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Giovedì, 18 Settembre 2014 16:10

Sharper: i ricercatori 'invadono' la città. Il programma definitivo

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Manca poco ormai a Sharper, Notte Europea dei Ricercatori e L'Aquila freme di curiosità per un progetto tanto atteso, quanto insolito. Stamane, intanto, presso la Sala consiliare del Comune dell'Aquila si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del programma. L'evento è composto da più di venti attività che il 26 settembre risveglieranno il centro storico e si svolgeranno in contemporanea con Ancona e Perugia. L'iniziativa, lo ricordiamo, fa parte del progetto Sharper (acronimo di Sharing Researchers' Passions for Excellence and Results), sostenuto dalla Commissione Europea e coinvolge, a livello locale, molte tra associazioni e realtà cittadine.

Il direttore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso (Lngs), Stefano Ragazzi, ha spiegato: "Questa iniziativa è una sorta di grande metafora di quello che dovrebbe essere la ricerca. E' solo un piccolo seme che però ha bisogno della popolazione per crescere. Lo stesso vale con il lavoro di tutti i giorni: si può fare la migliore ricerca del mondo ma poi la popolazione deve farla propria ".

"Il progetto - ha ricordato Ragazzi - è finanziata dalla Commisione Europea con 50mila euro in due anni (è prevista una seconda edizione nel 2015, anno del decennale della manifestazione, ndr.), una cifra in realtà trascurabile, se si considera la mole di lavoro, ma che è bastata per suscitare l'entusiasmo di tutti coloro che sono stati coinvolti".

D'accordo sullo sfruttare le "poche risorse disponibili" per iniziative come questa, anche il vice-presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che ha esortato a valorizzare la ricerca e le grandi ricchezze del territorio come l'Università, i Laboratori del Gran Sasso ed il Gssi. "Soprattutto perché - ha specificato Lolli - abbiamo deciso di fare del Gran Sasso un brand, anche con altre iniziative come il Festival della Montagna, che si terrà ad ottobre e che ritengo avere molte sinergie positive con questo progetto".

Presente alla conferenza stampa anche il direttore generale dell'Università degli Studi dell'Aquila, Pietro Di Benedetto, che ha invitato i presenti a riflettere sul nome scelto per l'evento: "Non si parla di 'notte della ricerca' ma dei ricercatori, perché vogliamo sfatare degli stereotipi: i ricercatori sono persone attive sul territorio, che vivono e si innamorano della nostra città".

Luca Ottaviano, ricercatore del Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche e delegato alla Notte dei Ricercatori dalla Rettrice ha poi illustrato brevemente i punti salienti del programma. "I venti eventi, che si svolgeranno dal pomeriggio fino a notte inoltrata, - ha spiegato - sono rivolti a fasce di età differenti ma principalmente a bambini e ragazzi perché, non lo nascondiamo, lo scopo è anche quello di reclutare scienziati".

Tra le tante attività che animeranno la festa, la parola d'ordine sembra essere 'coinvolgimento': niente di meglio dunque che far uscire la scienza dai laboratori per abbracciare non solo le persone ma anche i luoghi della quotidianità. Ad esempio, di grande impatto sarà certamente "Rugby demonstrators" in cui si dimostrerà come sport e fisica siano gemellabili, o la caccia al tesoro con i QRCode aperta a ragazzi e adulti, o ancora lo spettacolo "Musica e matematica" con I Solisti Aquilani. Senza dimenticare la mongolfiera che si alzerà in volo per trenta metri sullo Stadio Comunale, sempre con la guida degli scienziati che ne spiegheranno il funzionamento. Ci saranno poi una serie di eventi per avvicinare il grande pubblico ai ricercatori, in modo non convenzionale: dall'illustrazione delle loro ricerche mentre si sorseggia una birra, all'happy hour della Scienza, sino al racconti e agli aneddoti della vita di tutti i giorni che i ricercatori narreranno in prima persona.

"E' la prima volta che si crea una rete tra una serie di istituzioni nella nostra città", ha sottolineato il sindaco Massimo Cialente.

Come mai non è accaduto prima? Lo abbiamo chiesto a Stefano Ragazzi, direttore del Lngs, a margine della conferenza stampa.

"Ci sono scambi quando si individua un elemento concreto su cui collaborare, - ha risposto - ma molte volte manca l'obiettivo comune. Questa iniziativa ha un contributo relativamente modesto da parte dell'Unione Europea per due anni, dopodiché si potrà ancora presentare il progetto. Tra l'altro, il successo di quest'anno costituisce pregiudizio per una valutazione positiva di un lavoro successivo".

"Vorrei - conclude - che Sharper sia l'inizio di una collaborazione, un dialogo quotidiano tra le istituzioni di ricerca e la popolazione: troppo spesso quando si parla di eccellenze, sembra si parli di qualcosa di irraggiungibile ed invece sono qui, alla portata di tutti coloro che vogliono impegnarsi".

Il programma completo dell'evento

 

Ultima modifica il Venerdì, 19 Settembre 2014 10:42

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