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Sabato, 02 Agosto 2014 01:22

Dall'Africa al Gran Sasso: la storia dei rifugiati ospiti a Castel del Monte

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Sono arrivati in Italia dal Mali (dove la guerra scoppiata due anni fa è ancora in corso) viaggiando prima attraverso il deserto, a bordo di mezzi di fortuna - vecchi trabiccoli stipati di decine di disperati - senza cibo né acqua, poi imbarcandosi su una delle tante carrette del mare che solcano il canale di Sicilia, dirette verso le coste italiane. 

Nel mezzo della traversata, molti di loro hanno conosciuto le violenze dei ribelli in rivolta contro il governo centrale maliano nonché l'inferno delle prigioni libiche. Nella Libia liberata da Gheddafi, passaggio obbligato per tutti i migranti provenienti dal Sahel, permangono infatti gravi problemi di razzismo contro la popolazione nera, poiché neri erano molti mercenari del raìs.

Hanno tutti una storia da raccontare, i quindici ragazzi maliani richiedenti asilo che, dalla primavera scorsa, sono ospitati a Castel del Monte in un centro di accoglienza straordinario gestito dal Comitato Territoriale Arci dell'Aquila, in convenzione con la prefettura e in collaborazione con il Comune del piccolo borgo del Gran Sasso.

Li abbiamo incontrati in occasione della Festa dell'Intercultura e dell'Accoglienza svoltasi mercoledì scorso: una giornata organizzata dall'Arci come occasione di divertimento e condivisione ma anche come momento di riflessione sulle tematiche relative alle migrazioni.

"I ragazzi sono tutti richiedenti asilo con permesso di soggiorno" ci spiega Andrea Salomone, coordinatore del progetto Sprar (Accoglienza Richiedenti Asilo e Rifugiati) "Sono arrivati in Italia lo scorso inverno. Una volta sbarcati, sono stati ospiti a Siracusa in un centro d'accoglienza, rimanendo lì per mesi non solo senza che venisse ufficializzata la loro richiesta d'asilo ma anche senza che venissero seguiti con corsi di lingua e altri programmi di inserimento. Una volta arrivati qui, abbiamo cercato di far recuperare loro il tempo perduto, ufficializzando la richiesta di asilo grazie anche alla collaborazione della prefettura e della questura. Abbiamo cercato di accelerare le loro pratiche e tra settembre e ottobre tutti quanti verranno sottoposti al giudizio della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale".

In attesa di quel giorno, i ragazzi (tutti giovanissimi) vivono a Castel del Monte, dove, passato lo spaesamento iniziale, sono riusciti ad ambientarsi abbastanza bene, vincendo anche la diffidenza della comunità del piccolo borgo montano: "L'esperienza sta andando benissimo" dice Andrea "Quando siamo arrivati qui a Castel del Monte eravamo abbastanza sicuri di trovare un'accoglienza calorosa ma di certo non ci aspettavamo di stare così bene. Tutta la cittadinanza ha risposto benissimo. Ovviamente all'inizio un po' di scetticismo c'è stato ma è normale. Passato quello, i ragazzi sono stati accolti bene da tutti: dalle signore della casa di riposo con le quali mangiano alla farmacista che li ha adottati al sindaco".

Il programma di accoglienza prevede che tutti i migranti partecipino a varie attività, dai corsi di italiano a quelli di educazione civica e geografia. "Il Comune" spiega ancora Andrea "ci ha messo a disposizione anche la palestra. Grazie a questa concessione, i ragazzi possono andare quattro volte a settimana a fare sport. Almeno una volta a settimana scendono giù da noi all'Aquila per conoscere meglio la città ed essere seguiti dalla nostra psicologa. Una piccola realtà come quella di un paese ha sicuramente dei contro rispetto alla città ma abbiamo trovato anche tanti pro. Sotto molti aspetti, qui a Castel del Monte è stato più facile organizzare e realizzare tutte queste attività, all'Aquila sarebbe stato più faticoso".

Loro - Maricaud, Mahmoud, Moussa e tutti gli altri - sono preoccupati per i parenti rimasti in patria e di cui non hanno più notizie, mentre ancora infuria la guerra civile. Ma sperano di ottenere il prima possibile il riconoscimento dello status di rifugiati, che consentirebbe loro di rimanere in Italia, dove sono venuti in cerca di speranza e futuro.

Nel video, le interviste a Andrea Salomone e ad alcuni dei ragazzi ospiti del centro di accoglienza di Castel del Monte. Si ringrazia per la traduzione simultanea dal francese Annalisa D'Antonio dell'Arci

 

Ultima modifica il Lunedì, 04 Agosto 2014 16:45

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