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Giovedì, 17 Dicembre 2015 12:38

Regione: approvato Pdl che autorizza mutuo da 100mln per ridurre i debiti

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E alla fine, mutuo fu.

Il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge “Disposizioni urgenti per la sostenibilità finanziaria delle spese di investimento”, firmato da Pierpaolo Pietrucci che autorizza la Giunta regionale a contrarre mutui per un importo massimo di 100 milioni di euro da rimborsare in 30 anni.

Una decisione che ha scatenato le ire delle opposizioni. A votazione conclusa, i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno lanciato in aria finte banconote da 500 euro. "La maggioranza di centrosinistra ha scritto una brutta pagina della storia legislativa della Regione Abruzzo", ha attaccato il forzista Mauro Febbo, Presidente della Commissione Vigilianza. "Il governo regionale, infatti, ha regalato alla comunità abruzzese un ulteriore debito di 100 milioni di euro che andrà a gravare sulle future generazioni".

L'approvazione del nuovo mutuo – ha sottolineato Febbo – "è un atto scorretto e non esiste una giustificazione tecnica e finanziaria che motiva questo nuovo enorme debito a carico degli abruzzesi. Una proposta che manca addirittura del parere del bilancio, anzi gli stessi uffici amministrativi regionali hanno giudicato il provvedimento pericoloso e dannoso per l'intero bilancio regionale. Infatti, durante la scorsa legislatura, il governo di centrodestra non ha mai fatto ricorso allo strumento del mutuo ed è riuscita a portare avanti tutte le politiche necessarie per la crescita e le esigenze della Regione Abruzzo. Questo mutuo è la chiara dimostrazione del pensiero dalfonsiano, che dopo quasi dopo due anni di legislatura, ha la necessità di far emergere il loro metodo politico ossia quello fatto di regalie, finanziamenti a pioggia".

Le opposizioni hanno sottolineato come il mutuo - se si deciderà di ricorrervi, è necessaria una preventiva ricognizione dei residui di bilancio -  costerà agli abruzzesi 6 milioni di euro l'anno di rate, 4 dei quali in interessi passivi.

La maggioranza di centrosinistra, però, ha inteso perseguire con forza la strada tracciata dal Progetto di Legge, nonostante il parere negativo dei dirigenti degli Affari della Presidenza di Regione Abruzzo che, qualche giorno fa, avevano sottolineato come restasse preclusa la possibilità di autorizzare la contrazione del nuovo indebitamento proposto almeno fino a quando il Consiglio regionale non avesse approvato il rendiconto dell’esercizio dei due anni precedenti.

Il firmatario del Progetto di Legge però, il consigliere Pierpaolo Pietrucci, ha spiegato che non è previsto alcun nuovo indebitamento, "perché il mutuo è stato già autorizzato con legge finanziaria del 2007. La mia legge piuttosto - ha aggiunto Pietrucci - si rende necessaria per rimettere in termini gli uffici tecnici della Regione consentendo loro di contrarre il mutuo precedentemente autorizzato".

Si tratta di due interpretazioni differenti, quindi. Il Progetto di Legge consente di abbassare di 100 milioni di euro il disavanzo di amministrazione della Regione, passando dai 538 milioni rilevati al 31/12/2013 a 438, con una rateizzazione annua che permetterà alla Regione di non dover ricorrere a dolorosi tagli della spesa che possano compromettere gli essenziali interventi a sostegno dei servizi.

Concetto ribadito in fase di discussione consiliare dall'assessore al Bilancio della Giunta D'Alfonso, Silvio Paolucci: "I cento milioni - ha spiegato - non andranno ad alimentare la spesa ma a coprire una parte del debito per abbassare la rata del piano di rientro dei prossimi dieci anni. Senza questa anticipazione di cassa, non riusciremo a coprire servizi essenziali agli abruzzesi già a partire dal primo gennaio".

Nei fatti, il mutuo autorizzato dal voto del Consiglio servirà a coprire gli impegni di spesa assunti nelle annualità 2007-2008 che dovevano essere coperti, appunto, da un mutuo che, tuttavia, non fu mai acceso considerato che le spese vennero saldate con i soldi di cassa.

La strada, comunque, era - e resta - stretta e accidentata per la Giunta di centrosinistra. Regione Abruzzo ha accumulato, negli anni, un debito di oltre 530milioni che, al termine dell'accertamento sui residui riferibili all'annualità 2014 potrebbe arrivare alla cifra 'monstre' di 680milioni.

L'assessore Silvio Paolucci sperava di poter spalmare il debito su trent'anni e, invece, da Roma, è arrivato un indigesto altolà: dilazione si, ma su 7 anni che sono stati poi estesi a 10, a seguito del parziale accoglimento dell'emendamento presentato dal deputato democrat Antonio Castricone in Commissione bilancio, alla Camera dei Deputati, in sede di discussione della Legge di Stabilità. L'unica deroga concessa dal Governo Renzi riguarda la possibilità di spalmare su trent'anni la restituzione dei 170milioni erogati per pagare i debiti con i fornitori ed utilizzati, in realtà, da Regione Abruzzo così come da altre amministrazioni regionali italiane, per sostenere la spesa corrente.

L'eventuale accensione del debito, come ribadito da Paolucci, servirà alla Regione per coprire le rate a copertura del debito decennale, anche se, come detto, il mutuo, sui trent'anni, produrrà altri interessi passivi, altra spesa insomma.

Approvato il progetto di legge tra le polemiche, il Consiglio regionale ha ritrovato un accordo, se così si può definire, sui giudici nominati alla Corte dei Conti dalla Regione, per potenziare la sezione regionale di controllo dei giudici contabili. Non saranno due, come voleva il presidente Luciano D'Alfonso, ma uno, per un costo di 190mila euro che verranno attinti da avanzi di amministrazione.

"Questi fondi – ha tuonato Febbo, prima dell'accordo finale - potrebbero essere impiegati diversamente, noi quando governavamo non l'abbiamo fatto, e chiediamo che almeno a fare la nomina sia il consiglio e non la giunta".

Come detto, si è trovato un compromesso non gradito, però, al Movimento 5 Stelle che, in una nota firmata dai consiglieri Domenico Pettinari e Sara Marcozzi, aveva denunciato la volontà di D'Alfonso di nominare i due giudici, per una spesa di 380mila euro: "in un momento di estrema crisi come quello che stiamo attraversando - hanno attaccato i pentastellati - un governo regionale responsabile dovrebbe utilizzare questi fondi per dare dignità a categorie deboli come i malati oncologici, nefropatici o alla vita indipendente".

Poi, lo scivolone: i consiglieri a 5 stelle hanno inteso sottolineare come si trattasse di una decisione assunta "per la prima volta nella storia di questa Regione". In realtà, già la Giunta guidata da Ottaviano Del Turco aveva provveduto alla nomina dei giudici in seno alla Corte dei Conti.

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