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Giovedì, 27 Settembre 2018 14:32

L'Aquila, approvato bilancio consolidato. Conti in rosso per Ama e Ctgs

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Colpo di mano della maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale. 

Stamane, l'assise riunita nell'aula "Tullio De Rubeis" ha approvato con 18 voti favorevoli (l'unanimità dei presenti) la proposta deliberativa contenente il bilancio consolidato dell'ente relativo all'esercizio finanziario 2017. Legittimo, e atteso. Ciò che ha lasciato perplessi è la modalità con cui si è proceduto al voto: poco prima, il presidente Roberto Tinari - con una scusa - aveva sospeso i lavori, con i banchi della giunta e della maggioranza praticamente vuoti (guardare la foto per credere) e l'opposizione a sottolineare, inascoltata, le criticità sottese al documento. Al momento della sospensione, dunque, i consiglieri di minoranza si sono spostati nella sala 'Commissioni' per tenere la prevista conferenza stampa, già convocata ieri, sui buchi di bilancio causati dalla mancata gestione del progetto Case e Map. E' in quel frangente che la maggioranza, tornata in aula, ha votato il documento, 'portando a casa' il risultato sebbene in un clima di fortissima tensione. 

E' evidente, infatti, lo scollamento tra le forze di maggioranza, con i malumori accentuati dal 'congelamento' imposto dalla decisione del sindaco Pierluigi Biondi di tentare la strada della candidatura alla presidenza della Regione. Non è un caso che il capogruppo di Forza Italia Roberto Jr Silveri sia stato tra i più critici sull'azione amministrativa di questo primo scorcio di legislatura, così come cristallizzata nel bilancio consolidato, in particolare per ciò che attiene al mancato rilancio delle società partecipate con un affondo, neppure troppo velato, al sindaco e all'assessore delegato, Carla Mannetti.  

D'altra parte, il consolidato è un documento consuntivo che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell'Ente, considerato in tutto il complesso delle sue articolazioni; ricomprende pertanto, nel perimetro di consolidamento, anche le società partecipate e gli enti strumentali.

L'atto è stato illustrato in aula dall'assessore al bilancio Annalisa Di Stefano. "Si tratta di uno strumento a me molto gradito, poiché obbliga l'amministrazione comunale tutta, in termini di giunta e consiglio, ad affrontare la situazione delle società partecipate", ha sottolineato l'assessore; "d'altra parte, per poter risanare occorre effettuare una diagnosi completa e, in questo modo, è come eseguire una Tac, avere un quadro completo dal quale partire. Una rappresentazione, dunque, anche di natura contabile, delle scelte di indirizzo, pianificazione e controllo. Un nuovo strumento per programmare, gestire e controllare con maggiore efficacia il proprio 'gruppo', comprensivo di enti e società".

Ebbene, il bilancio si chiude con una perdita consolidata di 116 milioni 325mila 449 euro, che trova giustificazione in una serie di elementi. "In primo luogo, è stato depurato delle operazioni infragruppo - ha spiegato Di Stefano - vale a dire dei trasferimenti dell'ente nei confronti delle società partecipate a titolo di contributo di esercizio o corrispettivo per servizi svolti. È stata inoltre condotta un'operazione di restyling, già in fase di rendiconto 2017, che ha portato all'eliminazione prudenziale dei trasferimenti erariali straordinari post sisma, facenti capo alla voce 'contributi e investimenti', pari a circa 400 milioni di euro, oltre alla contestuale riduzione dei trasferimenti straordinari per ulteriori 200 milioni".

Lo stato patrimoniale dell'ente ha visto incrementare il numero degli immobili, attraverso le cosiddette abitazioni equivalenti, per circa 77 milioni di euro, cui si aggiungono le infrastrutture della società Gran Sasso Acqua e il patrimonio del Centro turistico del Gran Sasso, pari a 15 milioni di euro. "In ultima analisi - ha sottolineato l'assessore - le criticità delle società partecipate si sono riconfermate in maniera rilevante per il Ctgs e per l'Ama (Aquilana società multiservizi). Il documento approdato oggi in Consiglio, dunque, fotografa una situazione, relativamente a queste ultime, davanti alla quale si impone una riflessione in termini di programmazione e strategie". 

Una riflessione che non è mai iniziata, e Silveri l'ha detto chiaramente, con una coraggiosa operazione di autocritica. "Oggi non è un giorno di orgoglio per questa amministrazione, se non fosse per la qualità della stesura del bilancio consilidato, chiaro, comprensibile e soprattutto veritiero, non piu drogato dai contributi per la ricostruzione. Per questo mi sento in dovere di fare ancora una volta un plauso al lavoro dell'assessore Di Stefano. Analizzando però le cifre, non possiamo che fare i conti con una deludente realtà, la gestione delle partecipate", l'affondo di Silveri. "Ama, società che opera in regime di monopolio, riporta un perdita di 1.7 milioni di euro, e come indicato dal collegio sindacale 'le misure attuabili dal solo amministratore unico non possono ripristinare la solidità economica e finanziaria della società; l’apporto delle proprieta è indispensabile'. Asm, invece, presenta un utile di 15mila euro, pari allo 0.1% del fatturato, senza alcun ammortamento importante come è avvenuto per la Gran Sasso Acqua, e con un capitale sociale che in 10 anni è stato eroso per oltre 2milioni di euro".

