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Sabato, 21 Febbraio 2015 19:28

Un milione all'anno per la Capitale della cultura, altra opportunità per L'Aquila

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Il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha pubblicato il bando [leggi il bando] per individuare le capitali italiane della cultura nel 2016 e nel 2017. Per il 2015 il titolo è stato già conferito, ex aequo, alle cinque finaliste - esclusa la vincitrice Matera - per la Capitale europea della cultura 2019: Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna.

Le altre città che avevano lavorato al progetto per la candidatura del 2019 possono cogliere questa nuova occasione di capitalizzare e migliorare il lavoro fatto per la valorizzazione del loro patrimonio culturale.

Su L'Aquila molte voci si sono espresse in questa direzione all'indomani della "bocciatura" nella corsa alla candidatura per il 2019. Sarebbe allora coerente per il capoluogo abruzzese pianificare una revisione del progetto iniziale sulla base di una condivisione ed analisi degli elementi che hanno determinato l'esclusione. Una rimodulazione partecipata del progetto sarebbe quindi una sfida anche alla luce dei criteri richiesti dal bando. Gli obiettivi che indica il Mibact sollecitano una attenzione alla progettazione integrata, alla pianificazione strategica e al considerare lo sviluppo culturale parte del progresso economico e di una maggiore coesione sociale di città e territori.

Si pone poi l'accento sulla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e sul miglioramento dei servizi rivolti ai turisti fino allo sviluppo di industrie culturali e creative anche per favorire i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana.

Il 31 marzo è il termine per presentare la domanda di candidatura, con il programma delle attività previste. Una giuria individuerà dieci progetti che entro il 30 giugno dovranno essere ulteriormente dettagliati. Due città verranno poi proposte al Mibact Capitali italiane della cultura per 2016 e per il 2017, con un finanziamento al programma di un milione di euro per ogni annualità.

Potrebbe essere una seconda opportunità per il capoluogo abruzzese, anche se nessuno degli attori politici principali ne ha parlato fino ad ora.  

 

Ultima modifica il Lunedì, 23 Febbraio 2015 09:10

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