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Giovedì, 03 Dicembre 2015 23:37

Masterplan per il Sud: il Governo chiede di ridurre le pretese economiche

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"In relazione alle notizie apparse nei giorni scorsi sul blog Maperò e riprese (senza peraltro assumere alcun elemento di riscontro) dal Tgr Abruzzo nell’edizione delle 19.30, aventi ad oggetto il Masterplan per il sud, è doveroso, nell'interesse dell'Ente, già gravemente leso dalla portata intrinsecamente falsa e diffamatoria delle notizie medesime, precisare la verità dei fatti e stigmatizzare un modo di fare contro-informazione che ha come prima vittima gli stessi utenti, lettori e telespettatori, per di più residenti sul territorio regionale".

Si legge in una nota firmata dall'avvocato Cristina Gerardis, Direttore Generale della Regione Abruzzo, e pubblicata mercoledì scorso, in maniera piuttosto inusuale, sul profilo Facebook personale del Presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso. Una nota molto dura, con la Gerardis che si è scagliata contro l'articolo pubblicato da Lilli Mandara il 1 dicembre e che, in poche parole, raccontava della presunta bocciatura del Masterplan presentato dal Governo regionale al premier Matteo Renzi.

"Niente, non ne imbrocca una", aveva scritto Lilli Mandara. "Il masterplan della Regione Abruzzo, quello dei maxi tavoli con intorno fior di professionisti professoroni consulenti per tutte le stagioni e per tutti i governatori di destra e di sinistra e anche quelli shakerati come Luciano D’Alfonso, dei maxi vertici con parlamentari sindaci e sindacati, e delle promesse, trenta a te quaranta (milioni) a quell’altro, è stato rispedito al mittente. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi l’ha rimandato indietro: bocciato. Luciano D’Alfonso dovrà metterci una pezza, se vuole stare al passo con le altre Regioni. E tagliare un po’ di spese e soprattutto mitigare le pretese. Insomma, una scala di priorità, sennò non se ne parla. Per ora, uno schiaffo in faccia".

Il succo dell'articolo, la presunta bocciatura del Masterplan, è stato poi ripreso anche dal Tgr Abruzzo. Scatenando la reazione della Geraldis e la rabbia, c'è da scommetterci, del presidente della Giunta regionale. "Il complesso lavoro sulla formazione del documento ha avuto e ha la diretta e attentissima regia del vertice politico e tecnico dell'Ente, con il massimo coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi, idee e progetti", ha tenuto a precisare il Direttore regionale. "É radicalmente contrario al vero affermare che il Masterplan sarebbe stato 'bocciato' dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e 'rispedito al mittente'. E infatti sono tuttora in corso utili e fruttuose interlocuzioni tra i vertici della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Direttore Generale e il Direttore del Dipartimento dello Sviluppo Economico dott. Tommaso Di Rino, finalizzate a definire correttamente e in modo omogeneo rispetto alle altre regioni del Sud il testo del Patto, che verrà sottoscritto entro questo mese tra il Presidente Renzi e il Governatore D'Alfonso". Pertanto, ciò che è stato diffuso sarebbe - scrive Geraldis - "non solo profondamente falso e frutto, invero, di una pura invenzione, ma idoneo a cagionare alla Regione e al territorio un gravissimo danno all'immagine, alla reputazione nonché un potenziale e non calcolabile pregiudizio economico. Sarà cura degli uffici legali valutare con quali modalità verranno assunte tempestive iniziative a tutela della Regione, da svolgersi nell'immediato nelle opportune sedi giudiziali e stragiudiziali".

Parole durissime, come detto. Che hanno sollevato un polverone, costringendo ad intervenire anche il presidente dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta. "Appare singolare la scelta adottata dalla Regione Abruzzo, di formulare attraverso il profilo Facebook del suo presidente, Luciano D'Alfonso, una sorta di requisitoria contro il blog Maperò della collega Lilli Mandara e il Tg Abruzzo, a firma del direttore generale dell'ente, l'avvocato Cristina Gerardis", ha sottolineato Pallotta. "Prescindendo da considerazioni di merito - il tempo si incaricherà di chiarire come sono effettivamente andate le cose - appare singolarmente spropositato il fuoco di espressioni utilizzate per contestare i servizi in questione, uno dei quali oltretutto corredato delle dichiarazioni del vice presidente della Regione. Nel caso la dottoressa Gerardis avesse voluto muovere rilievi ai servizi in questione - ha rilevato - avrebbe agevolmente potuto fare riferimento alle vigenti norme in materia di rettifica, senza sentire il bisogno di chiamare in causa 'un gravissimo danno all'immagine, alla reputazione nonché un potenziale e non calcolabile pregiudizio economico', peraltro tutti da dimostrare trattandosi di un mero documento di programmazione. Piuttosto che verso il legittimo esercizio della libertà di stampa, che certamente sta a cuore tanto al presidente della Regione che al direttore generale - ha aggiunto quindi il presidente dell'Ordine - crediamo sia meglio risparmiare tanta enfasi per altre più serie occasioni. O per qualcuno dei gravi problemi che affliggono l'Abruzzo".

