Venerdì, 17 Maggio 2013 18:35

La valle Subequana, un patrimonio tra abbandono e nuove iniziative

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La valle Subequana, un patrimonio tra abbandono e nuove iniziative foto De Iure

Un' ampia valle, prevalentemente collinare, costellata da borghi medievali e solcata dal fiume Aterno; villaggi d'altura in pietra e splendide terrazze sulla catena montuosa del Sirente-Velino: tutto questo a pochi chilometri dalla città dell'Aquila, in un territorio spesso sconosciuto a molti aquilani che in parte in questi posti hanno le loro origini familiari.
Eppure, fino agli anni '70, quando fu costruita l'autostrada, la Valle Subequana era l'unico modo per giungere a Roma partendo dalla costa adriatica tramite il percorso dell'antica Via Tiburtina Valeria (SS 5). Ma la presenza umana in questo territorio è testimoniata fin dalla preistoria: numerosi sono i siti archeologici presenti nella valle, tra i quali il noto tempio italico di Castel di Ieri e la catacomba di Castelvecchio Subequo, che però risultano essere "nascosti" alla popolazione e ai turisti a causa di una pessima gestione dei beni culturali che non è una novità nel nostro paese.

Veri e propri gioielli significativi non solo per l'architettura e l'arte medievale abruzzese, e che nulla hanno da invidiare ai più noti borghi di altre regioni italiane, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Castel di Ieri e Molina Aterno sono solo alcuni dei circa venti comuni che fanno parte di un prezioso patrimonio storico-artistico che è stato incredibilmente preservato dall'esagerata urbanizzazione, dal moltiplicarsi dei centri commerciali e dal consumo di suolo.
Persino M. C. Escher, famoso incisore olandese dei primi del Novecento, visitò la Valle Subequana in uno dei suoi lunghi viaggi nei territori poco noti dell'Italia, e successivamente ne inserì il paesaggio nella sua famosa opera titolata "Belvedere".

Questi paesi però sono soggetti ad una fortissima diminuzione della popolazione, che negli ultimi 50 anni si è più che dimezzata; dal 2010 tra le valli dell'aquilano, la Subequana è quella con il più alto indice di decremento demografico.
La situazione subisce un lieve cambiamento con l'arrivo dell'estate quando timidi turisti in gran parte stranieri, attirati in special modo dai percorsi naturalistici del Parco, si aggirano tra borghi, trattorie a gestione familiare, conventi e sentieri di montagna. Molti stranieri hanno già acquistato, con poche migliaia di euro, case e vecchie cantine nei diversi borghi della valle dove poter trascorrere le vacanze in un clima di totale armonia con la natura e la storia che evidentemente, a loro, la Valle Subequana riesce a trasmettere.

Ci sarebbe bisogno, in realtà, di un reale piano di sviluppo turistico, e un passo in questa direzione è stato di recente fatto dal Parco Regionale Naturale Sirente Velino che sta promuovendo, con il progetto Parco in treno, l'itinerario di viaggio attraverso la linea ferroviaria L'Aquila-Sulmona che fa tappa nei diversi borghi della valle segnalando di volta in volta i luoghi di interesse naturalistico e culturale.

Un'altra iniziativa degna di nota è l'inizio della seconda stagione dei Mercati Contadini Super Equi, mercati itineranti di produttori locali nei comuni di Fontecchio, Castel di Ieri e Molina Aterno.
L'esperienza è iniziata la scorsa estate per iniziativa di un alcune persone che vivono in valle e ha in primo luogo l'obiettivo di riportare non solo l'attenzione sulle bellezze naturali e culturali dei borghi coinvolti, ma anche di promuovere l'incontro diretto tra produttori e consumatori nell'ambito dell'agricoltura contadina biologica, delle produzioni eco-compatibili, del risparmio delle risorse naturali e dell'autocertificazione delle produzioni biologiche tramite la conoscenza diretta.

Passando dai legumi agli ortaggi di stagione, gustando formaggi e miele di produzione locale, i mercati saranno un'occasione per conoscere da vicino i produttori e i prodotti del nostro territorio e condividere esperienze anche attraverso un momento conviviale di pranzo con prodotti a chilometro zero. Dunque non più alimenti che vengono da migliaia di chilometri di distanza, tenuti in celle frigo per giorni, prodotti con metodi sconosciuti in zone sconosciute, con altissimi costi in termini di utilizzo delle risorse e di inquinamento ambientale. I prodotti che si troveranno nei mercati itineranti saranno il più possibile locali e biologici.
I mercati saranno anche occasioni utili dal punto di vista sociale: luoghi in cui costruire nuove relazioni, sviluppare idee e progetti attraverso una modalità che ben contraddistingue il nostro territorio: lo stare insieme a tavola; e chissà che non venga a qualcuno l'idea di lasciare la "NewTown" e trasferirsi in valle.

Ultima modifica il Sabato, 18 Maggio 2013 15:44

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