Venerdì, 04 Ottobre 2019 12:20

Gran Sasso: il Requiem di Legambiente al ghiacciaio del Calderone [foto e video]

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Gran Sasso: il Requiem di Legambiente al ghiacciaio del Calderone [foto e video] Foto Sara Casna

Solo ghiaccio residuo tra pietre e detriti.

È quello che resta oggi del ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d’Europa, situato sul versante nord est del Gran Sasso, in Abruzzo. Un ghiacciaio quasi del tutto scomparso a causa dei cambiamenti climatici e declassato a “glacionevato”, cioè un accumulo di ghiaccio di ridotta superficie e di limitato spessore.

A parlar chiaro sono le immagini del “Requiem al ghiacciaio del Calderone – Gran Sasso D’Italia”, il video che Legambiente ha realizzato insieme al videomaker Elia Andreotti e alla violinista Laura Zaottini e che l’associazione ambientalista lancia oggi in occasione del nuovo venerdì di sciopero per il clima.

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Si tratta del primo Requiem sugli Appennini, dopo quelli che Legambiente ha organizzato la scorsa settimana sui ghiacciai alpini.

Il video si apre con le immagini del Gran Sasso, a seguire le immagini del Calderone dove, in quello che era un tempo il cuore del ghiacciaio, i volontari di Legambiente, accompagnati dalle note della violista Laura Zaottini, hanno esposto lo striscione #ChangeClimateChange lanciando un nuovo appello: “E’ stato l’uomo a causare i cambiamenti climatici, e l’uomo deve fermarli. Per questo è urgente intervenire collettivamente e al più presto per contrastare i mutamenti climatici: la politica deve fare la sua parte mettendo in atto azioni concrete passando dalle parole ai fatti; ma in questa partita, che riguarda e coinvolge tutti, anche i cittadini possono e devono dare un mano nel loro vivere quotidiano”.

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Nella lotta alla crisi climatica, Legambiente ha lanciato tra l’altro la nuova campagna #ChangeClimateChange: una piattaforma online – www.changeclimatechange.it – che vuole proporre, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna fare presto. Ma è soprattutto uno strumento aperto ai cittadini, uno spazio di confronto e di incontro, dove approfondire cause e soluzioni, denunciare i Nemici del clima e valorizzare le tante esperienze positive già presenti in Italia”.

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*Foto Sara Casna

Ultima modifica il Venerdì, 04 Ottobre 2019 12:39

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