Giovedì, 08 Dicembre 2016 14:02

Le imprese aquilane dovranno restituire le tasse non pagate nel 2009

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Giovanni Lolli Giovanni Lolli

E' ufficiale: 120 imprese aquilane dovranno restituire le tasse non versate per i danni subiti dal terremoto del 6 aprile 2009.

A nulla sono valse le battaglie e le proteste, anche veementi, portate avanti, in questi anni, dalle associazioni di categoria e dalle istituzioni locali.

L'Unione Europea è stata inflessibile: gli abbattimenti fiscali concessi dopo il sisma di sette anni fa superiori alla soglia dei 200 mila euro (quella del de minimis) equivalgono ad agevolazioni sul mercato, cioè ad aiuti di Stato, e dunque violano le normative comunitarie.

A darne notizia è Il Centro.

La richiesta definitiva di esecuzione di recupero delle imposte non versate è arrivata da Bruxelles una settimana fa. Giovanni Lolli lo ha annunciato nel corso dell'ultimo incontro informativo che la Regione ha organizzato sul bando Fare Centro, quello che prevede degli incentivi per le attività commerciali e imprenditoriali che rientreranno o sono già rientrate nel centro storico dell'Aquila.

Il provvedimento dell'Ue, come detto, va a colpire circa 120 aziende, che dovranno restituire somme oscillanti tra i 200 mila e i 4 milioni euro.

Lolli incontrerà, nei prossimi giorni, associazioni di categoria, Camera di commercio, ordini professionali e sindacati per individuare le azioni da intraprendere. Oltre a nuove iniziative politiche, è sicuro che ci sarà un'impugnazione del provvedimento con un ricorso al Tar.

Stando a quanto affermato da Lolli nel corso dell'incontro sul bando Fare Centro, a gennaio verrà nominato un commissario che dovrà occuparsi di verificare le quote dovute da ciascuna azienda.

"L’Ue", ha affermato Lolli "ha dato esecuzione alla richiesta di recupero del 40 per cento delle tasse non versate dalle imprese, dopo il terremoto del 2009, che hanno superato la soglia del risarcimento di 200mila euro prevista dal “de minimis”. Un provvedimento che coinvolge 120 aziende, chiamate a restituire i tributi non versati, o almeno una parte di questi".

"Presenteremo un ricorso contro tale procedura dell’Europa, che riteniamo assolutamente errata e inaccettabile" ha dichiarato Lolli "Stiamo lavorando con le imprese e i tecnici per interpretare, nel modo più estensivo possibile, la misurazione dei danni, ai fini di ridurre al minimo le somme che le aziende dovranno sborsare. Abbiamo chiesto di estendere il concetto di danno anche alla sospensione o alla riduzione dell’attività, in seguito al terremoto. Pensiamo, inoltre, a una ripartizione in settori: ci sono alcuni comparti che non risultano in concorrenza sul mercato. Casi in cui, le richieste dell’Ue decadono automaticamente".

La vera beffa, tuttavia, è che la restituzione dei tributi sospesi verrà applicata solo al terremoto dell’Aquila del 2009.

"Il provvedimento riguarderà soltanto l’Abruzzo" ha spiegato Lolli "in quanto, per tutti gli altri eventi sismici, dove addirittura la sospensione è stata totale, la richiesta è caduta in prescrizione essendo trascorsi più di dieci anni. Siamo di fronte a un problema molto serio. Porteremo avanti le ragioni del territorio fino alla fine: non può passare il principio secondo il quale imprese che hanno subìto il terremoto possono aver avuto dei vantaggi nella concorrenza sul mercato".

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