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Martedì, 29 Ottobre 2013 15:13

Case e Map, i conti non tornano: indagano Finanza e Corte dei Conti

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La gestione del progetto Case e Map assume, ogni giorno di più, contorni grotteschi. Se non fossero assai preoccupanti.

All'indomani dell'audizione in V commissione dell'avvocato Paola Giuliani, dirigente del Settore Ambiente e Partecipate, che ha svelato come la Giunta avesse già pronta una delibera d'affidamento diretto di una consulenza da 137mila euro alla Scs Azioninnova s.p.a., la stessa società che ha stimato in 9milioni i costi di gestione annui di Case e Map a fronte del piano economico presentato dalla Asm che abbatteva la cifra di oltre il 50%, i consiglieri Daniele Ferella ed Emanuele Imprudente hanno sollevato ben altri dubbi sull'azione politica della Giunta Cialente.

Che ha deliberato, il 25 settembre del 2013, il rinnovo del contratto con Manutencoop s.p.a., in scadenza il 4 ottobre, per i servizi manutentivi ordinari del patrimonio immobiliare. In attesa, ben inteso, che venga esperita la gara ad evidenza pubblica per l'esternalizzazione della gestione ordinaria e straordinaria ad una impresa specializzata nel settore. Dovrà occuparsene la società che si aggiudicherà il bando della discordia che la Giunta non aveva alcuna intenzione di istruire.

Dunque, proroga di dodici mesi alla Manutencoop. "Già la decisione di rinnovare un contratto non stipulato dal Comune dell'Aquila potrebbe nascondere delle falle normative che andranno valutate", sottolinea il consigliere Ferella ricordando che l'accordo era stato firmato, nell'ottobre 2010, dalla Protezione Civile. "Inoltre, sarebbe stata sufficiente una semplice determina dirigenziale per autorizzare la proroga. La Giunta, invece, ha predisposto una delibera. Segno che c'è una decisa volontà politica".

Non solo. In delibera, si legge che la somma necessaria per la proroga di 12 mesi del contratto con Manutencoop è pari a 3.706.291,39 (iva inclusa). In analogia a quanto stabilito dall'articolo 23 comma 3 della Legge 62 del 2005 - i contratti che hanno ad oggetto lo svogimento di servizi pubblici in scadenza entro 6 mesi possono essere prorogati per una sola volta a condizione che venga concordata una riduzione del corrispettivo -, la Giunta comunale ha deliberato di stipulare un accordo da 2milioni e 800mila euro, al netto di un ribasso del 25% da richiedere all'impresa.

Sembrava tutto in ordine, insomma. Anche perché, a finanziare la proroga, sarebbero bastati i soldi della delibera Cipe del dicembre 2012 che ha destinato fondi per la manutenzione di Case, Map e Musp. L'Ufficio speciale per la ricostruzione, è scritto in deliberazione, ha ancora nella sua disponibilità 4milioni e 400mila euro, di cui 3milioni e 600mila euro di competenza 2013 per il Comune dell'Aquila. Se non fosse che l'ufficio di Paolo Aielli, con nota del 7 ottobre, ha ricordato all'amministrazione che si era già autorizzato il prelievo di 500mila euro nell'aprile scorso. Con la richiesta di ulteriori 3.706.291,39 euro (se è vero che al netto del ribasso la cifra si assottiglia del 25%, il Comune dell'Aquila è comunque tenuto a richiedere l'intero importo per la stipula della proroga con Manutencoop), si arriva ad un totale di 4.236.921,90 (aliquota Iva inclusa). Si tratta di 637mila euro in più rispetto alla effettiva disponibità dell'Usra per il Comune dell'Aquila. E il finanziamento dovrebbe avere come finalità anche la manutenzione dei Moduli ad uso scolastico.

"A fronte di un parziale trasferimento da parte del Cipe in merito alle spese obbligatorie, comprendenti oltre alla manutenzione di Case, Map e Musp anche l'assistenza alla popolazione, la manutenzione dei puntellamenti, gli affitti delle sedi comunali", scrive Paolo Aielli, "lo scrivente ufficio al fine di poter soddisfare tutte le esigenze può trasferire, al momento, una somma pari a 1milione". A seguito di questa comunicazione, ovviamente, la delibera per la proroga del contratto con Manutencoop si è arenata. Almeno fino alla tarda serata di ieri, lunedi 28 ottobre. "Sarà un caso che l'amministrazione si sia mossa a qualche ora dalla conferenza stampa che avevamo convocato per questa mattina?", si domanda Ferella. "A quanto è dato sapere, il Comune si è accordato in serata con Manutencoop per un ulteriore ribasso di 600-700mila euro. Così da far tornare i conti. Ora, vorremmo capire se si contrae anche la durata del contratto di manutenzione".