Al di là delle polemiche per l'inusuale 'uscita' del Direttore Generale, però, come stanno davvero le cose?

 

Il braccio di ferro tra Governo e Regione. L'esecutivo: "Ridurre le pretese economiche"

Il Patto per l'Abruzzo presentato dalla Giunta regionale al Governo, nell'ambito del Masterplan per il Mezzogiorno annunciato, proprio a L'Aquila, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, non sarà stato bocciato ma stoppato si, almeno per il momento, e non è certo un mistero. D'altra parte, anche il Direttore Generale spiega come siano in corso "utili e fruttuose interlocuzioni" con i vertici della Presidenza del Consiglio dei Ministri per "definire correttamente e in modo omogeneo rispetto alle altre regioni del Sud il testo del Patto".

Qualche problema c'è, insomma. Vanno specificate meglio le priorità e, soprattutto, vanno ridotte le pretese economiche.

D’Alfonso, lo ha ribadito anche a Newstown, si aspetta almeno 500milioni. Troppi soldi, per l'esecutivo, che chiede interventi strategici, circostanziati e cantierabili nel giro di due anni. Su questo, Renzi è stato molto chiaro. Meno preciso è stato sulla quantificazione delle risorse che il Governo dovrebbe destinare al rilancio del meridione. Si parla di 19miliardi di euro cui andranno aggiunte risorse regionali e di derivazione nazionale ed europea: una cifra 'importante', visto il particolare momento storico che vive il Paese. Molto dirà, in questo senso, la Legge di stabilità che verrà approvata nelle prossime settimane.

La sensazione, però, è che il Governo potrebbe impegnarsi a co-finanziare progetti che hanno già ottenuto il sostegno economico dell'Europa.

Ha ragione Lilli Mandara, insomma, quando sottolinea come sia avventato pensare di investire 30 milioni sul comprensorio Passo Lanciano-Maielletta. Così come suonerebbe stonato, nel contesto descritto, un finanziamento al progetto dell'imprenditrice turistica Barbara Ciarrapico che vorrebbe trasformare il borgo di Pennadomo in un resort a 5 stelle.

Ma cosa prevedeva il Masterplan per l'Abruzzo presentato al Governo e che, ora, D'Alfonso dovrà tentare di limare?

 

Masterplan per il Mezzogiorno: il Patto d'Abruzzo

"Abbiamo messo in evidenza interventi consistenti sul recupero di efficienza del ciclo idrico integrato così come della sicurezza di suolo e sottosuolo - aveva spiegato il Presidente a NewsTown giusto un mese fa, a margine di una riunione di maggioranza convocata a Palazzo Silone proprio per discutere del Masterplan - inoltre abbiamo preteso dare continuità e compiutezza all'armatura delle piste ciclabili del cicloturismo e delle ciclovie abruzzesi. Non solo. Intendiamo finanziare una serie di opere faro, tipo l'Abbadia di Sulmona, e altre opere significative connesse alla potenza dei nostri parchi. Per la prima volta compare in un documento di programmazione finanziante la messa in sicurezza, per la piena godibilità, anche delle aree a parco e riserva di Regione Abruzzo, stabilendo una risorsa per la segnaletica e la sentieristica montana".

In particolare, la Giunta regionale vorrebbe potenziare con cinque impianti a fune il comprensorio sciistico Rivisondoli-Roccaraso, e intervenire, come detto, sul comprensorio Passo Lanciano-Maielletta.

Il grosso degli interventi, tuttavia, è previsto sulle infrastrutture. La nuova viabilità tra L'Aquila e Pescara è "una delle infrastrutture della gomma per la mobilità abruzzese", ha sottolineato D'Alfonso. "C'è poi il quarto lotto della Teramo mare, l'allungamento dell'asse attrezzato fino al porto di Pescara, l'ultimo miglio ferroviario del porto di Vasto e, naturalmente, opere di messe in sicurezza anche concernenti, per esempio, la Pedemontana nel tratto Guardiagrele - Fara San Martino, a servizio delle imprese. Interventi significativi sono previsti anche per la superstrada del Liri", ha promesso.

Nel Masterplan sono previsti, inoltre, interventi di completamento e potenziamento dei porti di Pescara e Ortona, l'attesa variante alla statale 16 tra Vasto e San Salvo, l'allungamento della pista di volo dell'Aeroporto d'Abruzzo oltre a due impianti a fune, a Chieti e Teramo, per il collegamento dei centri storici con le sedi universitarie. Vengono richiesti, infine, fondi per le politiche destinate al lavoro: accesso al credito per le imprese in difficoltà, alta formazione, istruzione e formazione tecnica e professionale, borse di studio e di ricerca in ambito industriale, senza dimenticare le risorse per l'innovazione e la ricerca.

Ultima modifica il Venerdì, 04 Dicembre 2015 13:14

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