festa, a quanto s'intende).

montagna

Contattato da newstown, Daniele D'Angelo ha confermato che si sta lavorando all'organizzazione - "mi sta dando una grande mano il senatore Gaetano Quagliariello", ha svelato - di un evento che sarà ispirato da "un altro modo di intendere la montagna, basato su una prospettiva di apertura, e non di chiusura, allo sviluppo turistico ed economico del territorio". E sulle associazioni estromesse, ha chiarito: "Abbiamo deciso di ridurre le spese riconducendo l'organizzazione e la gestione della Festa all'amministrazione comunale: nell'ultimo bilancio del Festival della Montagna, erano allocati circa 16mila euro di spese per la progettualità dell'evento. Noi stiamo lavorando gratuitamente: Confartigianato ci garantirà il piano della sicurezza a costo zero, l'architetto Simone Zigrossi sta collaborando a titolo amichevole. Faremo meglio del passato e senza lucro", la stoccata di D'Angelo. 

Ora si spiega il comunicato stampa diffuso, nei giorni scorsi, da 'Gran Sasso Anno Zero' che, denunciando di non aver ricevuto "alcuna comunicazione da parte del Comune sull'edizione 2019, anzi ci è stato rifiutato un incontro più volte sollecitato", aveva aggiunto: "A quanto pare, il sindaco Biondi ha deciso di ignorare il team di esperti che ha ideato e da sempre organizzato il FdM, senza neanche aver avuto l'assunzione di responsabilità di comunicarlo in prima persona a chi con anni di duro e appassionato lavoro ha reso questo evento uno dei più importanti appuntamenti nazionali legati al mondo della montagna. Il nostro timore è quello che si voglia rendere il FdM l'ennesimo strumento di clientela e consenso, venendo meno alla garanzia di qualità dei servizi necessaria per la riuscita complessiva dell'evento, fino ad oggi patrimonio della città e non di un'amministrazione in particolare". Dunque, l'affondo: "Perdere un evento come il Festival, o trasformarlo in una specie di costosa sagra di paese sarebbe una sconfitta non per noi ma per tutta la città".

Sta di fatto che, in questi giorni, si sta stilando il programma della Festa della Montagna: "sono previsti rilevanti eventi musicali, oltre alla presenza di atleti, scrittori e appassionati della montagna che arricchiranno l'evento"; i dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che, ha chiarito D'Angelo, dovrebbe tenersi alla metà di settembre.

Si riparte sostanzilamente da zero, insomma: a 45 giorni dall'evento, non è ancora pronto il programma e, dunque, figurarsi se è stata avviata una adeguata campagna di promozione; si è rinunciato all'esperienza pregressa di 'Gran Sasso Anno Zero', ai contatti che erano stati messi in campo per la realizzazione di un appuntamento, il Festival, capace di portare a L'Aquila ospiti di respiro internazionale; è stato chiuso in un cassetto un brand di successo, riconosciuto e riconoscibile, e così le pagine social con migliaia di iscritti ed un sito internet seguito e curato. Come si riuscirà a rendere attrattivo l'evento in così poco tempo, davvero appettibile per gli appassionati di ogni parte d'Italia e d'Europa, è difficile a dirsi: il rischio è di trasformare anche il Festival, pardon la Festa della Montagna, in un appuntamento pensato e gestito per essere fruito esclusivamente dal territorio.

Sarebbe un peccato mortale, oltre che una inutile spesa di denari pubblici. Ci auguriamo davvero non andrà così.

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Agosto 2019 12:37

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