Stampa questa pagina
Domenica, 02 Giugno 2013 13:47

Fra luoghi imposti e luoghi negati: il recupero della memoria per ricostruire, in due opere al Palazzetto dei Nobili

di 

Si è tenuta ieri pomeriggio, al Palazzetto dei Nobili, la presentazione di "In pieno vuoto. Uno sguardo sul territorio aquilano", di Antonio Di Cecco [Peliti Associati, 2013], e "Spaesati. Luoghi dell'Italia in abbandono tra memoria e futuro", di Antonella Tarpino [Einaudi, 2012].

I due autori, insieme a Laura Moro, Benedetta Castelli Guidi e Alberto Saibene, hanno discusso e illustrato le loro opere, diverse ma complementari. Hanno sviscerato di fronte al pubblico le motivazioni di tali lavori, riflettendo sul significato particolare che assumono in questo momento storico, per L’Aquila e per l’intero paese.

“Questo lavoro è una presa di coscienza di ciò che è accaduto e della profonda diatriba che in questo territorio si vive tutti i giorni - ha detto Antonio Di Cecco - la dicotomia fra i luoghi imposti e i luoghi negati”
L’opera di Di Cecco è il risultato di un’attenta analisi della trasformazione urbanistica e sociale del capoluogo abruzzese durata tre anni, dal 2009 al 2011.
Un lavoro che non rientra nel sensazionalismo della macchina mediatica e commerciale che ha deturpato ulteriormente L’Aquila del dopo-terremoto. L’obiettivo è immortalare la perdita.

Partendo dal centro storico smostrato e dai borghi devastati delle frazioni aquilane per arrivare ai Progetti CASE e ai MAP. L’autore si è mosso per cerchi concentrici -come l’onda d’urto del sisma- seguendone l’evoluzione attraverso il tempo.

Diverso l’iter seguito da Antonella Tarpino, che propone un “sopralluogo memoriale” dell’intera penisola.
La scrittrice, ripercorrendo la storia italiana attraverso luoghi dimenticati, abbandonati o trasformati, una volta all’Aquila si è soffermata sulle rovine e i mutamenti del capoluogo d’Abruzzo.

“La memoria è il percorso attraverso il quale costruiamo il nostro futuro - ha detto - è uno strumento di responsabilità e di critica del presente”. Solo così possiamo comprendere, nel caso aquilano e degli altri territori italiani colpiti da calamità naturali, cosa ancora non è stato fatto per impedire il degrado e agire di conseguenza.

Ultima modifica il Lunedì, 08 Luglio 2013 12:34

Articoli correlati (da tag)