C'è da domandarsi, inoltre, dove il Comune troverà i soldi per i Musp, le scuole frequentate dai nostri ragazzi. E c'è da sottolineare che, dal 5 ottobre ad oggi, la società ha continuato a lavorare senza alcun titolo: "L'amministrazione ha pensato ai dipendenti della Manutencoop? Se nell'esercizio del loro lavoro fosse successo qualcosa, chi ne avrebbe risposto? Si continuano a produrre con leggerezza atti illegittimi e pericolosissimi".

Pensare, incalza Ferella, che "già il 15 maggio 2012, la Asm di Luigi Fabiani si era detta pronta ad occuparsi di tutte le attività di gestione del progetto Case e dei villaggi Map (eccetto l'attività di riscossione) per poco più di 4milioni di euro. Al contrario, ci si è affidati alla consulenza della Scs Azioninnova che ha elaborato un'analisi specifica di gestione da 9milioni di euro l'anno, proponendo l'affidamento ad un privato che la Giunta comunale intendeva far scegliere proprio alla Scs. Al costo di 137mila euro. Possibile che i cittadini debbano pagare per le scelte discutibili e per i ritardi causati da questa amministrazione?".

"E' un unico, enorme puzzle", sottolinea Imprudente. "Fin dalle bollette pazze, recapitate agli assegnatari di Case e Map. Il sindaco Cialente aveva invitato i cittadini a pagare le prime 4 o 5 rate, agitando lo spettro del debito accumulato nel tempo con Enel. Nel giro di qualche mese, promise, ogni alloggio avrebbe ricevuto la bolletta in base agli effettivi consumi. E se si fosse pagato più del dovuto, la somma sarebbe stata restituita. Al contrario, è passato quasi un anno e non ci sono ancora le letture dei contatori". I consiglieri Imprudente e Ferella mostrano una comunicazione interna inviata il 29 luglio dall'assessore Moroni alla dirigente Del Principe, in cui si sottolinea la preoccupazione per il mancato inserimento dei dati di 16 quartieri su 19. "I cittadini non sanno più cosa fare, se pagare e quanto pagare, il piano di rientro dal debito firmato dal Comune con Enel è in forte sofferenza e si corre davvero il rischio del distacco totale delle utenze. Si naviga a vista, non si è in grado di gestire l'enorme patrimonio immobiliare ereditato dalla Protezione Civile. Anche per questo si stanno costringendo i cittadini a rispondere ad un censimento farlocco: l'amministrazione sta tentando di prender tempo dopo che persino la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti hanno mosso dei rilievi sulla gestione degli alloggi, certificando l'immobilismo della Giunta".

A quanto appreso da NewsTown, la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti starebbero in effetti conducendo delle indagini. Non solo. La Guardia di Finanza avrebbe intimato all'amministrazione, già mesi fa, di far pagare il canone di locazione agli assegnatari che, al 6 aprile 2009, vivevano in affitto. Consegnando persino una lista già completa con i nomi dei cittadini affittuari. Non si capisce, dunque, a cosa serva il censimento.

L'amministrazione comunale sta davvero prendendo tempo, come sottolineato da Imprudente, o c'è una precisa volontà politica nel non voler far pagare i cittadini assegnatari che erano in affitto? Che la situazione sia, oramai, fuori controllo è evidente. Non può che preoccupare visto che, con il rinnovo del contratto con Manutencoop, si è certificato che la società pubblico-privata che dovrà gestire Case e Map non sarà operativa prima della fine del 2014. Ancora dodici mesi, dunque, senza possibilità di svolgere lavori di manutenzione straordinaria sugli alloggi. Il contratto prevede, infatti, solo attività ordinaria e i soldi della delibera Cipe, come detto, sono finiti. Chissà quanti mesi passeranno ancora, invece, prima che gli assegnatari possano finalmente ricevere le bollette in base agli effettivi consumi e iniziare, così, a pagare le utenze. Chissà se la Giunta, infine, deciderà come e quanto far pagare in termini di canone di locazione per gli affittuari e di canone di compartecipazione per i proprietari di casa E.

Di questo passo, il Comune dell'Aquila rischia seriamente il dissesto finanziario. 

Ultima modifica il Martedì, 29 Ottobre 2013 15:36

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