Stampa questa pagina
Mercoledì, 12 Agosto 2015 00:00

Arte: all'Aquila nasce 'V AR CO', un avamposto della contemporaneità

di 

'V AR COVerdi Arte Contemporanea': questo è il nome di un nuovo progetto per L'Aquila.

Tre parole che subito fanno intuire di cosa si tratta perché i direttori artistici - di quello che sarà non solo uno spazio espositivo - attraverso quest’apertura vogliono offrire una nuova soglia da varcare in un centro storico che ha ormai da troppo tempo una predisposizione alla chiusura.

Un altro segno di nuova vita per L'Aquila, nella centralissima via Verdi, nel cuore di un centro storico in cui stanno timidamente tornando ad affacciarsi alcuni palazzi nobiliari e piccole attività commerciali e studi in essi dislocati.

Vestendo contemporaneamente anche i panni di artisti, gli ideatori di Varco -  avamposto della contemporaneità in arrivo in città - conoscono le dinamiche di gallerie, musei o spazi espositivi; qual è l'obiettivo? Rendere e far percepire questo spazio come un incubatore di libertà senza freddi dettami utili solo al congelamento della creatività.

Ma scopriamo qualcosa in più:

  • CHI - Piotr Hanzelewicz, Andrea Panarelli (artisti) e Paola Marulli (storica dell'arte), con una decina di artisti invitati;
  • COSA - Una dimensione. Uno spazio che mira alla definizione di senso. Un contenitore che lavora solo come involucro di un contenuto prezioso ed autonomo. Non uno spazio di rappresentanza;
  • DOVE - L'Aquila, una città che - secondo i tre attori di questo nuovo progetto - ha perso lo status di città. Ma è proprio qui che il nome Varco ha ragion d'essere: varco tra centro e periferia, tra valore e dissipazione;
  • QUANDO - Un anno. Un artista ogni mese a partire dall'apertura;
  • COME - Da artisti, gli ideatori credono negli artisti validi a prescindere dal sistema di mercato. Le scelte sono legate al gusto e non alla convenienza. Non si disdegna il mercato, ma Varco non sarà un supermercato;
  • PERCHE' - "Ne avvertiamo l'esigenza dal momento che viviamo in questo 'dove'", spiegano gli ideatori. "Crediamo, senza pretese, nella capacità del progetto di incidere come un bisturi nel tessuto di una comunità che cerca di ricomporre una sua dimensione".

VARCO dunque è molto di più di una semplice galleria d'arte. E' anche un luogo d'incontro e di confronto diverso da un bar o da una libreria. Dodici mesi lunghi un anno, questo è il limite temporale di Verdi Arte Contemporanea che intende proporre una dozzina di interventi partendo dall'inaugurazione che vedrà protagonisti i “portafortuna” di Spazio Y di Roma di cui Varco condivide natura e intenti. Alcuni degli amuleti già esposti nello spazio romano saranno all'Aquila come segno di augurio e saranno accompagnati da nuovi scaccia guai.

Chiediamo a Paola Marulli, storica dell'arte specializzata nel contemporaneo, quando VARCO aprirà i battenti, curiosi di entrare in questa nuova dimensione in arrivo all'Aquila.

"Il cantiere sarà riconsegnato a fine estate e la mostra inaugurale vedrà la presenza dei portafortuna in parte già esposti nei locali di Spazio Y a Roma. Molti degli artisti e intellettuali partecipanti hanno di buon grado accolto la proposta di Varco e alle già consolidate presenze si sono poi aggiunti, tramite una call, nuove opere/amuleto che hanno come scopo quello di portare fortuna sia a Varco che alla città. Nel corso dei mesi successivi all’inaugurazione si alterneranno per lo più mostre personali e si cercherà in questo modo d’instaurare un rapporto diretto con la città cercando di orientare l’immaginario comune verso un’idea dello Spazio aperta e condivisa".

Quali reazioni vi aspettate dalla città dell'Aquila, città del com'era dov'era e dove mens immota manet?

"A dirla tutta non abbiamo particolari propositi se non quello di aprire una nuova prospettiva di contemporaneità da condividere anche con le realtà già presenti sul territorio. La nostra intenzione è costruire un qualcosa insieme alla cittadinanza, che dal suo canto, dovrà essere pronta ad accettare il nuovo e provare a liberarsi dai vecchi retaggi culturali che da sempre dominano questa città. Il “motto” mens immota manet identifica una condizione di passività nel fare e un atteggiamento di critica per chi tenta di stimolare un qualche pensiero, ma mi auguro che il tutto possa essere risolto con una buona dose di curiosità verso l’attività di Varco che si apre alla collaborazione per cercare di creare finalmente una rete del contemporaneo all’Aquila. Veniamo alla programmazione".

Come sono stati scelti gli artisti selezionati?

"La scelta degli artisti è stata dettata dalla volontà di creare un programma eterogeneo fatto di artisti italiani. Si tratta di artisti presenti e riconosciuti sulla scena nazionale ed internazionale già noti al mercato dell’arte, molti di loro hanno da tempo superato i confini nazionali. Per essere un po’ più pragmatici vogliamo ricordare che l’arte contemporanea, oltre a rappresentare un valore da un punto di vista culturale, è presente nei mercati finanziari internazionali come oggetto di investimenti di capitale. Non vogliamo essere la nuova Christie’s, ma al di là del mero valore estetico o del “ma cosa vuol dire?” l’arte contemporanea muove ingenti somme di denaro che alimentano il sistema dell’arte con cui dobbiamo per forza fare i conti".

Il progetto è supportato dall’associazione culturale SOMA, nata nel 2014 con l’obiettivo di promuovere e divulgare i linguaggi dell’arte contemporanea nel territorio aquilano e sostenuto, tra gli altri, dalla Fondazione Carispaq.

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Agosto 2015 11:55

Articoli correlati (da tag)