Giovedì, 24 Dicembre 2020 11:36

L'Aquila: centinaia di persone in fila per i buoni alimentari Covid

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L'Aquila: centinaia di persone in fila per i buoni alimentari Covid Foto 6aprile.it

Non abbiamo scattato fotografie; non abbiamo voluto girare dei video. 

Vi restituiamo, però, con poche parole, il senso di sconforto provato stamane, assistendo alla distribuzione dei buoni spesa alimentare alla Casa del volontariato dell'Aquila.

Centinaia di persone in fila alla vigilia di Natale, decine di famiglie in coda per ricevere un buono per l'acquisto di generi alimentari.

Una L'Aquila nascosta, poco raccontata, lontana dalle polemiche social sull'aperitivo di Natale o sulle Luci d'Artista da 190mila euro; una L'Aquila di cui la politica si occupa troppo poco, fuori dai dibattiti sulla città del futuro, dalle vocazioni di ricerca e conoscenza, dalle manifestazioni culturali, dalla tendenza cittadina a guardarsi l'ombelico, con lo sguardo dentro le mura come se fuori non ci fosse una città che fa fatica, che arranca, in fila per un buono alimentare. 

Sono più di 1300 i nuclei familiari risultati beneficiari delle somme stanziate a valere sui 368mila euro garantiti al Comune dell'Aquila dal Governo per le misure urgenti di solidarietà alimentare, in attuazione del Decreto Legge 154 del 23 novembre scorso, a sostegno dei cittadini che versano in condizione di difficoltà economica a causa del coronavirus. La distribuzione è iniziata oggi, 24 dicembre, in due postazioni distinte attive dalle 9 alle 13: una individuata presso la Casa del Volontariato in via Saragat e l'altra presso la sede della Caritas Diocesana nella parrocchia di San Francesco in Pettino.

Lunghissime le file, silenziose. 

Questa è la vigilia di Natale che sta vivendo la nostra città. 

E d'altra parte che la situazione sia drammatica è chiaro sin dal maggio scorso, quando le 29 realtà che, durante il primo lockdown, hanno lavorato sul territorio per distribuire viveri e beni di prima necessità alle famiglie che si trovavano in difficoltà, hanno restituito dati sconfortanti. La Casa del Volontariato Provinciale era arrivata a distribuire circa 270 pacchi alimentari, con cadenza settimanale, ad altrettante famiglie; la Caritas Diocesana circa 100 pacchi settimanali. La Croce Rossa Italiana ha assistito all’Aquila e nel comprensorio più di 1.000 persone, con un aumento degli 'assistiti saltuari', ossia non continuativi, di circa il 300% rispetto al 2019. La Rete Solidale, costituita a inizio emergenza da alcune realtà e collettivi sociali, a maggio aveva già distribuito 400 pacchi a 290 persone.

Numeri mai visti prima e che non rientravano nell’assistenza ordinaria (circa 30 nuclei familiari) di Fraterna Tau.

Oggi la situazione è ancora peggiore e si aggraverà nei prossimi mesi.

In questi mesi, abbiamo raccontato le difficoltà delle piccolissime e piccole imprese, di artigiani e commercianti che avevano investito nella rinascita della città, in particolare in centro storico, e che si sono ritrovati ad affrontare l'ennesima emergenza; ciò che si è raccontato poco, però, è il venir meno di una "subcultura di lavoro nero, lavoretti, lavori mal pagati e lavori senza identità - così li ha definiti la Cgil provinciale - situazioni occupazionali grigie, spesso al limite del lecito, che erano sotto gli occhi di tutti e che convivevano con la retorica della ricostruzione e dell'uscita dalla crisi".

Grazie al racconto di chi ogni giorno distribuisce pacchi spesa ed agisce concretamente la solidarietà, oltre i buoni distribuiti in emergenza, abbiamo conferma dell'esistenza di una povertà diffusa, di famiglie che sono state private di risorse mai censite eppure di fondamentale importanza per la loro sussistenza, e che oggi vivono una quotidianità fatta di difficoltà e sofferenza. 

A L'Aquila, sì.

Già 4 anni fa, era la fine di ottobre del 2016, si stimavano circa 2mila famiglie in uno stato di povertà assoluta, quasi 5mila cittadini che non avevano accesso a beni e servizi essenziali; da allora, sono stati limitati e di certo insufficienti gli interventi messi in campo per dare sostegno alle persone in difficoltà: la pandemia non ha fatto altro che mostrare le ferite di un tessuto comunitario sfilacciato da anni di emergenza. 

E intanto le stime ci dicono che, terminata la proroga per il divieto dei licenziamenti, potrebbero essere migliaia gli esuberi in Abruzzo, regione dove l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, cassa integrazione ordinaria e in deroga, è letteralmente esploso, ben oltre le medie nazionali.

Le file di cittadini in attesa del buono alimentare, alla Vigilia di Natale, dovrebbe essere un monito per tutti, per la politica soprattutto: fino a quando continueremo a far finta che la povertà, in questa città, è marginale? Fino a quando potremo tenerla nascosta sotto il tappeto? Quando inizieremo a guardare a ciò che accade oltre le mura, a sentire l'urgenza di riconnettere una città sfaldata, spalmata su un territorio vastissimo, a ricostruire un senso vero di comunità che passi da un'idea di sviluppo inclusiva e diffusa?

E intanto si scopre che i buoni non sono immediatamente spendibili...

E intanto si scopre che i buoni non sono neanche immediatamente spendibili. 

A darne notizia è il consigliere comunale Paolo Romano.

Sebbene l'amministrazione abbia rivendicato di essere riuscita a far distribuire i buoni prima di Natale, così da consentire alle famiglie di spenderlo per le festività, in realtà non sono stati ancora "attivati" dal Comune.

Spiega Romano: "Non riesco a dirvi il senso di vergogna che ho provato quando sono stato raggiunto dalle telefonate di alcuni cittadini che contavano disperatamente su questa misura che tutti sappiamo determinante per il contesto attuale. Purtroppo il grande sforzo lavorativo fatto dalla Casa del Volontariato e dal personale degli uffici comunali, che ringrazio uno ad uno per il lavoro immane fatto in pochi giorni, è stato vanificato dalla burocrazia e dalla politica: la modifica della macrostruttura e, in particolare, del cambio di dirigente al Settore Sociale con le conseguenquenziali problematiche di comunicazioni".

Non essendo stati attivati, dunque, i buoni non sono spendibili, almeno per il momento.

Ultima modifica il Venerdì, 25 Dicembre 2020 16:07

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