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Venerdì, 04 Maggio 2018 23:10

L'Aquila, consuntivo oltre i termini: sottovalutate le sanzioni per l'Ente

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Ne abbiamo scritto diffusamente: l’amministrazione comunale è andata in deroga con l’approvazione del bilancio consuntivo che doveva essere discusso in Consiglio entro il 30 aprile; la Giunta ha dato il via libera alla proposta di delibera - avente ad oggetto lo schema di rendiconto della gestione 2017, che ricomprende il conto del bilancio, il conto economico, lo stato patrimoniale e i relativi allegati - soltanto il 26 aprile e, dunque, il provvedimento arriverà a discussione oltre i termini stabiliti.

Stando il decreto legge 174/2012, sono scattate dunque le procedure previste dall'articolo 141, comma 2 del Tuel, secondo cui il prefetto, con lettera notificata ai singoli consiglieri, fissa un termine di 20 giorni per l'approvazione della delibera, decorso il quale nomina un commissario e scioglie il consiglio comunale.

In altre parole, la maggioranza di centrodestra dovrà arrivare ad approvazione entro il 26 o il 27 di maggio, considerato che la diffida arriverà in queste ore, pena il commissariamento del Comune col ritorno alle urne; ovviamente non accadrà, il documento verrà votato in tempi utili, sta di fatto che al primo anno di legislatura non si tratta di un segnale edificante. Anzi.

Le cattive abitudini del passato sembrano proprio dure a morire.

"Che l’amministrazione Biondi non abbia centrato l’obiettivo di approvare neanche il primo bilancio entro il 30 aprile, e cioè nei tempi stabiliti dalla legge, è cosa nota. Che questa mancanza, politica e amministrativa, porterà ad una precisa sanzione stabilita dall’art. 9 del Dl 113/2016, è forse sfuggito all’assessore al Bilancio e al suo dirigente che avrebbero dovuto non solo esporre il pericolo a cui si andava incontro ai cittadini contribuenti, ma anche a fornire pubbliche e doverose scuse", la denuncia dei consiglieri de 'Il Passo Possibile', Paolo Romano ed Elia Serpetti. Che hanno spiegato: "secondo il comma 1 quinques dell’art. 8 del Dl 133/2016, gli Enti Locali che non abbiano rispettato i termini previsti per l’approvazione dei rendiconti e del Bilancio consolidato, nonché dell’invio dei relativi dati di cui all’art.13 della L.196/2009, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, nonché a stipulare contratti di servizio con soggetti privati, distacchi di personale e comandi".

L’assessore al bilancio Anna Lisa Di Stefano ha tenuto a rassicurare sul fatto che “non ci sarà alcuna sanzione per l’Ente”, considerato che il provvedimento citato dai consiglieri Romano e Serpetti si applicherebbe alle città metropolitane. In realtà, la vicenda è stata un poco sottovalutata.

Infatti, le sanzioni – e i controlli – scatteranno eccome.

La sanzione più recente è stata introdotta proprio dal decreto legislativo richiamato da Romano e Serpetti che ha disciplinato le ipotesi di mancato rispetto dei termini per l’approvazione di preventivo, rendiconto, bilancio consolidato, e per l’invio dei documenti alla banca dati delle pubbliche amministrazioni da effettuare entro 30 giorni dall’approvazione del rendiconto per tutti gli Enti locali, dunque anche per i Comuni. “Fino a quando non adempiono, gli Enti sono considerati strutturalmente deficitari. A questi enti si applicano i limiti previsti dall’articolo 243, comma 2 del Tuel, e i controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi”, leggiamo dal provvedimento. “Questi controlli servono a verificare, mediante una certificazione, che il costo complessivo della gestione dei servizi a domanda individuale, riferito ai dati della competenza, sia stato coperto con i proventi tariffari e contributi finalizzati in materia non inferiore al 36%. Il costo complessivo della gestione del servizio di acquedotto, riferito ai dati della competenza, deve essere coperto con la tariffa in misura non inferiore all’80%; il costo complessivo della gestione del servizio smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed equiparati, riferito ai dati della competenza, deve essere coperto con la tariffa almeno nella misura prevista dalla legislazione vigente”.

Non solo. “Fino all’assolvimento di questi obblighi, gli enti non possono precedere ad assunzioni a qualsiasi titolo, e devono bloccare anche le stabilizzazioni in atto”. Come non bastasse, “sono vietati anche i contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi, i comandi e i distacchi di personale”.

Ed ecco il nodo più spinoso.

In effetti, il dirigente al Bilancio e alla razionalizzazione, Tiziano Amorosi, è attualmente in comando dalla Provincia: dunque, se fino all’approvazione del consuntivo - e dal 30 aprile scorso - sono vietati comandi e distacchi, può il dirigente firmare atti e provvedimenti se, di fatto, il ritardo ha posto un’indeterminatezza sulla sua valenza contrattuale con il Comune dell’Aquila?".

Come detto, la vicenda è stata un poco sottovalutata. E non è affatto un buon segno. 

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