Mercoledì, 27 Novembre 2019 19:38

"La guerra degli Antò" vent'anni dopo, nel ricordo di Danilo Mastracci

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Riccardo Milani con il cast e il padre di Danilo Mastracci Riccardo Milani con il cast e il padre di Danilo Mastracci

"Penso a questo film soprattutto come a un atto d'amore per l'Abruzzo".

A dirlo è stato il regista Riccardo Milani nella serata che L'Aquila Film Festival ha dedicato, in occasione del ventennale dell'uscita, alla Guerra degli Antò. 

Tratto dall'omonimo libro di Silvia Ballestra, sceneggiato da Domenico Starnone e Sandro Petraglia, il film, girato in gran parte in Abruzzo, è ambientato nel 1990 e racconta la storia di quattro giovani punk di Montesilvano, tutti di nome Antonio (per distinguersi adotteranno i soprannomi di Antò Lu Purk, Antò Lu Zombie, Antò Lu Malatu e Antò Lu Zorru), che cercano di evadere dal tran tran della vita di provincia.

Alla serata organizzata dall'Aquila Film Festival, conclusasi con la proiezione del film, oltre a Milani, hanno partecipato anche tre membri del cast originale, del quale facevano parte tutti attori non professionisti: Paolo Setta (Antò Lu Zorru), Federico Di Flauro (Antò Lu Malatu) e Giuseppe "Orzo" Gasparri (che nel film interpreta uno studente di Vasto di stanza Bologna che aiuta Antò Lu Zorru, convinto di essere sul punto di essere precettato dall'esercito per andare a combattere in Iraq, a scappare a Amsterdam, dove è già andato Antò Lu Purk).

Sul palco è salito anche il papà di Danilo Mastracci, il giovane aquilano che nel film interpretava Antò Lu Zombie, prematuramente scomparso nel 2015 a 39 anni.

"A cosa è dovuto il perdurante successo degli Antò? Credo alla sincerità con cui abbiamo affrontato la storia di questi ragazzi" osserva Milani "Penso di aver messo, in questo film, affetto, consapevolezza, rispetto per una generazione e tutto l'amore che nutro per questa terra, che conosco bene e frequento ormai sin da quando ero piccolo. Devo ringraziare questi ragazzi, perché mi hanno dato la possibilità di fare un film che è rimasto. E quando un film resta, vuol dire che si è fatto un buon lavoro".

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