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Venerdì, 06 Febbraio 2015 17:17

Cibo e montagna: l’aquilana Nadia Moscardi porta la sua cucina a Milano

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Sarà Nadia Moscardi, chef del ristorante Elodia (Camarda, L'Aquila) a presentare l'identità della montagna attraverso i suoi piatti in Identità Golose. L’appuntamento di fama internazionale, giunto alla sua undicesima edizione, si svolgerà domenica 8 febbraio, alle 14, come di consueto ogni anno a Milano, con l’adesione dei più rinomati chef del mondo.

Accanto a lei, nell’evento "Identità di montagna" colleghi trentini, alto-atesini, a testimonianza di quanto la giovane sia riuscita a ricavare uno spazio di rilievo sia per le sue creazioni sia per la terra da cui prendono forma, al pari delle più lanciate località alpine e accanto al pluristellato di Castel di Sangro, Niko Romito.

Nadia si esibirà nella prima giornata della kermesse, quella di domenica, portando all’attenzione di esperti e curiosi, i piatti ispirati al Gran Sasso, ai cui piedi sorge il ristorante che gestisce insieme al fratello Antonello e alla sorella Wilma, sotto lo sguardo amorevole e maestro della mamma Elodia, e giunto ormai ai suoi 40 anni di attività. Le pietanze che Nadia preparerà saranno “Coregone, pastinaca ed erbe spontanee”, “Consistenze dell’orto” e “Gelato di sedano d’acqua, mela verde e anice stellato”.

“Ho sempre utilizzato i prodotti della mia terra nelle proposte di Elodia - ha raccontato la chef - ma questa volta ho voluto raccogliere dalla nostra natura ancora selvaggia alla ricerca di prodotti rari e preziosi come la pastinaca (antica e rara carota tipica aquilana) o il coregone del lago di Campotosto, pesce poco conosciuto già presente in antiche ricette. Nei campi vicino al mio ristorante, poi, insieme a un’amica esperta di erbe spontanee, ho scoperto un mondo di varietà e gusti vegetali sconosciuti come il rosolaccio e la piantaggine, i germogli di fiume, la veronica o il sedano d’acqua e i semi di panace, il cui sapore ricorda la buccia del limone, o i semi di lunaria, il cui sapore piccante ricorda il rafano. Erbe spontanee che sfidano il gelo e il fango invernali”.