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Lunedì, 20 Maggio 2019 15:15

Comune dell'Aquila, alla fine del 2018 più di 17 milioni di debiti verso 156 creditori

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Al 31 dicembre 2018, il Comune dell'Aquila aveva 17 milioni 389 mila e 519 euro di debiti commerciali verso 156 imprese creditrici.

La fotografia è stata scattata dalla CGIA di Mestre che ha evidenziato come i principali Comuni italiani - i capoluoghi di provincia con più di 50 mila abitanti - avessero alla fine dell'anno 3.6 miliardi di euro di debiti nei confronti dei propri fornitori. Una somma importante che, comunque, risulta essere sottodimensionata, visto che in questa elaborazione non sono incluse molte Amministrazioni comunali che, ad oggi, non hanno ancora pubblicato o aggiornato sul proprio sito il numero dei creditori e l’ammontare complessivo dei debiti maturati alla fine dello scorso anno per le seguenti voci di spesa (tra le altre, Aosta, Alessandria, Novara, Piacenza, Bergamo, Verona, Pordenone, Parma, Reggio Emilia, Ancona, Foggia, Lecce, Taranto, Catania).

Debiti, segnalano dalla CGIA, che includevano anche quelli non ancora scaduti che, tuttavia, dovevano essere onorati per legge entro lo scorso 31 gennaio.

crediti

Nella speciale classifica della CGIA, L'Aquila è al 20esimo posto tra i comuni più indebitati su 67 amministrazioni comunali censite, preceduta da Roma capitale (oltre 1 miliardo e mezzo di debiti), Napoli (poco più di 432mila euro), Milano (poco più di 338mila euro), Torino che sfiora i 300mila euro e, a seguire, Palermo, Reggio Calabria, Trento, Siracusa, Salerno, Firenze, Genova, Brindisi, Siena, Andria, Rimini, Bologna, Pisa, Avellino e Cagliari.

Pescara è al 35esimo posto con 7 milioni e 758 mila euro di debiti verso 283 imprese; Teramo al 41°, con 5 milioni e 189 mila euro di pendenze con 365 creditori.

“Sebbene negli ultimi anni i vincoli imposti dal patto di stabilità interno siano stati superati – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - molti Comuni continuano a liquidare i propri fornitori con tempi abbondantemente superiori a quelli stabiliti per legge. In particolar modo al Sud. Nelle grandi Città Metropolitane, inoltre, dove le spese sono sensibilmente superiori a quelle sostenute dalle Amministrazioni di medie e piccole dimensioni, lo stock degli insoluti rimane ancora elevato e in molti casi addirittura in aumento rispetto agli anni precedenti. Come nei casi di Roma, Milano, Torino, Cagliari e Venezia”.

Da segnalare la performance dei Comuni di Brescia, Ferrara e Trapani: al 31-12-2018, queste Amministrazioni hanno dichiarato di non avere alcun debito nei confronti dei propri fornitori.

A ricordarci che la situazione rimane comunque ancora molto critica è la Commissione europea che, pur avendo riconosciuto gli sforzi compiuti dal Governo italiano, ha avviato una procedura di infrazione con lettera di costituzione in mora nel giugno 2014 e il successivo invio del parere motivato nel febbraio 2017. Nonostante questi richiami, le Amministrazioni pubbliche italiane necessitavano in media 100 giorni per saldare le loro fatture. A fronte di questa situazione, la Commissione nel dicembre del 2017 ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia dell'UE, ribadendo il sistematico ritardo con cui le amministrazioni pubbliche italiane effettuano i pagamenti nelle transazioni commerciali, in violazione delle norme dell'UE in materia di pagamenti.

Secondo gli ultimi dati relativi alla periodica indagine condotta da Intrum Justitia, nel 2018 la nostra PA è stata la peggiore pagatrice in Ue, avendo liquidato i propri fornitori mediamente dopo 104 giorni, più del doppio della media europea che, invece, paga mediamente dopo 41 giorni.

 L’Aquila Futura: "Necessaria Task force"

"La classifica nazionale delle amministrazioni pubbliche che “faticano” a pagare i fornitori, classifica fatta dalla CGIA di Mestre, vede la nostra città tra i comuni con più debiti verso le imprese".

Lo afferma, in una nota, il gruppo consiliare L'Aquila Futura.

"Secondo gli ultimi dati relativi alla periodica indagine condotta da Intrum Justitia, nel 2018 in Italia la PA è stato il peggior soggetto pagatore in Ue, in quanto ha liquidato i propri fornitori mediamente dopo 104 giorni: più del doppio della media europea che, invece, paga mediamente dopo 41 giorni".

"Dati allarmanti -prosegue la nota- che che fotografano una situazione proccupante che l’amministrazione comunale ha ereditato dalla precedente gestione comunale e che vede in essere ancora buona parte della vecchia tecnostruttura".

"Tecnostruttura che dovrebbe iniziare ad attuare un lavoro intersettoriale, che dovrebbe semplificare i procedimenti e che dovrebbe dare risposte certe alle aziende ed agli imprenditori che vivono sempre più situazioni di disagio economico dovuto anche al difficile momento che il nostro paese sta vivendo".

"Riteniamo sia necessaria una Task force che metta la parola fine a questo e che vada incontro alle esigenze di quei cittadini che ogni giorno hanno coraggio di portare avanti attività imprenditoriali nonostante moltissime difficoltà. Come amministratori di questa città crediamo che queste siano risposte importanti da dare il più presto possibile ai nostri cittadini".

 

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Maggio 2019 16:05

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