Stampa questa pagina
Giovedì, 22 Luglio 2021 18:19

"Aiutiamo Cuba nell'emergenza": lanciata campagna di solidarietà all'Aquila

di 

Una rete di associazioni e organizzazioni politiche e sindacali cittadine - Anpi, Anppia, Arcigay “Massimo Consoli”, Arci “Querencia”, Assur – Scuola Università Ricerca, Cgil, giornale anakanews.it, Globuli Rossi, Link coordinamento universitario, Movimento Giovanile della Sinistra, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Unione Degli Studenti - ha promosso una iniziativa di solidarietà a Cuba, contro l’embargo statunitense che colpisce l’isola, lanciando la campagna di sottoscrizione 'Aiutiamo Cuba nell’emergenza' promossa dall’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba.

"Sentiamo un particolare dovere di riconoscenza nei confronti di Cuba per l’intervento provvidenziale della brigata medica 'Henry Reeve' in soccorso del nostro paese, nel pieno dell’emergenza coronavirus che aveva portato al collasso il nostro sistema sanitario nazionale", hanno spiegato gli organizzatori riuniti nel piazzale antistante la Cgil all'Aquila.

"Cuba è sempre stata solidale nei confronti dei popoli colpiti da emergenze sanitarie, intervenendo con i propri medici nelle epidemie di Ebola in Africa, o dopo il devastante terremoto di Haiti. È proprio di questi giorni la notizia della tragica scomparsa di due medici intervenuti in Italia, Graciliano Diaz Bartalo e Lester Cabrera, morti a causa del covid-19 assistendo la popolazione locale di Cuba prima della produzione del vaccino Soberana. Alla loro memoria effettueremo la nostra sottoscrizione per il popolo e la Repubblica di Cuba".

In questi giorni abbiamo assistito a ingerenze e manipolazioni nella rappresentazione mediatica delle manifestazioni popolari avvenute a Cuba. "Numerosi mezzi di informazione nazionale o singoli opinionisti hanno descritto un quadro irrealistico della situazione, che non tiene conto delle complesse articolazioni interne alla società cubana. Nei giorni scorsi si sono svolte delle manifestazioni di protesta di una parte della popolazione. La maggior parte di queste proteste era rivolta alla condizione di difficoltà economica attraversata attualmente dall’isola. È stato lo stesso presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, a dialogare con i manifestanti nelle strade del paese, riconoscendo le ragioni di questa parte del malcontento. Non abbiamo visto queste immagini sui principali tg nazionali. Non riteniamo si possa parlare di 'dittatura militare', come hanno fatto alcuni opinionisti, per un paese dove il presidente incontra i manifestanti e viene liberamente contestato da una parte di loro".

Ciò che resta inammissibile per qualsiasi stato sovrano sono singoli episodi di violenza, peraltro in condizione di emergenza pandemica. In nessun caso la polizia cubana ha agito con la violenza sanguinaria che invece abbiamo visto qui in Italia 20 anni fa a Genova, si evince chiaramente da tutti i filmati. "Altra cosa inammissibile per qualsiasi stato sovrano è l’ingerenza straniera nell’aizzare proteste interne. Molte immagini trasmesse sono di manifestazioni svolte negli Stati Uniti dove vivono molti cubani in passato coinvolti nella dittatura di Batista. Altri cubani che vivono negli USA hanno invece promosso una raccolta fondi per sostenere l’isola, analoga a quella da noi promossa: http://www.juventudrebelde.cu/internacionales/2021-07-21/desde-estados-unidos-grupos-solidarios- envian-6-millones-de-jeringuillas-para-cuba".

Una parte dei cubani ha manifestato dissenso dal modello di società socialista: a Cuba i dissidenti possono esprimersi tramite i social network, a cui ha accesso tutta la popolazione. "Il governo della Repubblica di Cuba (dotata di assemblee elettive a suffragio universale con scrutinio segreto) ha tuttavia ancora il sostegno della maggioranza della popolazione, come hanno dimostrato le importanti manifestazioni filogovernative svolte con rigoroso rispetto delle misure anti-covid19".

Che Cuba attraversi una fase di grave crisi economica è evidente, ma occorre capire quale siano le cause della crisi. "Di certo la mancanza di turismo, che rappresenta un sostegno fondamentale all’economia dell’isola, fermato dalla condizione pandemica. Ma la causa principale è un’altra. Cuba è sottoposta da 60 anni a un embargo (“bloqueo”) da parte degli Stati Uniti che è bene sapere non riguarda semplicemente le relazioni economiche tra i due paesi, bensì mira a paralizzare completamente l’economia cubana impedendo gli scambi con il resto del mondo, pena limitazioni commerciali con gli USA (i dettagli delle sanzioni previste dall’embargo sono ben descritte da un recente articolo di Gianni Minà: https://ilmanifesto.it/ora-basta-aiutiamo-cuba-aiutiamoci-a- restare-umani/). L’embargo era stato allentato negli anni scorsi dal presidente democratico Obama, ma è stato poi inasprito con ulteriori 243 nuove misure da Donald Trump, ed è purtroppo proseguito per ora dall’amministrazione Biden".

Gli USA tentano evidentemente di piegare l’indipendenza dell’isola approfittando delle difficoltà dovute alla condizione pandemica, nonostante la recente risoluzione dell’ONU, che il 23 giugno ha votato quasi all’unanimità (eccetto USA e Israele ) per la fine dell’embargo: https://news.un.org/en/story/2021/06/1094612. "È questo uno dei paradossi a cui dobbiamo assistere: Cuba è stata in grado di produrre autonomamente, senza profitto di case farmaceutiche, ben due vaccini riconosciuti dall’OMS come altamente efficaci (Abdala al 92%), ma ha difficoltà di approvvigionamento dei più elementari strumenti medici come le siringhe a causa dell’embargo statunitense. È evidente come questa misura vada a colpire la popolazione inerme violando i più elementari diritti umani".

La campagna di sottoscrizione promossa dall’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba è volta proprio alla fornitura di siringhe per poter vaccinare periodicamente la popolazione (il 70% dei cubani riceverà la prima dose di vaccino entro la fine di agosto). Come ha scritto il giornalista Gianni Minà, «per gli Stati Uniti è dittatura tutto ciò che è diverso dalla loro ideologia neoliberale». Ma per Cuba l’alternativa non sarebbe la ricchezza degli Stati Uniti (profondamente diseguale al suo interno, e fondata sul dominio dei paesi poveri del mondo), bensì la condizione indirettamente coloniale dei paesi caraibici limitrofi, come Haiti o la Repubblica domenicana, dove la popolazione vive in stato di estrema povertà e non ha accesso ai più elementari servizi e diritti, mentre prosperano i profitti delle multinazionali che ne controllano l’economia.

Pur nell’emergenza, è stato ribadito, "a Cuba ciascun cittadino ha garantito vitto, alloggio, lavoro, sanità e istruzione fino ai più alti gradi. La Costituzione cubana tutala i diritti delle minoranze e la libertà di orientamento sessuale. Per tutte queste ragioni, come cittadini e cittadine italiani promuoviamo la campagna di sottoscrizione 'Aiutiamo Cuba nell’emergenza', ringraziamo ancora la brigata medica internazionalista e umanista 'Henry Reeve', ci dichiariamo solidali alla Repubblica di Cuba, condanniamo ogni ingerenza esterna e manipolazione mediatica sull’autonomia dell’isola e soprattutto chiediamo la fine immediata dell’embargo statunitense che affama il popolo cubano violando i più elementari diritti umani".

IMG-20210719-WA0003

Articoli correlati (da tag)