Oltre alle cifre andrebbe valutata anche la qualità dei servizi erogati. Ebbene, Silveri è ancor più critico: "Ama ha la flotta forse piu vetusta del centro Italia, Asm ha portato la raccolta diffenziata sotto al 35%, il Sed costa al Comune un milione di euro l’anno e mi chiedo se il servizio offerto all’ente sia congruo con questa cifra. Qualcuno di voi saprebbe rispondermi? Credo nessuno; per questo, chiedo al settore partecipate di avviare un'analisi di mercato, così da confrontare il servizio e capire se gli amministratori debbano essere ringraziati oppure no".

Insomma, "a distanza di un anno dal nostro insediamento non siamo riusciti a migliorare né l'efficienza delle società né il servizio erogato ai cittadini, non sappiamo cosa fare e cosa farne di queste partecipate; è deludente per i cittadini, mortificante per l'intero Consiglio comunale, umiliante per noi consiglieri di maggioranza in considerazione del mandato che i nostri concittadini ci hanno affidato", le parole durissime del capogruppo di Forza Italia. "Gli aquilani hanno scelto un cambiamento radicale, che noi stessi abbiamo voluto proporre. Cambiamento radicale che non c'è stato. In un anno è mancata, o è stata poco efficace, una ferma politica di indirizzo, e la responsabilià è imputabile a questa maggioranza, me in primis in qualità di capogruppo di maggioranza relativa. La stessa responsabilita che da ora, da questo momento ci impone di affrontare il problema di petto, elaborando ed attuando scelte coraggiose e anche dolorose qualora risultassero necessarie per migliorare la qualità della vita dell'intera cittadinanza". 

Più chiaro di così. 

"Abbiamo alle spalle un anno e mezzo di non governo", l'affondo del capogruppo del Pd Stefano Palumbo; "il filo conduttore che ha legato la gestione delle società partecipate è stata la spartizione politica delle poltrone. Ci è voluto un anno soltanto per trovare la 'quadra' e istruire il bando per la selezione degli amministratori. Con le ultime vicende legate ad Asm e Ama che sono esemplificative, in questo senso: nel momento in cui si è riusciti ad assegnare l'Asm a Forza Italia, con la nomina di Paolo Federico che, fino a qualche giorno prima, era incompatibile per effetto della legge Severino, la Lega ha chiesto per sé l'Ama, così come stabilito a tavolino tra le forze di maggioranza. Ed oggi, i problemi sono peggiorati rispetto a 15 mesi fa". 

L'amministrazione attiva non ha prodotto alcun indirizzo nei confronti degli amministratori, non c'è stata alcuna programmazione, alcuna strategia. E se l'Asm chiude in sostanziale pareggio, con l'Afm in attivo, le situazioni più preoccupanti riguardano, come detto, Ctgs - si registra un passivo di 1 milione e 91 mila euro - e soprattutto Ama, con oltre 1 milione e 700 mila euro di disavanzo, dovuto, in gran parte, al taglio dei trasferimenti sul trasporto pubblico locale, "una sofferenza strutturale - ha aggiunto Palumbo - cui l'amministrazione comunale dovrebbe porre rimedio attraverso delle precise strategie". 

Sul punto si è soffermato anche Paolo Romano, capogruppo del Passo Possibile. "Dal consolidato emerge un deficit strutturale di Ama di una certa rilevanza e non c'è alcuna strategia di risanamento e di rilancio della partecipata. Ed è saltata l'auspicata fusione con Tua - ha chiarito Romano - non per colpa della Regione ma della Giunta comunale che ha presentato la perizia richiesta dalla Regione ad inizio settembre, dopo il decreto di scioglimento del Consiglio regionale; sindaco e assessore dovranno assumerne la responsabilità davanti ai lavoratori che tanto fiducia avevano riposto in questa amministrazione". La seconda problematica è la proroga del servizio ad Ama fino al 2027: "Fino ad ora, in Consiglio sono arrivate tre delibere di Giunta che sono atti di indirizzo: nessuna è corredata da una analisi di sostenibilità, fattibilità e congruità finanziaria affinché si possa arrivare a proroga. Per evitare che dal 1° gennaio si rischi di tornare sul mercato, è urgente una delibera di Consiglio, corredata delle suddette analisi; ma in virtù del deficit acclarato, e considerata la possibile candidatura del sindaco in Regione, cosa succederà? Chi darà certezze ai lavoratori?".  

Ultima modifica il Giovedì, 27 Settembre 2018 16:08

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